Due sfide in casa e poi gara-3 in Veneto: la Fabo ha le chance per imporre nei due match casalinghi il suo gioco su una comunque ostica Mestre
Cara Fabo è finito il momento di classifiche, orecchie agli altri risultati e tempo per sbagliare. Con l’inizio dei play-off ormai il dado è tratto e non ci si può più permettere di sbagliare. Questo meraviglioso mese di maggio si apre con almeno 3 sfide contro i veneti della Gemini Mestre per i quarti di finale.
FABO HERONS MONTECATINI-GEMINI MESTRE
gara-1: domenica 5 maggio ore 18; gara-2: martedì 7 maggio ore 20.30 (Palaterme)
gara-3: venerdì 10 maggio ore 20.30 (Pala Taliercio)
Che Fabo troveremo dopo la domenica senza basket, per gli aironi la prima dopo la sosta natalizia? Sicuramente si alzano le aspettative e ribollirà il Palaterme più per il match in programma che per il caldo che si alterna in maniera quasi disturbante in questi giorni abbastanza balordi. Il pubblico ha voglia di grandi sfide e quella contro la Gemini non può che far felice i tantissimi montecatinesi sponda Herons che accorreranno al Palaterme. Il rientro in città di Gianluca Carpanzano – ancora da verificare se utilizzabile o no – dimostra che proprio tutti vogliono assistere a questa grande sfida.
Sesta classificata nel girone B, Mestre di coach Ciocca arriva alla fase play-off dopo un girone di ritorno importante. Un cammino impervio quello dei mestrini che hanno dovuto far fronte alle difficoltà di salute del proprio allenatore e ad alcuni importanti cambiamenti in fatto di roster. Salutando Morgillo e Bugatti in favore di Smajlagic e Aromando l’assetto è mutato, ma non la solidità difensiva dato che la Gemini è la seconda miglior difesa di entrambi i gironi.
Per quanto riguarda il roster veneto, spicca il play Mazzucchelli che la coppia Barsotti-Carlotti ha già eliminato quando giocava con la maglia di Vigevano; non un vero e proprio play, ma grande esecutore e che fa correre la palla di ritmo ed intensità. Il toscano Perin dopo anni alla Mens Sana Siena ha subito infortuni che non gli hanno permesso di esprimersi al meglio: l’unico sugli esterni nella squadra capace di creare. Partendo dalla panchina però il suo posto dovrebbe esser preso da Bocconcelli, giocatore di striscio che se acceso può esser pericoloso.
Nonostante sia alla sua prima stagione italiana, Smajlagic è il giocatore con più esperienza: tiratore da tre punti, bravissimo a giocare senza palla, non è però un creatore dal palleggio come magari può apparire uno come Chiarini. Sui lunghi parte quasi sempre la coppia Caversazio–Lenti. Il primo – noto alla triade Barsotti-Carlotti-Marchini data la sua esperienza a San Miniato – è un 4 di ruolo con un po’ di perimetralità, ma con una media di 5 assist a partita. L’ex Pielle Lenti è un lungo d’area, rimbalzista, ma anche una grande presenza in area.
Dalla panchina oltre al già citato Perin, come cambio del play c’è il giovane Pellicano, vero creatore di gioco, bravo in campo aperto e bravissimo nel palleggio, arresto e tiro. Aromando è il lungo titolare come qualità, fisicità, grande qualità e tiro in avvicinamento. Sebastianelli invece è un giocatore un po’ ibrido, perché può giocare sia da esterno che da lungo, gregario, tiratore da tre punti e specialista difensivo.




