A Brindisi un Moore da “30 e lode”. Per Pistoia tutti promossi

Nel 78-72 finale di Pistoia, punti importanti da Varnado e Willis. Primi piccoli segnali da Hawkins, JJJ fa sperare Brindisi

Eccoci qua: l’Estra Pistoia è riuscita ad espugnare il PalaPentassuglia di Brindisi e a prendersi la prima vittoria stagionale. In questo colpaccio esterno, impossibile non guardare ai 30 punti messi a segno da Charlie Moore, ma anche il collettivo ha mostrato importanti segnali di crescita in una gara che, da punto a punto, ha visto emergere i biancorossi, che poi hanno saputo resistere al tentativo di rimonta dei padroni di casa in un finale davvero thrilling.

PAGELLE ESTRA PISTOIA

WILLIS 6,5 Questa è la serata del suo “partner in crime”, ma il suo contributo si fa comunque sentire. Riesce infatti ad essere pericoloso in palleggio e in avvicinamento a canestro, mettendo nel paniere tiri importanti. Chiude in calando, è vero, ma dalle sue mani esce spesso qualcosa di buono. E, cosa non da poco per la sua storia, è quasi perfetto dalla lunetta e in difesa mostra segnali di crescita.

DELLA ROSA s.v. Cinque minuti soli sul parquet per il capitano, dove comunque mostra grande sicurezza in regia e non fa mai calare il giro palla dei suoi compagni.

MOORE 8 Che cosa dire di una gara dove è stato l’assoluto mattatore e l’uomo in grado di rompere l’equilibrio che stava dominando in campo? Al tiro rasenta la perfezione, Esposito gli manda contro chiunque fino a mettergli davanti il tignoso Sneed e l’immenso Johnson nel momento dell’ultimo tiro da dietro l’arco. Risultato? Continua a segnare, anche dopo il riposino concessogli a seguito del suo fantascientifico terzo quarto. Finalmente abbiamo avuto una dimostrazione tout-court del suo talento e della sua leadership.

NESTI s.v.

SACCAGGI 6,5 Merita mezzo punto in più perché la sua voglia di combattere e di “provocare” i portatori di palla avversari ha sicuramente contribuito, in più occasioni, a mandare in confusione Brindisi. Non trova fortune al tiro, ma diverse volte si ritaglia il ruolo di spalla di Moore e lo interpreta alla perfezione nei momenti in cui i padroni di casa decidono di pressare a tutto campo. E, cosa non meno importante, non perde mai in sicurezza e lucidità.

DEL CHIARO 6 Brienza gli concede qualche minuto in più rispetto alle ultime uscite e lui si fa trovare pronto, soprattutto nella prima frazione in cui è in campo. Nella seconda pecca soltanto per lo 0/2 dalla lunetta e per un fallo probabilmente evitabile, ma nel complesso il suo apporto è sicuramente da elogiare, specie perché Bayehe non affonda mai.

VARNADO 6,5 Difficile analizzare la sua gara senza pensare alla scavigliata di una settimana fa. La sua finora è una stagione a metà, sempre alla costante ricerca della migliore condizione e, di conseguenza, della giusta serenità per poter esprimere al meglio il suo gioco. Nonostante una partita in cui si inguaia con falli e qualche iniziativa troppo all’acqua di rose in attacco, segna 17 punti e cattura 6 rimbalzi. Questo dà già la dimensione e l’importanza del giocatore, cui non si può che augurare un prosieguo di stagione migliore di quanto vissuto finora.

WHEATLE 6,5 Cresce alla distanza, come d’altronde tutta la sua squadra. Inizialmente entra in difficoltà su diverse letture da ambo le parti del campo, poi carbura come di suo solito. Annulla piano piano Morris, dona dinamismo ai suoi e infine trova 5 punti che danno a Pistoia la convinzione di poterla portare a casa. Ma soprattutto è il suo esempio che ispira e dovrà ispirare ancora i suoi compagni, affinché i biancorossi trovino definitivamente la loro identità.

HAWKINS 6 Una sufficienza che vuole essere di incoraggiamento per questo rookie alla ricerca del suo spazio all’interno degli equilibri di squadra. Soprattutto per ciò che mostra nel primo tempo, quando si butta sulla palla e trova la tripla, unico acuto della sua gara. Poi purtroppo non riesce a rimanere su quel livello e perde minuti in campo. Siamo comunque sicuri che anche il suo coach vorrà salvare la sua prestazione e continuare a credere nella sua crescita.

OGBEIDE 6,5 Anche per lui non si può non considerare la settimana a metà di allenamenti. Il centrone canadese gioca comunque una gara solida, specie quando Moore e Willis dialogano con lui in area. Inoltre ha il merito di non far attivare il più esperto Johnson nel primo tempo, salvo poi subirne il talento nel convulso finale. Non è perfetto al tiro e può ancora fare di meglio, ma l’area di Pistoia è stata al sicuro per diverso tempo anche grazie alla sua fisicità.

COACH BRIENZA 7,5 Una prima vittoria in A1 che è merito, ancora una volta, della fiducia che ripone nei suoi ragazzi e nelle sue scelte. Sapeva che andare a cercarla in un campo come Brindisi avrebbe necessitato di una prestazione di testa, prima ancora che di tecnica. Grazie alla sua guida, i biancorossi superano due esami in uno: gestione di una gara punto a punto e tenuta mentale nel momento del tentativo di rimonta. Torna in Toscana con i due punti, consapevole che il lavoro è sempre in divenire.

PAGELLE HAPPY CASA BRINDISI

IL MIGLIORE: JAJUAN JOHNSON 7 All’inizio dell’ultimo periodo, le speranze di rimonta erano chiaramente ed interamente nelle sue mani: un giocatore che da dieci anni impressiona in Italia, il cui avvio di gara non era stato affatto all’altezza del suo talento. Il suo quarto periodo è ineluttabile: tira e segna da tutte le posizioni, salta più in alto di tutti e manda a scuola Ogbeide. Da ex, ha fatto venire un bel brivido e, per fortuna, si è limitato a quello.

IL PEGGIORE: JAMEL MORRIS 5 Pur essendoci compagni come Bayehe e Riismaa (Mitchell quasi non schierato) che probabilmente fanno peggio, la sua gara è un continuo “vorrei ma non posso”. Mostra disagio nel ruolo di play e non vede l’ora di rifare spazio a Senglin. Le quattro palle perse, alcune davvero marchiane, sono poi il colpo di grazia alla sua prestazione.

COACH ESPOSITO 5,5 La sua è stata una settimana estremamente complicata nel dover fare da traghettatore ad un gruppo in sfiducia, nell’attesa che il coach scelto dalla società prendesse le redini. Non era di certo lui a dover trovare le soluzioni ai diversi ed evidenti problemi della squadra. A parte puntare su qualche pick n’roll e sul talento di alcuni elementi, era impossibile trovare idee alternative.

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