Dopo il trionfo di Ancona, la rincorsa della Pistoiese continua: otto finali da affrontare con coraggio, testa e cuore
La Coppa Italia di Serie D non è stata un punto di arrivo, ma una miccia accesa nella stagione della Pistoiese. Nonostante il trofeo non garantisca l’accesso diretto alla Serie C, la conquista della manifestazione rappresenta un salto di consapevolezza, un ulteriore carburante per la corsa alla promozione. La vittoria al Del Conero contro l’Ancona, costruita con dominio tecnico, organizzazione di squadra e maturità, ha iniettato fiducia, carattere e fame nel gruppo. È una spinta che arriva al momento giusto: mancano infatti otto partite alla fine del campionato, otto sfide in cui non si potrà più lasciare nulla al caso. La Coppa ha già dimostrato che questa Pistoiese non si ritrae davanti alle difficoltà. Anzi, le affronta. Con il ricordo vivo dell’impresa in Coppa, l’ambiente arancione è pronto a tradurre l’entusiasmo in risultati concreti anche sul fronte della graduatoria.
OTTO “FINALI” E TRE BIG MATCH IN TRASFERTA
Nel cammino verso la vetta ci sono impegni che pesano come macigni, tre in particolare in trasferta, sfide che potranno diventare snodi decisivi per la stagione. La prima di queste è lo scontro diretto contro il Lentigione. Una partita attesa, dibattuta e in parte misteriosa anche nella data. Il 18 o il 25? Al momento resta ufficiale la prima data. Independentemente dal giorno, la posta in palio rimane altissima. La sfida contro gli emiliani sarà lo spartiacque della stagione, sia in termini di classifica sia di morale. I successivi appuntamenti esterni contro altre big (Pro Sesto e Desenzano), saranno altrettanto probanti. Saranno test duri, ciascuno con il proprio peso specifico, ciascuno in grado di dare indicazioni chiare sulla reale forza di questa Pistoiese. A questo punto della stagione, ogni partita è una finale, ogni punto può segnare svolte cruciali.
LA COPPA CHE “RESTA DENTRO”
La vittoria in Coppa Italia ha dato fiducia, ha ricordato a tutti cosa significa credere fino in fondo nella propria identità di squadra, senza calcoli e con la concretezza di chi sa cheil campo è l’unico giudice. Ha dato serenità per lavorare, audacia per osare e sicurezza di poter giocare senza paura contro chiunque. Conquistare un trofeo nazionale dà orizzonte. Per carità, non è la garanzia di un esito finale, ma è sicuramente una spinta potente, un riferimento da cui ripartire.È l’energia che serve nei momenti in cui la stanchezza si farà sentire, nei finali in cui ogni duello sarà una battaglia e ogni minimo errore può costare caro.
TESTA AL CAMPIONATO, CUORE NELLA STORIA
La Coppa Italia resta in bacheca, un simbolo di qualità e continuità. Ma il campionato va chiuso nel migliore dei modi. La Pistoiese ha dimostrato di avere una rosa profonda, una mentalità forte e una guida tecnica capace di incidere oltre il semplice disegno tattico. Ora si tratta di mettere tutto questo al servizio di una corsa che può portare davvero in cima. Otto partite, tre big in trasferta: la strada è tosta, non sarà semplice, anzi. Ma la Pistoiese è carica. La Coppa ha acceso la miccia, ora serve la scintilla in campionato. E questa squadra ha già dimostrato di saper brillare.




