Caponi bis, sogno o illusione? Rosati: «Il centrocampo è a posto così»

Dopo la rescissione col Livorno si è parlato di un possibile ritorno di Caponi. Ma il diesse Rosati nega l’interesse della Pistoiese

Pur avendo lasciato ormai da qualche mese la Pistoiese, Andrea Caponi è rimasto in modo indelebile nelle memorie dei tifosi arancioni e degli addetti ai lavori. Non solo per il contributo in campo, dove l’anno scorso si è distinto come uno dei migliori mediani del campionato, ma anche e soprattutto per la leadership e per la personalità dimostrata nei momenti più complicati. La notizia circolata da venerdì sera, e confermata ufficialmente dal club sabato, è che Caponi ha rescisso il proprio contratto col Livorno, a cui era approdato a fine agosto. L’esperienza labronica si è chiusa con soli 167 minuti giocati: troppo poco per le ambizioni dell’esperto centrocampista. La sua presenza di ieri al “Melani” per la sfida col Progresso ha fatto pensare ad un possibile ritorno in arancione, ma la situazione non è semplice come sembra.

Le parole del direttore sportivo Gianni Rosati vanno infatti in controtendenza col pensiero “popolare” di buona fetta della tifoseria: «Il nostro centrocampo non ha bisogno di ulteriori innesti – sottolinea Rosati – a maggior ragione tra gli over. Abbiamo Tanasa che sta facendo benissimo, Florentine che anche ieri ha dimostrato di poter essere utile alla causa, oltre a Silvestro e Lordkipanidze. Anzi, forse ci sarebbe pure bisogno di sfoltire. Per inserire un altro over dovremmo spostare la quota a centrocampo (Costa o Diodato, ndr) in un altro reparto. Ciò comporterebbe praticamente uno stravolgimento della formazione e non è assolutamente un’opzione da prendere in considerazione. Per quanto mi riguarda Tanasa e Caponi non possono giocare insieme».

Quelle di Rosati sono parole chiare, che fanno capire come il “dilemma Caponi” sia di fatto riconducibile solo ad una questione tecnico-tattica. E curiosamente, è proprio per un motivo molto simile che l’ex Pontedera ha salutato in anticipo il Livorno. «Non mi è mai stata data la chance di dimostrare il mio valore – ha detto l’ex capitano arancione sulle colonne di “Livorno Today“. Non mi sono sentito parte del progetto labronico e sono ferito per il trattamento che mi è stato riservato». Con la trasferta di Imola alle porte, in casa Pistoiese prende campo anche un altro dilemma, che tutte le componenti societarie, dal tecnico al diesse alla dirigenza, dovranno valutare con estrema attenzione.

Michele Flori
Michele Flori
Nato nel 1999, studia attualmente scienze politiche. Amante del calcio e delle statistiche, non perde mai l'occasione di passare la domenica sui campi da gioco del territorio pistoiese.


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