Tempo di bilanci: il diesse Menna analizza il 2024/25 del Quarrata

Le parole di Menna: «Stagione fallimentare? Solo se si guarda al risultato finale. Questo Quarrata ha un grande gruppo e basi solide per il futuro»

Quinto posto centrato, ma playoff sfumati causa forbice. Si potrebbe riassumere in queste pochissime parole l’annata appena conclusa del Quarrata, ma c’è molto altro da dire. Elio Menna, direttore sportivo del club, è intervenuto ai nostri microfoni per fare un quadro completo della situazione.

MENO PARTITE DEL PREVISTO

«A quest’ora avremmo voluto preparare la semifinale playoff, ma purtroppo siamo usciti ancor prima di giocarcela». Queste le prime parole del diesse Menna, consapevole di aver mancato il grande obbiettivo veramente per poco. «Il nostro 2024-25 è stato un flop a metà. I risultati sono venuti meno, è vero, ma voglio anche concedere qualche attenuante alla squadra. Durante l’anno abbiamo subito tanti infortuni, molti dei quali a lungo termine, e in più occasioni la fortuna non è stata dalla nostra. Che poi, a dirla tutta, il quinto posto l’avremmo anche centrato, ma siamo stati tagliati fuori dalla forbice. L’ho già detto ai ragazzi e lo ripeto qua: il Quarrata quest’anno ha messo delle basi solidissime per la prossima stagione»

UN FUTURO TUTTO DA SCRIVERE

Chiuso il 2024-25 è già tempo di pensare al campionato che verrà, ma sembra ancora troppo presto per parlare con certezza: «Non posso sbilanciarmi troppo al momento. Devo ancora parlare con la società, dopodiché, se sarò confermato, mi metterò subito al lavoro. Dipendesse solo da me resterei al 100%. Posso comunque dirti che c’è sintonia tra le parti e sono fiducioso a riguardo. Se Elio Menna sarà al Quarrata anche l’anno prossimo vedremo tante riconferme, sia nella squadra che nello staff. Nel calcio raramente si ottiene tutto e subito. Ci vogliono pazienza e unione di intenti, cosa che noi abbiamo. Dando continuità a questo gruppo, a mio avviso fantastico, potremmo toglierci grandi soddisfazioni. Mister Diodato? È molto amareggiato per come sono andate le cose. Ha già espresso la volontà di rimanere perché gli brucia aver perso in questo modo e ha grande voglia di riscattarsi con questi colori. Anche lui deve parlare con la società e attendere gli sviluppi futuri, ma la mia idea sarebbe quella di andare avanti insieme»

UNA FERITA ANCORA APERTA

La sconfitta con lo Jolo, sebbene disti già qualche settimana, è ancora fresca nella mente di squadra e staff. Una vittoria avrebbe dato il terzo posto, ma così non è stato e la stagione è finita anzitempo. Il diesse Menna, interrogato a riguardo, non nasconde il proprio rammarico: «L’occasione era ghiotta. Abbiamo avuto anche diverse occasioni per rimontare lo svantaggio, ma purtroppo non siamo stati cinici. Mi dispiace molto per gli errori sotto porta di Jhonny (Campagna, ndr.). Avrebbe meritato di portarci in trionfo, ma a volte il calcio va così. Avesse segnato in una di quelle due occasioni che ha avuto sull’1 a 1 avremmo sicuramente vinto. Ci tengo però a dire che non gliene faccio una colpa: sbaglia solo chi ha il coraggio di rischiare, e lui non si è mai tirato indietro. Per ciò che ci ha dato in questi mesi possiamo solo ringraziarlo. Se potessi rigiocarmi una partita quale sceglierei? Potrei citartene tante. Al ritorno con l’Aglianese abbiamo avuto tante occasioni per vincerla, e invece abbiamo perso. Con la Gallianese abbiamo preso cinque legni, con Calenzano e Settimello potevano farcela e invece anche lì ci siamo solo andati vicini. Mi rigiocherei tutte quelle partite in cui ci sono stati degli errori, ma purtroppo non si può fare»

L’INIZIO DELLA FINE

Una delle partite decisive di questa stagione è proprio quella col Settimello, all’epoca distante solo sette punti. La partita, terminata in parità, ha di fatto dato il via alla lenta e inesorabile caduta del Quarrata: «Col senno di poi posso dirti che quell’1 a 1 è stato fatale. Vincendo saremmo andati a -4 e, con tutto il girone di ritorno da giocare, avremmo sicuramente dato battaglia. Magari non ce l’avremmo fatta comunque, ma sicuramente il finale sarebbe stato diverso. Perso l’obbiettivo del primo posto abbiamo sicuramente fatto un passo indietro. Non a livello fisico, quanto piuttosto a livello mentale. Se ci sentivamo già arrivati ai playoff? No, assolutamente. Sapevamo di essere a rischio e ce lo siamo detto più volte. Ti dirò di più: squadra e staff hanno concluso il campionato con grande serietà e concentrazione»

INFERMERIA PIENA E ATTACCO VUOTO

Un altro handicap non indifferente sono stati gli infortuni, due in particolare: «La mancanza di un punto di riferimento là davanti è stata pesantissima per noi. Paolini sembrava aver risolto i guai fisici, e invece ha fatto non più di quattro o cinque partite da titolare in tutto l’anno. Doumbia invece l’abbiamo perso poco dopo la gara d’andata con lo Jolo a causa di un’ernia alla schiena. Sembrava ce la facesse con la riabilitazione e invece adesso si deve operare per risolvere definitivamente. Per farla breve: entrambi hanno saltato tutta la seconda parte di stagione e noi ci siamo ritrovati senza punta centrale a mercato ormai chiuso. Non è certo un caso che la nostra vena realizzativa sia calata così tanto man mano che andavano avanti le giornate. Non voglio togliere niente a chi come Pannilunghi, Vannucci e Fattori ha provato a rendere al meglio in quel ruolo, che fosse per 90′ o 10′, ma oggettivamente le caratteristiche che ci servivano erano altre. Sono convinto che, a squadra completa, saremmo arrivati senza problemi tra le prime tre. Purtroppo però non ne avremo mai la riconferma»

Gabriele Cecchi
Gabriele Cecchi
Nato nel 2001, laureato in Scienze della Comunicazione. Da sempre grande appassionato di sport e scrittura. Una domenica senza calcio non merita di essere vissuta.

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