Amareggiato per la sconfitta, l’allenatore dell’Estra Pistoia concede qualche attenuante: «Una rotazione in più ci avrebbe aiutato»
Non può certo essere contento coach “Pino” Sacripanti: la sua Estra Pistoia al PalaPentassuglia di Brindisi ha sprecato un’occasione più unica che rara di sbancare un campo molto ostico e di prendersi una vittoria importantissima per morale e classifica. La delusione è ovvia, anche se l’allenatore biancorosso vuole comunque concedere qualche attenuante: in particolare riguardo agli infortuni occorsi in successione a Luca Campogrande e a capitan Lorenzo Saccaggi.
«Se Brindisi alla fine ha vinto vuol dire che ha meritato più di noi – ha così esordito coach Sacripanti – Poi ci sono tanti “però”. Per 32’ abbiamo dominato la partita, ma siamo stati molto sterili nell’ultimo quarto. La fortuna non ci ha certo dato una mano: Saccaggi adesso è in ospedale al pronto soccorso, con un ematoma molto vistoso al volto. Campogrande invece ha avvertito una fitta all’inguine dopo aver tirato. Le nostre rotazioni quindi si sono accorciate terribilmente e siamo arrivati negli ultimi 5’ con troppo minutaggio da parte di determinati giocatori. Jazz ha giocato 38’, Seneca 33’: sicuramente una rotazione in più ci avrebbe fatto comodo».
Quindi non è tutto da buttare, anche se l’amarezza rimane e tanta. In particolare perché ai brindisini è bastato veramente poco per rimettere in piedi una gara che sembrava davvero avviarsi verso il blitz esterno dell’Estra. Così come le attenuanti, è dunque più che onesto ammettere che qualcosa non ha funzionato al meglio nel momento decisivo della gara.
«Mi prendo quello che ho visto di buono, cioè una squadra che ha giocato con una buona difesa e un buon basket mettendo in campo tutto quello che avevamo preparato. Speriamo nei recuperi dei nostri giocatori il prima possibile e continuare la nostra marcia di lavoro per riuscire a giocare 40’. Questo aldilà dei meriti di Brindisi, oggi dobbiamo riflettere sul fatto di non aver prodotto nell’ultimo quarto. Allo stesso tempo c’è un po’ di rimpianto, perché senza gli infortuni avremmo potuto gestire le energie in modo migliore. Mi è dispiaciuto vedere degli errori molto banali e di superficialità verso la fine. Voglio anche aggiungere che Gallo è stato fermo tutta la settimana per un problema alla schiena: poteva anche non giocare ma, vista la situazione, alla fine avrei dovuto mettere in campo il massaggiatore».



