Alma Trieste – Pistoia Basket, il focus sui padroni di casa

Un palazzetto esplosivo ed esperienza da vendere per l’Alma Trieste, neopromossa in Lega Basket Serie A, che punta su Peric, Wright e Sanders per conquistare la salvezza

L’esilio è durato quattordici anni ma adesso Trieste è finalmente tornata in Serie A. La promozione è arrivata al termine della scorsa stagione, dopo un percorso lunghissimo ed estenuante, coronato con la netta vittoria (3-0) in finale con Casale Monferrato. I biancorossi hanno scelto la formula del 6+6 e per non rischiare troppo hanno subito piazzato un paio di colpi grossi, tra i quali spicca l’ingaggio di Peric, ex Venezia, oltre a giocatori solidi ed esperti come Wright e Sanders. La squadra è indubbiamente a forte trazione perimetrale e anche tra i lunghi in molti hanno una forte propensione a giocare fuori dal pitturato. L’inizio di stagione è stato in sordina, complice una serie impressionante di infortuni che hanno messo ko tutti i big della squadra. Adesso però l’infermeria si è svuotata: Justin Knox la cui assenza era stata tamponata da Ojars Silins, arrivato a gettone per due mesi ma con la possibilità di prolungare la permanenza per il resto della stagione, ha ripreso a lavorare con la squadra, adesso restano da recuperare solo Matteo Da Ros e Giga Janelidze. La nota più lieta fino ad oggi è sicuramente l’entusiasmo del pubblico che ha superato abbondantemente le cinquemila unità nelle prime due uscite stagionali.

IL QUINTETTO. Il playmaker titolare dovrebbe essere Chris Wright. Il condizionale è d’obbligo perché fino ad oggi il regista ex Torino è sempre partito dalla panchina essendo in recupero da un problema ad una caviglia. Veterano dei parquet è alla sua quinta avventura in Italia, dopo quelle precedenti con le maglie di Pesaro, Varese, Torino e Reggio Emilia dove lo scorso anno viaggiava a 9 punti e 3,8 assist di media, restando in campo 23 minuti a gara. La guardia titolare è Jamarr Sanders, cecchino di lungo corso, già visto nei nostri campionati con le maglie di Veroli, Trento e Casale Monferrato, squadra con cui viaggiava a 15 punti di media, tirando con il 38% da tre. Sul perimetro al momento parte in quintetto anche il lettone Arturs Strautins, giocatore preciso dall’arco dei 6,75 e già protagonista in Italia nelle passate stagioni a Reggio Emilia, Capo d’Orlando e Orzinuovi. In questa stagione, dopo quattro partite, viaggia a 13 punti e 4 rimbalzi a incontro, restando in campo 27 minuti a incontro. L’ala grande titolare è Hrvoje Peric, che è arrivato a Trieste dopo il sofferto addio a Venezia che ha deciso di rinunciare ai suoi servigi dopo cinque anni di reciproche soddisfazioni, tra cui lo scudetto del 2017. In questo primo mese di stagione è stato frenato dagli infortuni ma è in netta ripresa e nell’ultima gara persa contro Varese è stato uno dei migliori. Infine il pivot titolare è William Mosley, pivot leggero che dopo aver giocato cinque stagioni da protagonista in A2 ha deciso di tentare il grande salto nella massima serie. Giocatore poco appariscente ma molto concreto, ottimo rimbalzista non mangia palloni ma si mette spesso e volentieri al servizio dei compagni.

LA PANCHINA. Il cambio del playmaker titolare è l’italoargentino Juan Fernandez. In queste prime quattro gare, complici i problemi di Wright, è sempre partito in quintetto giocando 22 minuti di media a gara, per lui questa è davvero la grande occasione dopo tanti anni di ottimi risultati al piano inferiore. Tanti minuti e responsabilità toccano anche a Ojars Silins, ala grande dalla tripla mortifera, lo scorso anno finalista del campionato con Trento, arrivato a Trieste con un contratto bimestrale per sopperire alle molte assenze nel ruolo di quattro. La scommessa nel pacchetto stranieri è rappresentata da Devondrick Walker, esterno statunitense che dopo tre stagioni in G-League ha deciso di volare dall’altra parte dell’oceano per sposare il progetto di Trieste.Walker è un prodotto di Texas A&M college, lo scorso anno con le maglie dei Delaware 87ers e dei Westchester Knicks ha messo insieme 48 gare, di cui solo 17 in quintetto, viaggiando ad una media di 12 punti a gara in 26,6 minuti di impiego. La pattuglia di italiani è garantita dall’asse Cavaliero-Cittadini, play e pivot rispettivamente classe ’84 e ’79, uomini fondamentali per aiutare e guidare un gruppo così multietnico e una piazza che riscopre il palcoscenico della A dopo tanti anni.  Insieme a loro c’è anche Matteo Da Ros, in recupero da un infortunio che non gli ha ancora permesso di giocare un minuto in questa stagione. Potrebbe ritrovare un posto nei dodici Justin Knox, recuperato dopo l’infortunio al gomito. Il lungo ex Capo d’Orlando garantisce qualità ed energia, potrebbe fargli posto Walker oppure Silins.

L’ALLENATORE. La forza di questa squadra risiede anche nella panchina dove il comandante Eugenio Dalmasson insegna basket senza curarsi del tempo che passa. Lui nella città al confine dell’Italia c’è arrivato nel 2010 e il suo lavoro ha pian piano riacceso l’entusiasmo di una piazza che ama la pallacanestro e che ha imparato ad apprezzare e a fidarsi ciecamente del suo condottiero. Del resto la carriera di Dalmasson parla per lui e la gavetta l’ha fatta tutta, passando però pure da piazze prestigiose come Firenze, Vicenza, Vigevano e Venezia.

Federico Guidi
Federico Guidi
Originario di Montecatini, giornalista, dal 2005 scrive su Il Tirreno e dal 2014 anche per Pistoia Sport. Ama in maniera viscerale lo sport e le sue storie. Nel tempo libero cerca di imitare le gesta sportive dei campioni, con scarsi risultati. Tattico "ad honorem" della redazione.

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