Il coach di Fabriano, avversario della Gema nel primo turno playoff, presenta la sfida e il ritorno a Montecatini: «Vedo tanto equilibrio»
La Gema ripone nel cassetto il quarto posto conquistato in regular season e prepara la sfida a Fabriano e ad Andrea Niccolai. Adesso, è tempo di playoff. L’avversario di Montecatini è di tutto rispetto, come dimostra il record di 14 vittorie e 3 sole sconfitte fatto registrare nel girone di ritorno.
Dall’approdo in panchina del coach nativo di Pistoia, la prossima avversaria dei termali ha decisamente cambiato marcia, mostrando una pallacanestro capace di mettere in difficoltà chiunque. Il coach della Ristopro racconta quali sensazioni prova nell’affrontare il suo passato, ricorda il periodo condiviso con Marco Del Re ed analizza il tabellone dei playoff.
NICCOLAI CONTRO MONTECATINI
Anche se non è la prima volta, Andrea Niccolai ritrova Montecatini da avversaria. In vista di questa sfida con la Gema, il coach di Fabriano condivide le sue sensazioni, spiegando cosa significa per lui affrontare la squadra della sua città e analizzando il confronto tra la Ristopro e gli uomini di coach Del Re. Il tecnico classe ’68 entra nel merito della sfida e pone sul piedistallo la sua difesa, considerata da lui la migliore arma per contrastare il valore offensivo dei rossoblù.
«Giocare a Montecatini – dichiara lui – per me sarà speciale. In questa città c’è la mia vita, quindi è sicuramente una sfida importante. La pallacanestro Montecatini rappresenta un grande pezzo della mia vita. Sarà molto bello vivere questa esperienza e tornare, anche se comunque c’è da pensare alla squadra che affronteremo. La Gema è forte, tra le migliori del girone A. Per noi è una bella sfida, perché giocare contro di loro ci farà capire a che livello siamo. Chiaramente cerchiamo di essere preparati a cosa può avvenire in campo».
«Gema ha un grandissimo valore offensivo – continua Niccolai -, ha dieci giocatori bravi e talentuosi nell’uno contro uno. Sanno crearsi tiri anche contro difese molto buone e attente. La capacità di inventare canestri trovo che sia la loro caratteristica principale. Il loro talento offensivo individuale è molto alto e diffuso tra i giocatori. Noi cerchiamo di partire dalla difesa. Proveremo a limitare le qualità dei nostri avversari, come abbiamo sempre fatto da quando sono arrivato. Cercheremo di essere più concentrati possibile sul piano difensivo: tramite la nostra difesa possiamo esaltare le nostre qualità offensive».
NICCOLAI RITROVA DEL RE
Si intreccia nuovamente il filo che collega Marco Del Re ad Andrea Niccolai. Dopo la collaborazione a Firenze, risalente alla stagione 2019/2020, i coach hanno preso strade diverse. Adesso si ritrovano uno contro l’altro in questa serie playoff che si prospetta decisamente avvincente e ricca di pathos. I due si conoscono molto bene e questo aggiunge ulteriore pepe alla sfida…il tecnico di Fabriano ne ricorda il lavoro svolto ne elogia la carriera.
«Io e Marco – racconta Niccolai – abbiamo lavorato alla Pino Dragons Firenze, squadra da lui portata alla promozione dalla C alla B. Mi ha aiutato molto a conoscere i pregi e i difetti di quel gruppo, che poi è stato quasi confermato completamente. Abbiamo fatto un’annata straordinaria, ma purtroppo il Covid ha interrotto tutto. Del Re è stato importante in quel tipo di contesto. Devo dire che ha fatto un ottimo lavoro negli anni successivi. L’anno delle famose finali contro gli Herons è stato bravissimo, poi ha fatto bene anche a Piacenza. Credo che sia senz’altro un allenatore competente e che conosce bene la categoria. Anche quest’anno ha fatto un gran bel lavoro alla Gema».
LA FABRIANO DI NICCOLAI
Fabriano ha dato una netta svolta alla stagione dall’arrivo in panchina di Andrea Niccolai, giocando un girone di ritorno al limite della perfezione. Dalla mentalità trasmessa agli aggiustamenti tattici presi nel corso delle settimane, il coach della Ristopro ci spiega da dove nasce e come si è sviluppata questa striscia di risultati positivi.
«Fabriano – sostiene coach Niccolai – ha centrato i playoff partendo da lontano. Abbiamo raggiunto il quinto posto perché proviamo a migliorare ogni settimana. L’obiettivo è alzare sempre l’asticella, dobbiamo sempre fare qualcosa di più. Si gioca sempre per vincere, non per partecipare. Quando sono arrivato ho cercato in primis di sistemare i problemi difensivi della squadra. Il record positivo è, magari, anche figlio del calendario e di alcune situazioni favorevoli…per esempio, abbiamo vinto a Ruvo contro una squadra priva di tre giocatori importanti. Quella vittoria è valsa molto. A Lumezzane abbiamo vinto all’ultimo secondo dopo una partita nella quale siamo stati sempre sotto nel punteggio».
«Il record di 14 vittorie e 3 sconfitte non mi dà più di tanto – ammette Niccolai -, sono realista. Sicuramente è il risultato di un lavoro quotidiano molto approfondito e intenso. Questo è quello che ci permette di giocarcela con tutti. Siamo stati quasi sempre competitivi nel girone di ritorno, anche quando abbiamo perso. Questa è la nostra mentalità, quella di competere sempre. A volte hai più fortuna, a volte qualcosa non gira nel verso giusto, ma se interpreti così ogni partita hai più possibilità di fare bene».
UN PROSPETTO DEI PLAYOFF
Andrea Niccolai è tranquillamente considerabile tra i massimi esperti di entrambi i raggruppamenti della Serie B Nazionale. Chi meglio di lui, quindi, può dire quali siano le differenze tra i due gironi in vista di questi playoff.
«Credo che sia molto difficile fare pronostici. Le squadre che sono arrivate ai playoff hanno tutte buone qualità. Penso che le prime quattro di entrambi i gironi possano tutte ambire alla promozione. Nei quarti di finale hanno il fattore campo favorevole, ma non solo. Durante l’anno hanno dimostrato di essere le più forti, non mi sorprenderei se una tra Roseto, Jesi, San Vendemiano e Ruvo venisse promossa. Lo stesso vale per le due di Livorno, per gli Herons e per la Gema. Hanno dimostrato di essere delle vere e proprie corazzate».
«Di sicuro queste otto hanno qualcosa in più – continua Niccolai – ma quelle dietro possono sorprendere. Faenza per esempio, o Mestre, sono state costruite per la promozione a inizio anno. Hanno avuto delle vicissitudini durante la stagione, ma ora si sono assestate. Hanno il potenziale e la lunghezza del roster per andare fino in fondo. Hanno un roster composto da dieci giocatori veri. Vedo tanto equilibrio. I playoff sono tre turni, dove devi vincerne tre su cinque. Sono serrati. Possono venire fuori sorprese. Servono le giuste rotazioni – conclude il coach di Fabriano – e serve essere pronti a variare l’assetto in campo».
Thomas Alvieri


