In vista delle Final Four di Coppa Italia, il coach di Roseto scarica i favori del pronostico sulla Fabo: «Hanno più esperienza di noi»
Sale la tensione per le Final Four di Coppa Italia. La Fabo Herons Montecatini affronta la Pallacanestro Roseto in un match che vale moltissimo. Chi ne ha viste tante di partite è sicuramente Franco Gramenzi, coach della compagine abruzzese, avversaria dei termali.
Coach Gramenzi sta conducendo Roseto ad un’annata di tutto rispetto. Dopo aver centrato l’accesso alle Final Four, anche in questo 2024 sta confermando quanto di buono evidenziato nei primi mesi della stagione. Gli abruzzesi occupano infatti ancora la seconda posizione nel Girone B, a quota 42 punti. Prosegue l’inseguimento alla Tecnoswitch Ruvo di Puglia, ma adesso è tempo di Coppa Italia.
IL RITORNO DI GRAMENZI IN SERIE B
Dal 2015 al 2023, coach Gramenzi ha allenato a Latina in Serie A2. Un’esperienza lunga e ricca di soddisfazioni, terminata la scorsa estate. A quel punto, il coach nativo di Teramo ha scelto di sposare la causa della Pallacanestro Roseto, scegliendo di tornare in Serie B. Campionato che ha trovato più agguerrito, frutto anche delle riforme sul numero di squadre.
«Anche se non ho allenato in Serie B – esordisce Franco Gramenzi – l’ho seguita molto negli ultimi anni. A Latina abbiamo spesso pescato giocatori da questo campionato. La riforma del numero di squadre ha portato un innalzamento del livello. Ridurre il numero delle squadre in Serie A ha fatto scendere di categoria sia giocatori che allenatori validi, alzando la qualità media».
«La fisicità si è decisamente alzata negli ultimi anni. Stessa cosa il livello degli arbitraggi. Molti giovani si formano e passano dalla Serie B. Inoltre, con la riduzione a 20 squadre della A2, dall’anno prossimo il livello si alzerà ancora di più. Questo è inevitabile. Secondo me questo campionato è una buonissima palestra. I giovani non devono stare a sedere in panchina, ma giocare e raggiungere così i piani superiori».
LA NUOVA ROSETO SENZA POLETTI
L’andamento di una squadra all’interno di una stagione non è sempre regolare. Tra infortuni e, soprattutto, mercato, tutti i roster subiscono aggiustamenti. Anche Roseto ha operato qualche cambiamento in inverno. Ci pensa, dunque, direttamente coach Gramenzi a rivelarci che punto sia l’amalgama del suo team, dopo l’addio di Poletti e l’arrivo di Thioune e Petracca.
«Il nostro mercato – spiega il coach di Roseto – è stato condizionato dalle esigenze familiari di Poletti. Dopo la sua partenza ci siamo dovuti aggiustare con quello che il mercato ci ha offerto. Da una parte siamo stati fortunati nel trovare Petracca. Veniva da un infortunio, non era tesserato. C’è voluto un po’ di tempo per riprendere la forma, ma aveva già fatto bene a Fabriano in B la scorsa stagione».
«Abbiamo poi deciso di rinforzarci sotto canestro. L’infortunio di Tamani ci ha condizionato tantissimo, ma al tempo avevamo ancora Poletti. Senza Poletti, un eventuale infortunio di Tamani o di Klyunchnyk ci avrebbe lasciati scoperti nel reparto lunghi. Per impedire questo scenario, abbiamo deciso di puntare su Thioune. Lui ci garantisce più presenza sotto canestro e più falli da spendere».
«Quando hai le alternative, le partite almeno riesci a giocarle. In questo momento quello più in ritardo di condizione è Thioune. Stiamo lavorando su un gioco con due lunghi, ma non è ancora pronto. Speriamo di poterlo mettere in pratica nei playoff. La squadra deve abituarsi a giocare in modo leggermente differente e i lunghi devono avere i giusti spazi».
