Al media day della Pistoiese il preparatore atletico arancione difende la squadra: «A Piacenza sembrava che l’uomo in più lo avessimo noi». Parlano anche Leonardo Terigi e Leandro Vitiello
Il media day della Pistoiese, svoltosi al Caffè Valiani di Pistoia, è giunto in una settimana decisamente bollente per gli arancioni, reduci da un avvio deludente di stagione. L’appuntamento è stato l’occasione per fare quattro chiacchiere con i personaggi chiave di questo momento. Sui social e per le strade molti tifosi hanno scelto mister Indiani come capro espiatorio per l’attuale situazione, quasi tutti gli altri invece hanno puntato il dito sulla preparazione atletica della squadra, sulla difesa e sul centrocampo. Una caccia al colpevole, anche oltre i reali demeriti della squadra, che abbiamo provato a chiarire con i diretti interessanti, facendo il punto della situazione con il difensore Leonardo Terigi, il centrocampista Leandro Vitiello e il preparatore atletico Eduardo Pizzarelli.
Il primo a parlare è Eduardo Pizzarelli che spiega il lavoro della squadra e di come i ragazzi non siano a suo dire “sulle gambe” in questo avvio di campionato. «Non c’entra come abbiamo fatto la preparazione. Durante le prime due gare casalinghe, nei secondi tempi forse la squadra è apparsa più stanca, però è anche vero che abbiamo subito la rimonta degli avversari con gol inaspettati. A Piacenza per ottanta minuti abbiamo giocato in dieci e sembravano gli avversari quelli con l’uomo in meno, tutto questo nell’arco di una settimana». Pizzarelli ha impostato il suo lavoro per far durare la squadra tutta la stagione e inoltre cita i dati a sua disposizione per queste prime quattro gare, valori che a a suo dire non hanno evidenziato anomalie o parametri fuori dall’ordinario, insomma niente di empirico che possa far parlare di problematiche legate alla condizione atletica degli arancioni. «In ritiro abbiamo fatto una preparazione per supportare tutta la stagione, poi chiaramente serve il lavoro settimanale per mantenerla. Il chilometraggio percorso dai ragazzi nei novanta minuti è soddisfacente, i valori dell’ultima gara non sono poi distanti da quelli delle altre partite – ha detto ancora Pizzarelli– non direi dunque che il problema sia di tipo atletico, anche perché tre giorni prima a Piacenza stavamo bene e le cose non posso essere cambiate in appena tre giorni»
Chi non si capacita dell’avvio sotto tono suo e della squadra è Leonardo Terigi, roccioso gladiatore della retroguardia arancione, che però in queste prime quattro gare è sembrato la controfigura del buon difensore ammirato lo scorso anno. «Ci ho pensato tanto, un inizio così è la prima volta che mi succede. Non posso abbattermi però, il momento è questo, il mio rammarico è quello di non essere riuscito a dare alla squadra quel qualcosa in più di cui aveva bisogno, questa è una responsabilità che mi sento addosso». Anche come reparto negli spogliatoi i ragazzi si sono confrontati, nessuno nasconde le colpe, anche se però l’idea diffusa fra di loro è che si tratti di una serie impressionante di errori individuali, poco connessi al funzionamento della linea difensiva. «Tra di noi abbiamo parlato dei gol subiti, difficilmente però sono stati errori di reparto, piuttosto tutti dei singoli e concentrati in un breve lasso di tempo, perché solitamente se ne vedono così tanti nell’arco di un anno. C’è molta delusione e rabbia, ora però bisogna continuare a lavorare e cercare di limare gli errori il più possibile».
Sul momento no degli arancioni si è espresso anche Leandro Vitiello, veterano dei campi di calcio, alla sua prima stagione in arancione ma scafato da tanti anni di esperienza. «Bisogna stare tranquilli, ho visto anche di peggio in carriera, ora però serve solo rimanere concentrati sul lavoro. Il problema secondo me è mentale, la squadra è giovane, tanti ragazzi sul 2-0 pensano di aver già vinto ma in queste categorie e in quelle superiori non è così, se ti distrai basta un attimo e gli avversari riaprono la partita. Dispiace per queste gare ma la colpa non è solo della difesa, è tutta una catena e anche gli attaccanti devono essere i primi difensori». Infine il centrocampista ex Gavorrano chiarisce i dubbi in merito al suo ruolo, dichiarandosi a suo agio come regista basso ma comunque pronto a giocare in qualsiasi ruolo della mediana. «Posso fare sia il centrocampista basso che la mezz’ala. Lo scorso anno e anche quelli precedenti ho fatto il play basso, però ho giocato anche nell’altra posizione in carriera e non ho problemi a ricoprirla».



