Che beffa per gli arancioni, che avrebbero meritato la vittoria sia per la gara disputata ad handicap, sia per le belle trame di gioco. Contro il Gozzano il successo non può e non deve sfuggire alla Pistoiese
Ci avevamo creduto, sì per davvero! Nonostante un’intera partita giocata in inferiorità numerica, la Pistoiese, così come avevamo scritto nel precedente focus, aveva gettato il cuore oltre l’ostacolo, annichilendo le velleità dei locali e trovandosi meritatamente in doppio vantaggio a 10 minuti dal termine.
Purtroppo per quell’esercizio di puro masochismo, al quale aggiungiamo l’inesperienza dei giovani di mister Indiani, che a distanza di qualche mese si è ripetuto, così come avvenne a Cuneo (dal 3-0 al 3-3 finale in inferiorità numerica, n.d.r.), il ritorno alla vittoria è stato ancora una volta rimandato. Una vittoria che sarebbe stata più che meritata, sia per la gara ad handicap disputata, sia per le belle trame di gioco che hanno contraddistinto il “modus operandi” degli orange.
Una recriminazione acuita ulteriormente dal modo in cui questa vittoria è sfuggita di mano. Rimanere in 10 contro 11 per 74 minuti (compreso il maxi recupero della ripresa), e ciò nonostante non abbassare la guardia, sciorinando, specie nei primi 20 minuti della ripresa un gioco da stropicciarsi gli occhi, trovarsi in un meritato doppio vantaggio su di un campo storicamente ostico.
Ebbene, tutto questo non è bastato. Quando Emmanuel Latte Lath , sino a quel momento gazzella imprendibile per la retroguardia rossonera, ha dovuto alzare bandiera bianca in preda ai crampi, l’inerzia della gara è passata tra le mani (meglio sarebbe dire tra i piedi) dei padroni di casa, che con l’innesto di forze fresche hanno costretto sulla difensiva la Pistoiese. Mancavano, compreso il recupero, 18 minuti, nel corso dei quali, prima un rigore per un’uscita intempestiva di Meli su Scardina, (ottimo comunque il suo esordio, n.d.r.), poi l’incredibile autorete di Terigi subentrato appena 90 secondi prima, hanno vanificato tutti gli sforzi profusi per portare a casa tre punti che avrebbero avuto il sapore del rilancio in classifica. E meno male che in pieno recupero Meli ha detto di no ad una conclusione a colpo sicuro di Pasqualoni che avrebbe significato la beffa, nonché la terza sconfitta consecutiva e con essa l’ufficiale apertura della crisi orange.
Va altresì detto, per onor di cronaca, che questo primo punto del campionato non sminuisce affatto quelli che sono i problemi della Pistoiese. Specie in difesa, nonostante un cambio di modulo e di uomini, sono ancora troppe le incertezze che investono i componenti la retroguardia. I giocatori chiamati in causa, sembrano timorosi di fronte all’avversario (il doppio giallo di Dossena in sei minuti ne è prova tangibile), non c’è ancora una figura che dia personalità ed esperienza al reparto. E su questo aspetto Paolo Indiani ed il proprio staff dovrà lavorare alacremente perché, anche se siamo appena agli albori del campionato, la classifica piange.
Che dire poi del reparto di centrocampo? Lentamente si comincia ad intravedere quella che potrebbe essere un’arma fondamentale anche in aiuto alla difesa; e per questo emblematici sono soprattutto i primi 20 minuti della ripresa quando Luperini, coadiuvato da un (finalmente!) positivo Vitiello e con l’ingresso del sempre valido Tartaglione al posto di un evanescente Picchi, si è eretto quale leader del reparto non permettendo niente ai locali ed entrando in ogni azione pericolosa degli arancioni, nei quali oltre al già citato Latte Lath, ha fatto una grossa impressione (rete splendida a parte n.d.r.) Emanuele Rovini.
Adesso batte alle porte il match casalingo con il Gozzano, rimontato anch’esso ( dal 3 – 0 al 3-4 finale interno) con il Piacenza. Una gara nella quale c’è soltanto un risultato da ottenere; la vittoria ,per dare finalmente nuovo vigore e fiducia ad un ambiente che in questo periodo sembra l’immagine di un cane bastonato.


