Il presidente della Gema si gode la conquista aritmetica dei playoff ed espone il manifesto societario: «Se lo puoi sognare, lo puoi fare».
La Gema vive il suo primo anno sotto la gestione di Alessandro Lulli. All’inizio dell’estate 2023, i rossoblù hanno dato il via ad un processo di rinnovamento totale, partendo da Guido Meini in dirigenza e da coach Del Re in panchina. Da queste due scelte si è poi composto un roster capace di trasformare le iniziali ambizioni di salvezza in una qualificazione ai playoff.
Il successo esterno 87-90 conquistato sul parquet di Omegna regala alla Gema la matematica qualificazione ai playoff. Le ultime due giornate di stagione regolare, dunque, serviranno per stabilire quale sarà la posizione finale dei ragazzi di coach Del Re. Chiaro che la conferma del quarto posto con il fattore campo a proprio favore nei playoff sarà benzina per il motore di Passoni e compagni.
QUESTIONE DI ASPETTATIVE
In totale contro tendenza rispetto alle previsioni di inizio anno, i rossoblù hanno lottato e lottano per le posizioni di vertice del campionato. Il presidente della Gema, Alessandro Lulli, ci racconta con estrema passione come ha vissuto la sua prima stagione al vertice. Un’annata che vede la Gema Montecatini davanti a società che, ai nastri di partenza, erano considerate superiori.
«Sicuramente – afferma Lulli– siamo andati al di là di ogni aspettativa iniziale. Visti i roster costruiti da altre squadre, che hanno speso più di noi, è normale che tanti si aspettassero di arrivare davanti a noi. Anche per questo sono soddisfatto di quello che stiamo facendo in questa stagione. La vittoria contro Omegna mi ha regalato grandi emozioni».
«La stagione è stata ricca di alti e bassi. Siamo partiti molto forte, giocando con l’incoscienza di una squadra che non deve dimostrare niente. Poi, abbiamo avuto un calo con l’avvento delle prime pressioni. Adesso, però, siamo tornati a giocare nuovamente un basket di livello. Se posso fare un’analogia, vedo la regular season come una qualifica di Formula 1. Dopo il Q3 e il Q2, adesso siamo nel Q1. Stiamo cercando di metterci in seconda fila, ovvero conquistare il quarto posto, per poi partire con la gara vera, cioè i playoff».
«Citando Enzo Ferrari: “Se lo puoi sognare, lo puoi fare“. Questo è il nostro motto, noi stiamo sognando. I ragazzi hanno splendidi valori umani, oltre che tecnici e atletici. Penso di avere una squadra molto competitiva. Siamo tra le prime del campionato. Spero di arrivare quarto, ma alla fine chi ci arriva davanti partirà solo davanti sulla griglia della partenza. Poi, in gara può succedere di tutto. Forse ci manca qualcosa, ma non siamo lontani dalle più forti».
LE GIUSTE FONDAMENTA
Non esiste grande squadra senza le giuste fondamenta. Nel caso della Gema, la base societaria è incarnata da Guido Meini. A posteriori, la scelta risulta decisamente azzeccata, come quella di aver messo Del Re in panchina. Il duo ha saputo ammortizzare i tanti infortuni della prima parte di stagione, ma non solo. Hanno insegnato a Montecatini a non soffrire di vertigini e ad alzare la marcia. Per Alessandro Lulli, tutto questo nasce da un sano e positivo dialogo.
«Tutto è sempre frutto di un ascolto – prosegue il patron di Gema– e di un dialogo. Io ho un bellissimo rapporto con Guido Meini. Ci diciamo sempre quello che pensiamo, ma con rispetto reciproco. Questo tipo di confronto ci porta quasi sempre a individuare la direzione giusta da seguire. Abbiamo scelto di richiamare Del Re per proseguire, come da lui stesso definito, un percorso interrotto».
«Voglio ringraziare Andrea Ossola e Francesca Cammillozzi per il percorso che abbiamo fatto insieme. La colpa non è mai solo da una parte. Riguardo gli infortuni di inizio stagione, c’era qualcosa che non andava. Abbiamo scelto di intervenire per portare altre competenze. Abbiamo trovato due persone splendide come Jacopo Marmi e Sary Rosa. Sono entrati in punta di piedi in società, ma stanno dando il massimo per portare questi ragazzi su un eccellente livello mentale, oltre che atletico».
