L’addio alla pallavolo da parte della palleggiatrice di Buggiano dopo la promozione in A2 con la maglia di Castelfranco
Comunque andrà, l’addio non è possibilità cantavano un anno fa i Coma_Cose nel pezzo presentato allo scorso Festival di Sanremo. Di tutt’altro avviso però è lo slogan che la palleggiatrice classe ’95 Alessandra Focosi canterà in questa strana estate del 2024. La giocatrice originaria di Buggiano infatti dopo una carriera a giro per l’Italia tra serie A e B ha deciso di attaccare le scarpette al chiodo.
Una decisione arrivata alcuni giorni dopo i saluti ufficiali della Pallavolo Castelfranco e circa un mese dopo la ciliegina sulla torta che ha condotto la FGL Zuma in A2. Un successo che ha coronato una stagione stradominata dalla squadra pisana che si è aggiudicata la promozione nella categoria superiore e la coppa Italia di B1. «Una delle migliori stagioni da quando gioco» ammette Alessandra. «Un gruppo che si è conosciuto passo passo e che ha fatto uscire i punti di forza di tutte e 12 le atlete. Il trampolino è arrivato con la vittoria della Coppa Italia che ci ha dato la forza di arrivare fino alla fine per poter vincere la finale play-off contro Catania. Ho rivissuto ciò che avevo già provato con la maglia del Bisonte alcuni anni fa».
Eh sì perché Alessandra ha fatto parte del roster che nella stagione 2013-14 ha portato il club fiorentino in A1 per la prima volta nella sua storia. Un successo finito di diritto nell’album dei ricordi della giocatrice di Buggiano: «Ho iniziato a 6 anni con la maglia dell’UPV Buggiano con la maestra Laura per poi passare a due coach che ho nel cuore come Massimo Campolongo e Andrea Beccani. Dopo Buggiano ho iniziato a spostarmi passando prima in serie D a Fucecchio poi a Casciavola in B1 grazie alla pazienza e alla disponibilità dei miei genitori che mi hanno sempre sostenuto e “scarrozzato”». L’anno seguente è stato quello del grande salto con la promozione in A1 a nemmeno vent’anni con la maglia del Bisonte San Casciano Firenze prima di spostarsi in Campania in serie A2 con la maglia dell’Aversa.
Il rientro in Toscana è avvenuto con la maglia del Castelfiorentino in B2 dove ha conosciuto l’attuale neo coach del UPV Buggiano Stefano Sassi: «Andavo a vedere le sue gare a Santacroce dove agiva da secondo allenatore. Lì ci siamo conosciuti poi lui è venuto a vedere le mie partite di C e D a Fucecchio. Mi ha allenato a Castelfiorentino e pallavolisticamente parlando ci siamo molto trovati: quando trovi intesa con l’allenatore il più è fatto. Ritengo Stefano una persona con la quale puoi parlare ed esprimere i tuoi dubbi a livello di gioco oltre a confrontarsi e risolvere qualche incomprensione».
Proprio lì è nata la grande passione di Alessandra nell’allenare giovani leve: « Ho iniziato a Castelfiorentino e continuato a Calci dove mi sono divisa tra under 16 e under 14. Infine gli ultimi 3 anni a Castelfranco gestivo tutto l’S3, dal minivolley all’under 12 6×6». Dopo Calci ecco una sosta per motivi lavorativi prima di altre soddisfazioni a Pontedera in B2 che hanno anticipato l’arrivo a Castelfranco. «Ho seguito la mia amica Federica Mastrodicasa conosciuta al Bisonte. In 4 anni siamo gradualmente cresciute di livello, passando dalle prime fasi play-off fino a giocarsi sempre la finale per la promozione. Due anni fa è andata male contro le salentine del Melendugno e lo scorso anno contro Volta Mantovana: l’A2 ci sembrava stregata!».

In queste tre stagioni però c’è sempre stato qualcosa da ricordare: «Una su tutte la figura di coach Alessandro Menicucci che ho ritrovato a Castelfranco dopo l’esperienza in under 18. A quell’età mi aveva insegnato le tattiche della palleggiatrice, dimostrandomi la sua centralità nel gioco. Tutto questo è stato piuttosto facile perché Alessandro da giocatore era in cabina di regia. Preziosa in questi anni anche la collaborazione con lo storico vice – prima di Menicucci e quest’anno di Marco Bracci – Nicola Ficini che quando avevi bisogno di parlare c’è sempre stato, dimostrandosi una grande persona anche a livello umano».
Proprio Marco Bracci (ex coach della Blu Volley nell’annato 2020-21) è approdato in questa stagione sulla panchina della FGL Zuma insieme a pedine di valore come Ferraro, Ranieri, Vecerina, Tosi, Colzi e Viola. «La squadra era sicuramente di qualità e ci siamo conosciute passo passo. Con il lavoro fatto in palestra abbiamo migliorato le tecniche per fare il miglior gioco possibile. Il roster è stato rinforzato, con le altre ormai ci si conosceva già e il lavoro fatto in precedenza è servito». Ecco che la squadra si è fin subito amalgamata, dominando il girone D di serie B1 e conquistando la coppa Italia in finale contro le lombarde della Centemero Concorezzo.

Seppur come seconda alla titolare Ferraro, Alessandra ha sempre saputo dare il suo contributo: «A me piace confrontarmi con le altre palleggiatrici e apprezzo molto il lavoro di coppia delle alzatrici. Nonostante Florencia sia 8 anni più giovane di me non mi faccio scupoli. Anzi, mi piace un sacco dare anche consigli alle più giovani. L’obiettivo comune rimane quello di vincere e sfidarsi (in senso buono) nel provare dare sempre di più. Quando il palleggiatore che partiva titolare in una partita non ha funzionato e si è dovuto accomodare in panchina, ha sempre fatto il tifo a chi subentrava».
Il finale di stagione è stata un’ascesa inarrestabile con le pisane capaci di fare bottino pieno ai play-off, sconfiggendo sia l’Angelini Cesena che l’Energy System Catania. Un traguardo fantastico che avrebbe potuto riportare Alessandra nella serie A di pallavolo e ambire ancora una volta a levarsi alcune soddisfazioni. Così però non è stato perché al termine della stagione corrente ha annunciato di smettere: «Questo è l’ultimo anno. Ho dato priorità al lavoro e attacco le scarpette al chiodo. Penso di aver finito in bellezza: chi non vorrebbe concludere con la promozione in A2?».
Ma ora Ale cosa farai?
«Magari potrò godermi altre partite da spettatrice. Sono rimasta in buoni rapporti con atlete del territorio come le centrali Cecilia Fagni e Caterina Grosso e Giulia Martone. Se con le prime due ho giocato insieme, con Martone non ho avuto l’occasione dato che è andata via da Castelfranco prima che arrivassi. Magari ogni tanto andrò a vedere qualche loro partita». Data la carriera di allenatrice che cercherà di portare avanti, saranno tante altre le occasioni di vedere Alessandra girovagare per i palazzetti della Toscana per provare a formare nuove leve.




