A Pistoia Sport LIVE l’ex dirigente neroverde ha analizzato il momento di Pistoiese e Aglianese: «Rosa arancione è corta. Caso Bellucci? Vi dico la mia»
Prima direttore sportivo, poi direttore generale dell’Aglianese. Il curriculum di Fabio Ciatti parla da sè, raccontando di un uomo di calcio che all’intento della nostra provincia ha scritto pagine importanti. Intervenuto nella puntata di lunedì 4 dicembre di Pistoia Sport LIVE (qui il link all’episodio completo), l’ex dirigente neroverde ha parlato di Pistoiese e Aglianese, analizzando i momenti – per certi versi opposti – delle due squadre.
PRONOSTICI E ASPETTATIVE
In un’intervista ad inizio campionato Ciatti disse espressamente che a salire in Serie C sarebbe stata una fra Pistoiese e Aglianese. Ad ora, dopo tutte le vicissitudini che hanno interessato le due compagini nostrane, il pronostico è ancora valido? «Misi l’Olandesina tra le favorite proprio perché in estate era stata allestita una rosa per vincere. Poi, ovviamente, la confusione societaria avvenuta circa un mese fa è stata un turning point importante, anche se al momento i risultati stanno dando ragione agli arancioni. Di fatto la vetta dista solo quattro lunghezze, e ciò vuol dire che in casa Pistoiese le cose hanno ricominciato a funzionare. Il campionato, però, è lungo e difficile, sarà combattuto fino alla fine, con i mesi di gennaio-febbraio-marzo che potrebbero deciderne le sorti in un senso o nell’altro. A differenza dell’anno scorso, a mio avviso, non ci sarà una sfida a due, come fu con la Giana Erminio, vedremo piuttosto tante squadre in lotta contemporaneamente. Per essere fra queste Trotta e compagni dovranno alzare la media punti, che al momento è di 1,78 a partita…con questi numeri arriverebbero a quota 60, e con un bottino del genere i campionati non si vincono».
E lato Aglianese? «Ad inizio anno i pronostici vengono fatti in base all’organico di una squadra, e quello dell’Aglianese a mio avviso era di altissimo livello. Sbagliarono però a fare i proclami prima ancora di partire, non ci si espone mai in maniera così netta senza neanche aver cominciato la stagione. Il campo, di contro, ha fatto registrare una partenza pessima, con i risultati che ancora stentano ad arrivare. In questo mese mi aspetto un via vai di giocatori – in entrata e in uscita -, d’altronde anche l’allenatore ha chiesto rinforzi. Nella finestra invernale, però, non è mai facile fare mercato ricostruendo una rosa per far sì che le cose inizino a girare in modo diverso. Onestamente penserei più alla salvezza che ad altro…quando sei in fondo basta una partita persa e ti ritrovi nella zona play out, con 17 punti è meglio guardarsi sotto piuttosto che sopra».
COSA SERVE AD ARANCIONI E NEROVERDI
Per un’Aglianese che deve guardarsi sotto c’è una Pistoiese che punta la vetta, cosa manca però agli arancioni? «Non penso che il problema sia l’assenza di giocatori di peso, quelli c’erano anche l’anno scorso eppure la partenza fu ugualmente negativa. In generale la Serie D è difficile, devi trovare risorse importanti dai giovani, di cui almeno quattro vanno sempre schierati titolari. Mister Consonni sembra aver trovato una quadratura e giustamente sta insistendo su una formazione ben precisa, anche perché attraverso essa sono arrivati i risultati. Resta però il fatto che la rosa arancione mi sembra un po’ corta, anche perché mancano ancora venti giornate e più si va in là, più i campi diventano pesanti. Ci sarà quindi la necessità di fare tournover, che però è fattibile solo se dalla panchina subentrano giocatori di un certo livello. Il fattore numerico mi sembra quello che potrebbe incidere di più, lato arancione, nell’economia della battaglia per il primo posto».
Per quanto riguarda i neroverdi è impossibile non soffermarsi nuovamente sulle parole di mister Baiano nel post partita del match col Mezzolara. «A fine gara a volte scappano parole in più, però mi sembra evidente la vena polemica dell’allenatore, che per giunta ormai da tempo chiede rinforzi. Lui punta a fare un modulo molto offensivo come il 4-3-3, che date le caratteristiche della rosa a sua disposizione fin qui non ha mai potuto mettere in campo. Attualmente, infatti, l’Aglianese si schiera con una sorta di 5-3-2 tutt’altro che arrembante: Baiano evidentemente pensa che con questi giocatori tale schieramento limiti i danni, e che probabilmente cucir loro addosso il 4-3-3 porterebbe ancora meno risultati. Lato mercato posso dire che non sempre è facile sostituire determinati “big”, nel calcio non bastano infatti solo i soldi, serve anche un po’ di “sex appeal”. I neroverdi sono partiti per arrivare in Serie C, e adesso si ritrovano invischiati nella lotta salvezza: come mai certi giocatori vanno via? I calciatori poi parlano fra loro, non è facile acquistarne di importanti con questi presupposti. Bisogna anche vedere se il progetto è rimasto invariato, attualmente i dirigenti non parlano più, gli unici a farlo sono il direttore operativo Taccola – che però non è il presidente – e l’allenatore».
BELLUCCI O MELANI?
Il passato recente del club neroverde racconta, inoltre, di qualche incomprensione col sindaco Benesperi circa la vicenda “Bellucci”. Fabio Ciatti, prima diesse dell’Aglianese e successivamente (2019-2022) direttore generale, racconta come durante il suo mandato si è sviluppato il rapporto con il comunale. «Abbiamo sempre avuto rapporti limpidi. Siamo stati trattati bene e da parte del sindaco c’è stata la disponibilità nel farci trovare sempre campi all’altezza, anche se di inverno le difficoltà in questo senso aumentavano un po’. In questi casi, però, basta organizzarsi per andare su un sintetico senza fare troppa polemica. Anche perché al momento non è più l’amministrazione comunale a gestire direttamente i campi. Riguardo poi il tentato spostamento al “Melani”, secondo me è giusto sia stato negato: l’Aglianese ha un suo stadio, e quindi deve giocare lì, non sa di niente farla giocare a Pistoia».




