Federico Guidi approda a Quarrata come vice di Torracchi: «Al Palamelo ho sempre fatto ottime gare, ma il passato è alle spalle»
La notizia era nell’aria da un po’ di tempo, ma è arrivata: Guidi alla Blu Volley come vice di coach Davide Torracchi. Una scelta inaspettata per alcuni, ma molto motivante per Federico e per la squadra quarratina. Infatti la formazione di serie C per la stagione alle porte potrà contare sull’esperienza di due coach d’alto spessore, due caratteri diversi, ma dalle risorse complementari. Dopo due stagioni a Calenzano infatti è tornato ad allenare nel pistoiese l’ex coach dell’Aglianese che per la prossima stagione vivrà il derby sull’altra panchina. Un’emozione diversa per un allenatore passionale come Guidi che ha scelto di fare un passo indietro.
Torni dopo anni ad agire da secondo: come lo vivrai?
«Come vivo ogni stagione anche da primo: è una ottima opportunità di imparare, di confrontare le cose che faccio con quelle che fa un allenatore con grande esperienza e competenza come Davide e di portare il mio contributo. Sinceramente sono convinto di poter crescere a livello di competenze ed esperienza».
Questi due anni a Calenzano cosa ti hanno apportato: dalla stagione in D con tante soddisfazioni a una serie C in cui salvarsi era quasi impossibile?
«Mi ripeto: ogni esperienza porta l’opportunità di mettere in discussione le cose che pensi di “saper fare”. A Calenzano ho potuto trovarmi nella condizione di gestire atleti più giovani rispetto al solito con una stagione positiva ed una molto negativa affrontando tematiche di “intervento” sia tecnica che gestionale diverse dal solito. Qualcosa credo di averlo fatto giusto, qualcosa ho sbagliato. L’importante è averlo chiaro per crescere».
Quarrata, un luogo che due anni fa ti ha lasciato dei bei ricordi sulla panchina dell’Aglianese: perché hai scelto proprio la Blu Volley?
«Quarrata è una società ambiziosa, Davide è un collega che stimo molto e – con la disponibilità limitata che volevo dare questa stagione – ho ritenuto che fosse la miglior soluzione per poter restare a contatto con l’ambiente e accrescere le mie competenze. Al Palamelo ho sempre giocato ottime gare, ma il passato è passato e se c’è una cosa che ho capito da questo mondo, da Agliana in particolare, è che la memoria è molto molto breve in questo ambiente. Quindi guardiamo avanti».
Un’occhiata alla squadra che la società ha composto, una alla formula del doppio girone a 15 squadre in serie C: che annata sarà?
«Finalmente si torna a giocare un campionato vero! Da capire la formula playoff che però, con un campionato così lungo sarà immagino snella. Io sono un grande fan dei playoff e spero che possano tornare a coinvolgere almeno le prime 4-5 per girone con gare secche e combattute. In fin dei conti tutti ricordiamo QUELLE partite, quelle con la posta in palio davvero alta! Però questo passaggio è certamente migliorativo rispetto alle precedenti stagioni. Senza composizione dei gironi credo sia impossibile “posizionarci”, la squadra a me sembra avere delle buone caratteristiche, vedremo se sufficienti per far bene».
Com’è cambiata la tua considerazione dell’attività dell’allenatore con due figli? Se la pazienza è aumentata, se il tuo stile di allenare e di studiare le partite è cambiato…
«Domanda strana…direi di no! O meglio non sono i figli a incidere su questo cambiamento quanto piuttosto il cambio generazionale delle ragazze. Le ventenni di oggi non sono le stesse di 10/15 anni fa: è un discorso da vecchio, ma è così! I figli mi condizionano (in meglio) in tantissime altre cose: su queste, direi di no (magari qualche parolaccia in meno ad alta voce cerco di dirla, quello sì)».



