A Livorno un test utile quanto poco indicativo. Nell’Estra promossi solo Forrest e Benetti, da rivalutare gli altri
Il basket estivo va sempre preso con le molle e anche il caso dell’Estra Pistoia rientra in questo concetto. Anzi, sarebbe il caso di dire che soprattutto la compagine biancorossa non potrà essere giudicata con facilità in questa pre-season. Il primo test di Livorno contro la Libertas aveva diversi elementi d’interesse, sia tecnici che d’atmosfera. Si giocava infatti in un PalaMacchia gremito a festa post-promozione, contro un’avversaria che, per organico a disposizione, era praticamente la stessa della scorsa stagione. Fatta eccezione per Ariel Filloy, unico vero volto nuovo insieme agli indisponibili Banks, Hooker e Italiano.
Un team dunque, quello allenato da coach Andreazza, già estremamente affiatato e rodato. E questa differenza di alchimia, rispetto ai neoformati biancorossi, si è sentita e non poco nell’avvio shock di primo quarto, con gli amaranto che si trovavano a occhi chiusi e l’Estra che faticava a trovare la quadra. Copione voleva, poi, che il gap tecnico, unito alle succitate assenze, facesse piano piano scivolare l’inerzia dalle mani della Libertas e finisse in quelle di Pistoia. Ci è voluto tutto un primo tempo, a Della Rosa e compagni, per prendere le misure e trovare le giuste soluzioni offensive per la rimonta.
Per i biancorossi la sola assenza di Eric Paschall (ancora negli USA in attesa del visto sportivo) ha costretto comunque coach Calabria a fare da subito adattamenti molto forzati: la partenza con Brajkovic e Silins interni e Childs spostato ala piccola rappresentava già un forte sbilanciamento, con situazioni di marcatura al limite, praticamente contro-natura. Costringere l’ex Trapani a fare da guardia a Filloy è la fotografia di un’amichevole che di tattico ha avuto davvero poco, ed è giusto che sia così.
IDEE E AGGIUSTAMENTI
Il test con la Libertas è servito appunto come prova parziale di quanto appreso nella settimana scarsa di allenamenti. Diverse soluzioni offensive e poche regole difensive: questo il programma in palestra dichiarato dallo staff tecnico biancorosso. Aldilà di quanto i meccanismi possano essere oliati ad oggi, nella metà campo avversaria si è potuto vedere quanto il gap fisico a favore possa essere una chiave fondamentale. I lunghi, infatti, vengono spesso mandati fuori dall’area, così come il 2 e il 3 tentano spesso di ricevere palla all’interno. Un espediente praticabile solo da un roster atipico come quello di Pistoia, atto anche a mascherare alcuni limiti.
Ovviamente si tratta solo di uno schema, capace però di portare a più sviluppi. Anche perché sfruttare la stazza di Brajkovic e Silins nel pitturato resta comunque più che un’alternativa in certi momenti della gara. Fatto sta che coach Calabria sta dimostrando di seguire alla lettera i propri dettami: trovare le giuste condizioni (e quindi soluzioni) per far performare tutti i suoi atleti. Le individualità, poi, potranno fare il resto, da valore aggiunto all’identità di squadra che si sta formando.
Serviranno naturalmente tempo e qualche aggiustamento. Sul lato difensivo l’Estra si porta a casa il fatto di aver abbassato, quarto dopo quarto, le percentuali da dietro l’arco dei bravi esterni della Libertas e anche l’essere riuscita a chiudere l’area. Un lavoro iniziato nel secondo periodo e poi perfezionato al rientro dagli spogliatoi, ma che necessiterà senza dubbio di qualche miglioria. Come ampiamente previsto, gli esterni amaranto hanno fatto male: gli ex Filloy e Allinei in primis, Tozzi nel finale, Bargnesi e Fratto solo a tratti. E non stiamo parlando, escludendo l’ex capitano biancorosso, di giocatori che hanno mai o ancora raggiunto un livello da massimo campionato. Quando si tratterà di fermare dei piccoli di Serie A, limitarsi a mandare in avanti il centrone per oscurargli il tiro potrebbe non bastare.
