Vincenzo Esposito a 360°: «Pistoia può uscire da questa situazione»

Pistoia Sport ha intercettato il grande ex della sfida di domenica fra Sassari e Pistoia, Vincenzo Esposito: “Felice di ritrovare amici veri, ma in campo saremo avversari e voglio vincere»

Primo posto in classifica, qualificazione alle finali di Coppa Italia, scalpi illustri, semisconosciuti lanciati al grande basket e veterani rilanciati: Vincenzo Esposito a Pistoia ha scritto pagine di storia impensabili con una stagione “normale” dopo due eccezionali in un triennio d’oro chiuso qualche mese fa dove “abbiamo fatto i miracoli” ci dice da Sassari. Domenica per la prima volta sarà avversario di quella che mette tra le sue “città adottive”. E nonostante l’aurea da rockstar della pallacanestro, che in campo come sulla scena mette da parte le emozioni, siamo certi che al libro cuore scritto a Pistoia in questi giorni penserà anche il Diablo. Che col suo Banco ambizioso è davanti ad una sfida importante per la sua carriera da coach accesasi proprio in quella Pistoia che domenica arriva al PalaSerradimigni dopo sei sconfitte filate.

Esposito, come va la nuova avventura vissuta sul doppio impegno campionato- Coppa e qual è il bilancio finora?

«Quando rientri dopo una trasferta lunga come quella che abbiamo avuto in settimana in Ungheria e dopo 48 ore hai una gara di campionato, non è semplice anche perché i viaggi dalla Sardegna sono complicati. I ragazzi lo hanno metabolizzato ma non è facile sintonizzarsi subito un altro modo di giocare, su un arbitraggio diverso. Siamo comunque contenti: abbiamo recuperato il play titolare (Smith) dopo un lungo infortunio. In campionato abbiamo giocato buone gare, alcune perse per errori normali per una squadra assemblata da poco. Siamo tra le prime otto della classifica e lì vogliamo rimanere, è quello il nostro obiettivo. Mentre in Coppa siamo qualificati al turno successivo».

Il richiamo di un “genio e sregolatezza” come Petteway, un rookie interessante come Thomas, l’arrivo di Smith jr: innesti che hanno acceso il mercato estivo di Sassari. Ci da una definizione per la sua squadra?

«Ha un potenziale intrigante per il campionato italiano, non è stata costruita come le varie Milano, Avellino o Venezia ma è in grado di mettere tutti in difficoltà. Anche se le squadre che ho citato hanno una o due marce in più».

Come ha ritrovato Petteway?

“Un giocatore maturato sotto ogni punto di vista, sia umano che sportivo. Le sue caratteristiche le conoscete, sono le stesse che aveva a Pistoia. Ha fiammate incredibili ma l’esperienza europea dell’anno scorso, lo ha reso un giocatore più solido».

Cosa ha detto finora un campionato dove Pistoia fa tremendamente fatica?

«Come ho sempre detto anche negli anni scorsi, fino alla fine del girone d’andata si fa fatica a capire gli equilibri. Ma si possono definire tre situazioni: le prime due (Milano e Venezia) che tra poco saranno quattro sono più forti di tutte le altre. Trento non c’entra nulla laggiù in fondo e con gli innesti che farà lo dimostrerà. Cremona è la rivelazione. Per il resto è ancora lunga, ci sono tante cose da definire e la situazione di Cantù (con l’ennesimo allarme societario della proprietà russa, ndr) in divenire».

E Pistoia? Come vive da esterno una situazione che fino a qualche mese fa era la sua?

«Anche negli anni scorsi la situazione economica è sempre stata difficile. La gente forse non se ne rendeva conto, perché abbiamo mascherato bene. Ma quando si parlava di miracoli fatti era vero. Quest’anno finora ciò non è avvenuto, ma potenzialmente siamo sempre stati a rischio di campionati difficili. Io penso che, nonostante questo, Pistoia ha un roster che alla lunga può venir fuori dagli ultimi posti».

Chi più di Esposito arrivato in un’altra stagione di austerity (finita poi come “La più bella di tutte” definizione proprio di PistoiaSport) conosce i rischi e le scommesse che vanno fatte per la costruzione della squadra a Pistoia. Quest’anno nomi alla mano forse sono tanti troppi?

«I rischi ci sono sempre e per tutti. Ci si aspetta di trovare sempre il Kirk o il Boothe di turno ma non è così. Quest’anno Pistoia ha fatto il massimo con quello che aveva. E non dimentichiamo che ha incontrato Venezia e Milano nelle prime giornate».

Cosa si aspetta in campo domenica?

«Come sapete bene io mi preoccupo soprattutto del mio e anche se Pistoia è la mia casa adottiva, nei 40’ di partita non esistono amici. Penso a vincere: sono molto arrabbiato di come abbiamo giocato in Coppa, veniamo da tre sconfitte consecutive e dobbiamo ripartire con una vittoria. Poteva venire anche Milano ma l’obiettivo è questo».

E fuori dal campo, trovare Pistoia la lascia indifferente?

«Non è una partita come tutte le altre. Per le persone che incontrerò prima e dopo la gara: Marcello, Fabio, Vinicio (Billeri, Bongi e Vignali, ndr), tutto lo staff, la società e i giocatori che ho allenato. Amici veri. Ma come vi ho sempre detto quando si giocava contro Caserta, alla palla a due penso solo alla vittoria della mia squadra».

Diablo docet. Così è, se vi pare.

 

Elisa Pacini
Elisa Pacini
Innamorata delle parole, che sono centrali nella sua “dolcemente complicata” vita professionale. In primis per raccontare il basket e lo sport, dalle colonne de Il Tirreno (con cui collabora dal 2003) alle pagine web di Pistoia Sport (che ha contribuito a fondare). E poi come insegnante di italiano agli stranieri.

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