Il ministro Abodi ha visitato il Museo dello Sci all’Abetone: «Questo territorio ha fatto la storia degli sport invernali»
Si è aperta il 26 febbraio, sull’Appennino tosco-emiliano, la quinta edizione di Appenninica – gli Stati generali della Montagna promossi da Fratelli d’Italia – con una prima giornata che ha visto la partecipazione del ministro per lo Sport e i Giovani Andrea Abodi. Il simbolico taglio del nastro è stato all’Abetone, con la visita del ministro al Museo dello Sci, luogo simbolo della tradizione sciistica italiana, avvenuta giovedì pomeriggio. All’incontro hanno preso parte anche Giovanni Galli, campione del mondo 1982, il vicepresidente del Consiglio regionale della Toscana Diego Petrucci, il consigliere regionale Vittorio Fantozzi e il consigliere comunale di Abetone Cutigliano e membro del Consiglio nazionale UNCEM Andrea Tonarelli.
«Arriviamo da un’esperienza olimpica straordinaria – ha detto Abodi – che non si è ancora esaurita: dopo le Olimpiadi ci attendono le Paralimpiadi, il secondo capitolo di un percorso che ha dato prestigio al nostro Paese. Essere qui all’Abetone significa rispettare un legame profondo con la storia e con l’attualità della montagna italiana. La visita al museo ci ricorda che questo territorio custodisce imprese che hanno segnato un’epoca: ciò che ha realizzato Zeno Colò appartiene alla dimensione dello straordinario. Il nostro impegno è assicurare risorse e sostegno a realtà come questa, autentica culla della cultura montana».
«La montagna – ha proseguito Abodi – è un patrimonio dal fascino indiscusso, ma deve fare i conti con criticità sempre più complesse, accentuate dall’instabilità climatica. È indispensabile investire nelle infrastrutture, non solo negli impianti di risalita e nei sistemi di innevamento, fondamentali per l’inverno, ma in una strategia più ampia. Dobbiamo favorire la realizzazione di strutture dedicate a diverse discipline sportive, così da permettere all’economia montana di crescere e di esprimere appieno le proprie potenzialità in ogni stagione, superando la sola ‘dimensione bianca’. Lo sport può e deve diventare il motore di un sistema montano resiliente, multifunzionale e capace di guardare al futuro».
Tra i temi trattati anche il progetto della funivia Doganaccia-Corno alle Scale, dibattuto ormai da quasi due decenni. A prendere la parola è stato l’assessore regionale Leonardo Marras: «La cifra del progetto, che ha il 100% di copertura economica, è di circa sedici milioni di euro. La difficoltà sono però sia tecniche che ambientali: vorremmo realizzare l’impianto, ma non potremo farlo a ogni costo. In questo momento siamo in una fase di revisione progettuale, l’obiettivo è arrivare a un tracciato puntuale, con un impatto di cantiere limitato».