LE MAGIE DI FORREST E LA GRINTA DI “GABBO”
Passando ai singoli, è ovvio che la palma di MVP vada di diritto a Michael Forrest. Il play prodotto della Florida Atlantic University, con i suoi 23 punti, ha saputo prima condurre Pistoia fuori dalle sabbie mobili di inizio gara: due triple a fila in coda di primo quarto hanno infatti ricucito dal -11 al -5, vanificando quello che fino a quel momento era stato un assoluto dominio della Libertas. Nel secondo periodo, sempre un suo monologo ha annullato le distanze rimettendo la gara in perfetto equilibrio. Infine, nel quarto quarto, il colpo di grazia sulle ultime velleità dei labronici.
Una prova da leader e con diversi canestri ad alto coefficiente di difficoltà. Al PalaMacchia Forrest è stato il go-to-guy, nel futuro potrà solo migliorare la conoscenza dei suoi compagni per innescarli al meglio. Passando da un titolarissimo ad un gregario, ha fatto grande piacere vedere un Gabriele Benetti così carico e perfettamente al servizio della squadra. Nei momenti in cui è stato presente sul parquet, “Gabbo” ha portato equilibrio e intensità, risultando sempre molto pulito negli interventi, sia a rimbalzo che in difesa.
Un test da vero uomo spogliatoio, quello del rientrante Benetti, dove è arrivata anche la soddisfazione della tripla del primo sorpasso Estra, oltre ad aver partecipato al definitivo allungo ad inizio quarto periodo. Questo è insomma l’atteggiamento che ci si aspetterebbe di vedere da chi, in stagione, dovrà sudarsi ogni minuto sul parquet. Risposte che coach Dante Calabria terrà di conto quando si dovrà girare verso la panchina alla ricerca di alternative.
UN’ESTRA DA RIVALUTARE
Con soli due elementi del roster promossi a pieni voti, si entra dunque nel più ampio capitolo dei giocatori da rivalutare. L’ampio numero non deve essere per forza visto come una cattiva notizia, anche perché alcuni non hanno mancato certo di far vedere cose estremamente buone. I 16 punti messi insieme da Maverick Rowan sono risultati una coperta in grado di celare, in parte, i molti errori commessi durante la gara. Errori figli di un modo di giocare a tratti troppo individualista e in altri momenti poco ragionato. La voglia di dimostrare il proprio valore, dopo le polemiche seguite al suo annuncio, potrebbe rivelarsi un’arma a doppio taglio nella sua esperienza a Pistoia.
Allo stesso modo, buoni numeri (15 punti) ma tante cose da rivedere per Luka Brajkovic. La condizione potrà ancora non essere ottimale (come naturale soprattutto per un lungo), ma il pivot austriaco può sicuramente dare di più in termini di cattiveria e gioco offensivo sotto canestro. Poco valutabile la prova di Elijah Childs (7 punti), schierato a lungo in un ruolo non suo sebbene abbia già mostrato la sua più evidente dote: un atletismo a rimbalzo di difficile contenimento. Una volta spostato sul 4, vedremo cosa può offrire al massimo potenziale.
Decisamente meno in palla Karlis Silins, apparso poco incisivo sia in difesa che in attacco, con alcuni appoggi sotto canestro che gridano senza dubbio vendetta. A fronte degli 8 punti totalizzati in una prova così incolore, non si può che sperare in una crescita caratteriale e tecnica per ottenere un contributo ancora più decisivo. E mentre capitan Della Rosa è cresciuto alla distanza, smazzolando preziosi assist nel finale, Micheal Anumba e Lorenzo Saccaggi sono risultati quelli più in ombra e con meno minutaggio. Poco spirito di iniziativa da parte dell’ex Winthrop, poco tempo per “Sacca” per provare a innescare i compagni ed entrare nei meccanismi di gioco. Il prossimo test a Massa contro la Pielle dirà qualcosa di più su tutti. Improbabile che si possa già aggiungere l’ultimo tassello del roster: quell’Eric Paschall su cui permangono ancora tante aspettative. Che ciò sia un bene o meno, a ciascun l’ardua sentenza.


