Durante Pistoia Sport Live, il responsabile di Wolf Basket ha parlato dell’importanza e del valore delle attività extra campo per la sua società
Non ci sono solo risultati e prime squadre nella realtà del Wolf Basket, anzi … c’è molto di più. La società pistoiese, fin dalla sua (recente) nascita, si è sempre contraddistinta per l’attenzione rivolta alle attività sociali sul territorio. «Hanno una valenza fondamentale. Le iniziative che proponiamo, partendo dal bambino accompagnato dal genitore, arrivando fino al senior che gioca nel campionato Uisp, hanno alla base un legame speciale – ha detto il responsabile Alessandro Capecchi durante Pistoia Sport Live – Viste le nostre possibilità come società sportiva, cerchiamo di dare qualcosa indietro a tutti coloro che ci sostengono. E non perché ci viene imposto, ma semplicemente perché è un nostro dovere morale. Insegnare ai bambini e ai genitori cosa significa il termine solidarietà, insegnare l’importanza di porsi degli obiettivi per poi raggiungerli; il tutto con la forza del collettivo, collaborando insieme ad altre persone. La coesione e l’interazione con i compagni, il saper sopperire alle mancanze di chi ti sta accanto, è la mentalità basica di tutti i nostri progetti».
Wolf sta portando avanti un progetto che non trova eguali sul territorio pistoiese, ovvero quello della creazione di una squadra partecipante al campionato di Serie B Fipic. «Il nostro progetto della pallacanestro in carrozzina parte dalle scuole. Portiamo il materiale nelle scuole, facendo capire ai ragazzi cosa significa trovarsi in una situazione differente da quella che per molti è la normalità. Li facciamo uscire dalla loro zona di comfort, in un periodo che non fa crescere i giovani. Diamo tutti giorni troppe tutele ai ragazzi, per paura di vederli fallire. Così facendo, interrompiamo il loro percorso di crescita dato dall’esperienza fatta. Ed è qui che entriamo in gioco noi, per aiutare le famiglie a crescere dei bambini più consapevoli e autonomi. Il progetto – ha spiegato Capecchi – è partito durante il Covid, e sinceramente non ci aspettavamo che andasse in porto. Riuscire a mettere in palestra persone che hanno già difficoltà a livello personale, comprare le prime attrezzature, seguire gli impegni dati dal campionato, che nonostante fosse di livello amatoriale ci ha portato in giro per l’Italia; non è stato affatto semplice. Col tempo però, siamo riusciti a dare una seconda possibilità ad alcuni, ma anche la prima per molti altri. E non mi fraintendete, tutto vogliamo tranne che la compassione. I ragazzi sono degli atleti veri e propri: si allenano, sudano, si sbucciano le mani sulle ruote delle carrozzine e lottano sui palloni come fanno tutti. Il gruppo che è nato in quel di Wolf è composto da ragazzi giovani e meno giovani, ben guidati da un allenatore che conosce la pallacanestro e che sa come approcciarsi ai suoi giocatori, vivendo tutti i giorni una disabilità agli arti inferiori».
I ragazzi del Wolf Fipic stanno vivendo un vero e proprio sogno. Giocare in un campionato Fip di livello nazionale come la Serie B è un traguardo storico per la società, e in generale per la provincia di Pistoia. In tutta la Toscana ci sono solo tre squadre che militano in questa categoria, ovvero Firenze (Serie A), Livorno (Serie B) e ovviamente Wolf. Coach Alessandro Cherici e i suoi ragazzi stanno avendo la possibilità di misurarsi contro squadre come S.S. Lazio, Don Orione, Asinara, Dinamo Sassari e Akern TDS Livorno. «L’esordio in campionato è stato brusco. Abbiamo giocato contro la S.S. Lazio, e come si dice in gergo ci hanno subito battezzato. Da lì è cominciato un buon periodo, fatto di allenamenti intensi e concentrazione altissima – il presidente di Wolf ha proseguito – Successivamente abbiamo giocato contro Don Orione Roma, lottando fino alla fine. E alla terza giornata, è arrivata la prima storica vittoria nel derby contro Livorno. Adesso ci aspetta una partita tosta contro Porto Torres, ma siamo pronti a giocarcela».



