Pistoia, Brienza non sposta l’asticella: «Raggiungiamo presto le 12 vittorie»

Intervistato dal Corriere dello Sport, coach Brienza ha raccontato i segreti della sua Estra: «La nostra forza è nel gruppo e nelle idee»

Non si smorza minimamente l’attenzione sull’annata in Serie A dell’Estra Pistoia. Prima la qualificazione alle Final Eight di Coppa Italia ha mosso i riflettori sui biancorossi. Adesso Della Rosa e compagni, con il successo su Scafati, sono tornati in zona play-off aggiungendo anche due punti preziosi per l’obiettivo dichiarato ad inizio stagione. Un obiettivo che coach Nicola Brienza ha voluto ribadire in un’intervista rilasciata a Fabrizio Fabbri per il Corriere dello Sport.

«Non facciamo voli pindarici – ha così subito messo in chiaro l’allenatore biancorosso – All’interno del club ed in città c’è consapevolezza di ciò che siamo e di quello che abbiamo fatto. Sappiamo che la quota salvezza dovrebbe essere a quota 12 vittorie: noi ne abbiamo messe insieme 9 e vogliamo arrivare presto a quella soglia. Certo, ora ci godremo le Final Eight: una medaglia che i ragazzi possono appuntarsi con orgoglio alla canottiera».

L’ultima vittoria, quella di sabato, non è sfuggita neanche fuori dai confini pistoiesi, anche per le modalità con cui è avvenuta. Non sono infatti passate sotto traccia le fatiche degli americani lungo l’arco della gara e il contributo che il blocco storico ha dato per il concretizzarsi della rimonta.

«Non possiamo pensare che in ogni partita Willis, Moore e Varnado risolvano tutto – ha così commentato Brienza – Sono giocatori in grado di trovare qualità anche all’interno di una gara non iniziata alla grande. Possono farlo anche grazie all’aiuto dei compagni».

Appunto, quel gruppo già cementatosi nel biennio in A2 e portato con orgoglio e sicurezza nel massimo campionato. Anche contro ogni pronostico, nonostante un’esperienza molto limitata ad un livello superiore.

«Non eravamo i più forti neanche al piano di sotto, eppure abbiamo conquistato la promozione con la forza del collettivo. E ora siamo dove siamo sempre grazie a questi ragazzi su cui abbiamo innestato i nuovi arrivati: Saccaggi, Della Rosa, Del Chiaro, Wheatle. E anche Varnado. Dobbiamo fare i conti con un budget diverso da tanti altri club e allora dobbiamo usare le idee. Prendiamo per esempio proprio Varnado: avevamo appena perso gara-5 contro Verona, la ferita era ancora aperta ma il nostro diesse Sambugaro andò subito dal presidente a chiedergli di firmare Jordon. Ha avuto ragione. Se è servito coraggio per far giocare i nostri italiani? Certo, come lo ha avuto Sacchetti a Cremona con Ricci. Si può fare e noi lo facciamo».

Redazione PtSport
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