Ciocca attende la Fabo: «Cercheremo di limitarli grazie alla nostra difesa»

Dalla polmonite ai play-off raggiunti con entusiasmo, questo è coach Ciocca: «Fabo? Una squadra “di sinistra” fino all’arrivo di Radunic»

Tempo di play-off in casa Fabo. L’avversario designato agli uomini di Barsotti sarà la Gemini Mestre di coach Cesare Ciocca. Per prepararci ancor di più alla sfida (gara-1 in programma domenica 5 maggio alle ore 18) abbiamo contattato proprio il coach bergamasco che da due stagioni siede sulla panchina della formazione veneziana, sesta classificata nel girone B.

Cesare, ti sei definito un “tecnico di sinistra” con anima e condivisione come dogmi: come sarà affrontare una squadra come la Fabo che fa del gruppo e dell’intensità la sua forza?

«Sono cavoli amari (ride, nda). La Fabo era un po’ più di sinistra fino all’avvento di Radunic perché lui ha un talento debordante fuori dagli schemi. Oltre a una squadra forgiata da Barsotti con i suoi storici condottieri, è arrivato anche l’inserimento del croato con ha una capacità di fare canestro che raramente si trova nel nostro campionato. Tutto questo in un roster di sistema che può contare anche sulle giocate di Chiera, altro giocatore clamoroso con il quale ho disputato tante battaglie».

A gennaio hai avuto il rinnovo di contratto per altre due stagioni: come si prova ad allenare in una piazza in cui hai fiducia incondizionata?

«Il rinnovo è arrivato nel momento più difficile della stagione. La mia polmonite perdurava da 50 giorni ed il prolungamento è stato un messaggio importante anche da un punto di vista umano, non soltanto lavorativo. In un momento di difficoltà massima con la squadra ai minimi stagionali è stato fatto questo e mi è stato dato grande coraggio, portando a sovvertire una stagione compromessa. I due soli ko nelle ultime 12 gare sono emblematici del nostro finale di stagione in cui l’innesto di due giocatori come Smajlagic e Aromando ci hanno dato quel quid in più».

Questa stima della società pensi riguardi soltanto gli ottimi risultati della scorsa stagione?

«Questo andrebbe chiesto ai diretti interessati perché non amo molto autoincensarmi. Ce ne son tanti che lo fanno, ma io non ci tengo. L’etica del lavoro, il miglioramento dei giocatori in questi due anni e una squadra che anche in difficoltà lotta sempre penso abbiano pagato. C’è un ringraziamento da parte mia alla dirigenza, ma nel quotidiano ci sono sempre, lavoro e mi piace parlare poco, ma agire coi fatti. Questo penso possa aver indotto la società a rinnovarmi e a continuare la mia avventura a Mestre».

Cos’è che ti preoccupa un po’ di più della Fabo e invece in quali chiavi di lettura pensi di poter esser superiori ai termali?

«Difficile esser superiore a questa Fabo, al massimo si proverà a pareggiare la qualità termale. Loro hanno dieci giocatori che possono ottenere un’intensità davvero importante e uniscono la capacità di giocare in un certo tipo di sistema all’imprevedibilità di Chiera e Radunic. Noi, giocoforza, dobbiamo cercare di limitare un attacco debordante, provando a mettergli qualche sassolino nell’ingranaggio facendo leva sulla nostra difesa. Cercheremo di sorprendere com’è ovvio che sia nella prima e nella seconda partita fuori casa. Stiamo lavorando duramente per cercare di vincere a Montecatini, ma oltre a dire di essere carichi dobbiamo mettere in campo concentrazione e un tipo di serie altrimenti non avremo scampo».

Quanto è importante il vostro palasport dove avete saputo battere anche la capolista Roseto?

«Non solo loro, ma anche Jesi e San Vendemiano son cadute lì. Insieme a Jesi siamo la miglior difesa del girone e il fattore campo è importante. Onestamente al palazzetto mi aspettavo non soltanto la curva – che ha assistito a tante trasferte – ma anche qualche mestrino in più nelle gare casalinghe: speriamo di coinvolgerlo nei play-off! Nonostante questo con la Pielle siamo la squadra che ha avuto il miglior bilancio casalingo di tutta la serie B grazie a due soli ko in csasa. Già in gara-3 mi auguro un Pala Taliercio non soltanto numericamente strapieno, ma anche con un livello alto per quanto riguarda i decibel».

Infine un commento sui due tabelloni play-off

«Oggettivamente mi sembra più tosto il nostro tabellone. Se Fabo e Mestre vogliono passare in A2 devono prima scontrarsi poi verosimilmente eliminare Ruvo e in seguito la Pielle. Penso che sia un tabellone mediamente dal profilo più alto, non dimenticandoci anche di realtà come Avellino o San Vendemiano di grande spessore. Sarà una bella battaglia».

Il tabellone play-off

Matteo Mori
Matteo Mori
Assurdo amante della storia (da prenderci due lauree) e del calcio (da confondere van Basten con van Gogh), considera ancora il televideo più veloce di alcune app. Per lui la domenica senza calcio è un lunedì venuto male.

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