Il San Felice vira da ultimo in classifica, ma il diesse Tondini crede nella rimonta: «Massima stima per Trupia, ma c’era bisogno di cambiare»
Nuovo anno e nuovo allenatore in casa San Felice, ultimo in classifica ma decisamente motivato a far meglio. E pensare che il 2023 era iniziato particolarmente bene: vittoria ai play-off e promozione in Seconda Categoria. Da lì in poi le cose sono andate decisamente peggio e la stagione 2023/2024 non ha preso la piega sperata. 5 punti in 14 giornate sono troppi pochi per pensare di poter raggiungere la salvezza ed è assolutamente necessario un cambio di marcia. Trupia, a sua volta subentrato a Baldi dopo appena tre giornate, non ha portato i risultati sperati: l’ultima delle 9 sconfitte in 11 partite ha fatto saltare il banco.
Bruno Tondini, attuale direttore sportivo del San Felice, ci ha raccontato il suo punto di vista. Tondini ha grande esperienza in categoria, sia come allenatore che come diesse, e si dice fiducioso per il futuro nonostante i risultati non siano al momento dalla parte dei pistoiesi.
IL CAMBIO D’ALLENATORE NON HA DATO LA SCOSSA SPERATA ALL’AMBIENTE, COS’È ANDATO STORTO?
«Analizzando la situazione sotto tutti i punti di vista potremmo dire che sicuramente abbiamo pagato a caro prezzo gli infortuni ed il cambio di categoria. I risultati però sono evidenti e nel calcio i mister vengono giudicati in base ai risultati. La mia stima per Trupia è altissima, sa come insegnare calcio ai ragazzi. Purtroppo non si è rivelato adatto alla nostra squadra e abbiamo dovuto cambiarlo. Al momento non abbiamo pronto un sostituto e inizialmente opteremo per una soluzione interna, poi si vedrà».
IL SALTO DI CATEGORIA È STATO QUINDI MOLTO IMPEGNATIVO, SE LO ASPETTAVA?
«Avendo molta esperienza al riguardo sapevo che avremmo avuto dei problemi, ma non pensavo che sarebbero stati così tanti. Cambiando categoria cambia il modo di giocare e spesso le squadre subiscono modifiche importanti. Noi abbiamo cercato di mantenere il gruppo ma abbiamo aggiunto anche diversi volti nuovi. Alcuni hanno avuto difficoltà ad adattarsi e ora c’è da lavorare se vogliamo recuperare terreno».
DURANTE IL MERCATO INVERNALE SONO STATE APPORTATE ALCUNE MODIFICHE ALLA SQUADRA, VI RITENETE SODDISFATTI?
«In linea di massima siamo contenti. Un paio di ragazzi sono usciti e abbiamo avuto qualche difficoltà a sostituirli, ma ne sono arrivati altri 3-4 molto giovani che sicuramente ci daranno una mano. Milani, ad esempio, è un 2004, ma ha già dato prova di essere pronto per la categoria, e questo è un bene. Chiaramente non sono potuti arrivare nomi più importanti perché la classifica è quella che è, ed in certe situazioni è sempre difficile fare mercato».
CONSIDERANDO ANCHE I NUOVI ARRIVI, QUALI SONO I LEADER A CUI QUESTA SQUADRA DEVE FARE RIFERIMENTO PER RISOLLEVARSI?
«Il leader naturale è ovviamente Marini. Ha sempre fatto categorie superiori ed ha una grandissima esperienza; la squadra lo ascolta e si raduna attorno a lui nei momenti difficili. È fondamentale per noi perché è una guida per i giovani, trasmette loro fiducia e forza di volontà. L’altro grande punto di riferimento è Braschi: gli infortuni lo hanno un po’ rallentato ma adesso è in forma e contiamo su di lui e sulla sua esperienza».
QUAL È QUINDI, SECONDO LEI, IL MODO MIGLIORE PER USCIRE DA QUESTA POSIZIONE IN CLASSIFICA?
«Il gruppo, senza dubbio. La società ha fiducia in questi ragazzi e sa di cosa sono capaci. Purtroppo qualcuno è venuto meno agli impegni presi ad inizio anno ma noi guardiamo avanti, chi è rimasto ha tanta voglia di fare bene. L’importante è crederci fino in fondo, altrimenti abbiamo già perso in partenza e non avrebbe senso continuare. Dobbiamo pensare partita per partita: ad ora l’obbiettivo sono i play-out, in futuro speriamo di poter ambire alla salvezza diretta».
IN CONCLUSIONE, CHI SARANNO LE VOSTRE PIÙ DIRETTE CONCORRENTI PER LA SALVEZZA?
«La classifica è molto equilibrata ma sappiamo già chi saranno le nostre dirette concorrenti. Purtroppo nelle ultime partite siamo stati sfortunati, contro l’Antares e La Querce meritavamo di fare punti e invece siamo tornati a casa con le mani vuote. Queste partite sono alla nostra portata, non ci sentiamo inferiori a nessuno e sappiamo di poterci giocare alla pari ogni scontro diretto».


