Pistoia Basket, la società fra presente e futuro: «Vogliamo preservare la A1. Idea nuovo palazzetto»

Il presidente Massimo Capecchi ha svelato l’idea in cantiere di un nuovo impianto. «E’ necessario per garantire un futuro al basket in città», ha sottolineato Ivo Lucchesi. Del mercato invece ha parlato Giulio Iozzelli: «Siamo in una fase di valutazione». Esclusa l’ipotesi del 6+6

Fra presente e futuro. Nella conferenza stampa andata in scena oggi al PalaCarrara i temi toccati dalla società del Pistoia Basket sono stati diversi. Non solo riguardanti la stretta attualità, come il rendimento della squadra biancorossa in queste prime uscite stagionali e le conseguenti valutazioni di un possibile intervento sul mercato, ma anche con uno sguardo rivolto più verso l’orizzonte. Il presidente Massimo Capecchi e il vice presidente Ivo Lucchesi hanno infatti svelato l’esistenza di un progetto in cantiere: quello della realizzazione di un nuovo palazzetto.

A prendere per primo la parola è toccato proprio al numero uno del Pistoia Basket. «La partenza della squadra non è stata buona, con prestazioni non all’altezza. Qualche difficoltà visti i tanti cambiamenti era da mettere in preventivo, ma occorre fare chiarezza su alcuni aspetti. Sento dire che la squadra è stata costruita nell’ottica che l’anno prossimo saremo in A2. Nessuno in società o all’interno del CDA lo pensa e tutti siamo orientati a fare il massimo con le risorse a disposizione. L’input della società è quello di preservare la serie A, però non a tutti i costi», il pensiero di Capecchi.

ELEMENTI POSITIVI

«Quando abbiamo pensato al budget quest’estate abbiamo considerato di avere alle spalle un main sponsor. E’ stato un rischio di impresa. Qualcuno doveva prendersi delle responsabilità. Stiamo cercando di migliorare l’organizzazione della società e del CDA. Uno dei nostri impegni è quello di reperire ulteriori risorse – ha sottolineato il presidente – In questo momento di negatività è giusto dare anche degli elementi positivi: il Consorzio ad esempio, che sta crescendo nei numeri. Inoltre ultimamente c’è l’idea di buttare giù il progetto di un nuovo palazzetto che dovremo discutere in Comune».

UN NUOVO PALAZZETTO PER IL FUTURO 

«Siamo abituati ad affrontare i momenti difficili. C’è bisogno di un’unità di intenti che ha sempre ripagato – ha continuato Lucchesi – Pistoia è una città di basket e dovrà esserlo anche nei prossimi anni. Per questo ci vogliono delle condizioni, a partire dalle strutture. Abbiamo speso molto in questo palazzetto, ma pensando al futuro questa struttura non è più adeguata. Pertanto serve un nuovo impianto, che sia motivo di aggregazione e che abbia la capacità di creare un reddito. Ci sono ipotesi di privati che hanno in mente di fare un centro sportivo. Non partiamo da zero. Si svolgeranno presto degli incontri e la società si impegna di comunicare alla città lo sviluppo di queste problematiche. La cittadella dello sport? Un progetto ormai accantonato».

MERCATO

A spostare l’attenzione più sulle questioni di campo ci ha pensato invece Giulio Iozzelli, responsabili dell’area tecnica del Pistoia Basket. «E’ evidente che questa squadra abbia dei limiti. Ne abbiamo parlato con coach Ramagli, come è normale che sia. Siamo in una fase di riflessione e di valutazione di quello che il mercato può offrire, ovviamente a seconda delle possibilità economiche. Vediamo se i giocatori in difficoltà daranno dei segni di risveglio. Il dovere principale è quello di ridare fiducia ai vari Auda e Dominique Johnson. Questa è una squadra arrendevole e vedere questo smarrimento ti pone delle domande. Certi giocatori che sono il punto di riferimento hanno il dovere in primis per loro stessi di dare di più. Se continuerà questo trend o capiremo di aver costruito male il gruppo allora proveremo a intervenire. Deadline? Non possiamo aspettare in eterno. A Trieste saremo questi, ma ogni giorno continuiamo a fare delle riflessioni. L’upgrade sarebbe stato quello di poter allungare le rotazioni».

TUTTI SOTTO ESAME

Ipotesi quest’ultima scartata da Massimo Capecchi. «Risorse? Sono poche. L’ipotesi del 6+6 è impraticabile. Più fattibile toglierne uno e prenderne un altro. Ramagli? Dopo la partita con Brindisi ha fatto una valutazione anche troppo sincera. Non si è certamente arreso, ma ci aspettiamo di più da tutti, compreso il coach».

LA CONFERENZA INTEGRALE 

 

Francesco Bocchini
Francesco Bocchini
Onesto praticante e attento osservatore del mondo della pallacanestro, è laureato in Scienze della Comunicazione all'Università di Bologna. Giornalista pubblicista dall'aprile 2019, collabora con Bisenziosette, Quotidiano Nazionale e Nazione. Redattore di Pistoia Sport.

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