IL FATTORE ESPERIENZA
La Fabo è scesa dal primo al terzo posto, rispetto alla chiusura del girone d’andata. Gli Herons hanno inserito il lungo Radunic e ambiscono alla promozione. A poche ore da queste attesissime Final Four, il coach di Roseto, Franco Gramenzi, sembra avere le idee ben chiare. Il tecnico si aspetta infatti una gara dove l’esperienza degli interpreti sarà l’ago della bilancia.
«Escludendo Mantzaris – afferma coach Gramenzi – Roseto ha il roster con meno giocatori che hanno vinto questo campionato. Quindi, quello meno abituato a queste partite. Se comparo noi alla Fabo, osservando le statistiche, loro sono più completi sotto diversi punti di vista. Noi stiamo costruendo e lavorando per arrivare ai playoff in una condizione ottimale».
«La Fabo ha diversi giocatori che hanno già vinto il campionato. Da Benites a Chiera, passando per Arrigoni. E sicuramente me ne sfugge qualcuno. Io ho vinto la B1 con squadre diverse, ma spesso portando alcuni giocatori esperti con me. Quando arrivi in fondo, l’esperienza conta moltissimo. Gli Herons, oltre a questo, hanno anche una squadra profonda».
CARATTERISTICHE E COLLABORAZIONE
Sulla carta, quello tra Fabo e Roseto si preannuncia un match decisamente equilibrato. Se gli Herons poggiano sulla presenza sotto canestro di Radunic e sul gioco perimetrale, anche la compagine abruzzese ha i suoi jolly. Ecco quali possono essere, secondo coach Gramenzi, i punti forti che i suoi possono far valere contro Montecatini.
«Noi abbiamo altre caratteristiche rispetto alla Fabo. Non entro nella tattica e nel merito della partita. Se avessi pensato di non potermela giocare – prosegue il coach di Roseto – non sarei nemmeno partito. La nostra forza sta nell’essere squadra».
«Noi siamo un gruppo che deve collaborare bene in campo. Quando questo funziona, noi riusciamo ad affrontare le varie difficoltà che si presentano in partita. Quando non ci riusciamo, facciamo fatica. Il nostro obiettivo è migliorare e fare sempre meglio col passare dei giorni».
UNA SFIDA CHIAMATA COPPA ITALIA
Tutti ambiscono alla vittoria. La bellezza di queste Final Four è di regalare il degno palcoscenico alle migliori squadre di metà stagione. Il percorso svolto nel girone d’andata dalla Roseto di coach Gramenzi e dalla Fabo porta qui. Adesso, è il momento di scendere sul parquet e lottare per un trofeo. L’ambitissima Coppa Italia. Ecco cosa significherebbe per il tecnico raggiungere questo prestigioso traguardo.
«Intanto è bello esserci. Ruota molto entusiasmo attorno ad una manifestazione del genere. Sono partite secche, in poche ore si decide tutto. In carriera io l’ho disputata diverse volte. Ho perso la finale di A2 con Scafati, idem con Ferentino e Teramo. Ho perso in semifinale di B con Veroli e anche con Barcellona. Insomma, ci ho provato tante volte, ma non l’ho mai vinta».
«Per me questa è diventata una sfida personale. Voglio provare a vincere la Coppa Italia. Quando si partecipa a questi eventi è chiaro che lo si fa con l’intento di vincerli. Poi, chiaramente, non è la fine del mondo se non ci riesci. Tutte le squadre sono proiettate al campionato. Non si costruisce una stagione sulle Final Four. A inizio stagione non sapevamo nemmeno di partecipare. Ce le siamo guadagnate, adesso ci siamo e faremo il massimo».
«Alzare al cielo la Coppa Italia sarebbe una soddisfazione immensa per me, ma anche per il club Roseto. Sappiamo quanto siano importanti gli sponsor al giorno d’oggi. Partecipare ad un evento del genere è già un piccolo traguardo. Vincere sarebbe aggiungere quel tassello in più, per la società ma anche per i tifosi. Abbiamo un seguito che vive quotidianamente la squadra. Come Montecatini – conclude Franco Gramenzi – anche questa città respira e ha nel sangue la pallacanestro».
Thomas Alvieri




