Tra aspetti tattici e ambientali la Fabo Herons è pronta a sfidare di nuovo Avellino per provare a portarsi sul 2-0 nella serie
Quella di stasera tra Montecatini e Avellino è la partita che più di tutte le altre potrebbe indirizzare la serie. Gli Herons ci arrivano forti del punto conquistato nella prima sfida ma altrettanto consapevoli che sarà fondamentale difendere il fattore campo per mantenere un vantaggio fondamentale contro un’avversaria così combattiva e qualitativamente valida. Guai però a credere che questa possa essere una partita facile, già gara-1 ha dimostrato come Avellino sia una rivale di enorme valore e una finalista che è giunta fin qui con merito. I temi lasciati in eredità dal primo confronto di domenica sono molti e hanno riempito le 48 ore tra una gara e l’altra, con le squadre chiamate ad aggiustare dettagli e situazioni che potrebbero avere un peso specifico cruciale nella nuova battaglia.
Di sicuro adesso Fabo e Del Fes si conoscono meglio, avendo rinfrescato con i primi quaranta minuti la conoscenza già fatta nelle due gare di stagione regolare. Stanchezza e fatica ci saranno e avranno un peso per tutti sulla bilancia, ma l’adrenalina e gli stimoli che arrivano dal giocarsi una finale promozione serviranno a farli sentire meno. I temi tattici non mancano e per Montecatini la missione è molto chiara: trovare il modo di attaccare con più continuità ed efficacia il pitturato della Del Fes, oltre a contenere in minuti e punti i parziali negativi importanti, come quello che a cavallo tra secondo e terzo periodo ha fatto sprofondare i rossoblù, incapaci di segnare un canestro per oltre sette minuti. Se la Fabo ha vinto gara-1 soffrendo e giocando un basket meno efficace di quanto sia lecito aspettarsi dalla squadra di coach Barsotti, è altrettanto vero che Avellino stavolta quasi certamente offrirà una prestazione più convincente dall’arco dei 6,75 dove domenica ha tirato segnando una sola tripla su sedici tentativi.
Altro tema significativo sarà quello di come limitare Bortolin sotto canestro e da questo punto di vista la prestazione di Radunic dovrà necessariamente essere di assoluto spessore, essendo l’unico in grado di pareggiare questo duello, almeno dal punto di vista della taglia. Il primo confronto tra le due formazioni ha detto chiaramente, come se ancora ce ne fosse bisogno, che Avellino ha talento e qualità per essere a pieno titolo in questa finale, con buona pace di chi, guardando solo la classifica o i tabellini, poteva pensare in un’avversaria abbordabile per gli Herons. La conta dell’infermeria potrebbe pesare meno del previsto in questa seconda gara. Giorgio Sgobba freme e sogna di rientrare in campo già al PalaTerme, per giocare anche lui questa finale. La sua situazione è comunque monitorata quotidianamente e un suo eventuale impiego verrà deciso solo all’ultimo. Dall’altra parte dovrebbe esserci Vasl, arruolato stringendo i denti e giocando sopra il dolore della caviglia che ha subito una distorsione durante l’ultimo minuto di gara-1.
Quella di stasera, salvo un’eventuale gara-5, sarà anche l’ultima apparizione al PalaTerme di questa squadra per parecchio tempo e probabilmente anche “the last dance” in rossoblù di alcuni giocatori. Come noto, a partire dall’estate il PalaTerme sarà oggetto di un restyling invasivo che comporterà la sua chiusura verosimilmente almeno per tutta la prossima stagione. A suo modo, quindi, una serata storica a prescindere dal risultato, una di quelle in cui salutarsi sarà più difficile e anche per questo il PalaTerme avrà un ruolo cruciale nella sfida. Le 2400 persone presenti domenica hanno offerto un colpo d’occhio magnifico per una partita di Serie B, richiamando alla mente momenti e serate lontane nel tempo.
Stasera è probabile che lo spettacolo dei tifosi sia lo stesso e questa, a prescindere da come andrà poi il risultato in campo, è una delle tante vittorie degli Herons che hanno saputo riavvicinare il grande pubblico al palazzetto, con file all’ingresso e al botteghino, accompagnate da quella voglia di esserci e all’emozione di poter tornare a palcoscenici che mancano ormai da quindici anni. E per spingere la squadra ad una seconda vittoria che metterebbe gli avversari spalle al muro il fattore PalaTerme con la sua voce e la sua energia sarà ancora una volta un elemento non secondario, come del resto già accaduto in gara-1, quando la rimonta e il sorpasso nel finale di Arrigoni e compagni è arrivato grazie anche al pubblico che ha spinto i suoi beniamini all’impresa.