DUE NUOVI INNESTI IN SOCIETÀ
Per far sì che un macchinario funzioni, ogni suo ingranaggio deve essere ben oliato e al suo posto. Come un puzzle da comporre, serve far combaciare tutte le tessere. Un collage che, nel prossimo futuro, potrebbe vedere l’inserimento di due nuovi elementi nel sistema Gema: il General Manager e il responsabile marketing. Due figure dalle caratteristiche ben definite nella testa di Alessandro Lulli.
«Insieme a Meini stiamo preparando due innesti importanti. Bisogna dare struttura alla società. Guido è una persona squisita, però come noi fa altro di mestiere. Ecco perché necessitiamo di un General Manager e di un responsabile marketing. Sono le due aggiunte societarie che faremo per la prossima stagione».
«Per la Gema è fondamentale dare struttura alla società. Se l’alto funziona, allora anche il resto a cascata gira nel verso giusto. Stiamo cercando due figure che abbiano esperienza nel campionato di A. Perché noi abbiamo questa ambizione, indipendentemente dal risultato finale di questa stagione. Per migliorarci si basiamo su persone dai sani valori».
AUTONOMIA E FORMAZIONE
La bellezza della Gema attuale sta nelle emozioni trasmesse dalla prima squadra, ma anche in tutto quello che si cela dietro le quinte. Se i grandi si preparano a giocare i playoff, alle loro spalle nuove generazioni crescono con enorme ambizione. Questo è il progetto rossoblù a 360 gradi, dal settore giovanile alla prima squadra, secondo Alessandro Lulli.
«La Pallacanestro Montecatini mi sta tenendo vivo. Oltre alla Gema, che mi sta assorbendo completamente e che va naturalmente avanti a tutto, in questa realtà ho trovato uno svago. Mi trovo bene con tutti i dirigenti e con tutte le persone che ruotano attorno a questa società. L’obiettivo è rendere la Gema non così determinante come oggi per la Pallacanestro Montecatini».
«Stiamo cercando di creare un settore giovanile che possa generare ragazzi formati sia a livello umano che di basket. Persone che, un domani, possano diventare giocatori o dirigenti importanti per il movimento cestistico cittadino. Anche in questo sarebbe importante il responsabile marketing. Vorrei rendere entro 2-3 anni la Pallacanestro Montecatini autonoma rispetto alla presenza o meno della Gema».
VINCENTI SI DIVENTA
Non manca l’ambizione ad Alessandro Lulli. Il presidente della Gema, partendo dall’ottimismo classico dell’investitore, si lascia poi andare alle emozioni pensando al traguardo playoff raggiunto. La cavalcata effettuata dai rossoblù ha avuto modalità sensazionali. Vittorie in rimonta, di cuore, ma anche una consolidata consapevolezza della propria forza. Su questa base, il recente passato, il presente e il prossimo futuro, non possono che essere positivi.
«Mi aspettavo questo risultato. Quando fai un investimento sei tendenzialmente ottimista. Abbiamo una squadra mediamente giovane. Non abbiamo tantissima esperienza, ma vincenti si diventa. Per me la Gema può diventare vincente. Montecatini se lo merita. La città sta dimostrando di avere tanta passione per questo sport. Tutte le persone che lavorano in questa società meritano che questo progetto vada avanti. A prescindere dal mio apporto».
«Mi sono accorto sin da subito che si era creata un’unione particolare tra questi ragazzi. La consapevolezza di quanto fosse forte questa squadra, però, l’ho acquisita partita dopo partita. Vedendola giocare. Possiamo competere con tutti. Dopo Sanremo sono entrato negli spogliatoi e ho cantato “sogna, ragazzo, sogna” al gruppo. Il giorno dopo il derby perso siamo andati a cena tutti insieme. Perché il gruppo viene prima di tutto il resto. La Gema deve solo sognare. I ragazzi lo devono a loro stessi, ai loro familiari e alla città di Montecatini».
IL POSSIBILE SCONTRO CON NICCOLAI
Il presidente della Gema, Alessandro Lulli, analizza infine il possibile incrocio nel primo turno di playoff contro Fabriano. Il patron rossoblù concentra la sua attenzione sul possibile incrocio con Niccolai, stella e bandiera del basket di Montecatini.
«Sarei contento di ritrovare Niccolai ai playoff. Ho avuto l’opportunità di conoscerlo in maniera approfondita. Non sono riuscito a creare un simile rapporto, invece, con l’altra stella Mario Boni. Spero, se dovesse succedere di affrontare Fabriano, che Mario venga a vedere le partite. Vorrei tanto conoscerlo meglio, per entrare ancor più a contatto con la storia di Montecatini. Loro sono i simboli delle imprese che sono state fatte ma ce ne sono altre da fare».
Thomas Alvieri


