Terza “assenza” stagionale tra polemiche e la volontà di tenere compatto il gruppo. Intanto in campo resta una partita che vale ancora tanto
Ancora silenzio, ancora una conferenza stampa che non si fa. Alla vigilia di Desenzano–Pistoiese, mister Lucarelli non parlerà. E non è la prima volta. Anzi, è una tendenza che ormai merita una riflessione. Nel corso della stagione erano già saltati due appuntamenti: il pre-partita della finale d’andata con l’Ancona, in polemica con l’organizzazione della finale di Coppa Italia e il post-gara Progresso, legato a decisioni arbitrali e all’espulsione di Gennari. C’era poi stato il post di Pro Sesto in cui era intervenuto solamente Biagi, tra tensioni e polemiche legate al finale di gara. Adesso anche la vigilia di una delle partite più importanti dell’anno. E questa volta, almeno ufficialmente, senza un motivo chiaro.
È vero, nei giorni scorsi la società – attraverso le parole del presidente Iorio – ha espresso tutta la propria contrarietà al divieto di trasferta imposto ai tifosi arancioni. Una presa di posizione forte, condivisibile sotto molti aspetti. Ma non sembra essere questa la ragione del silenzio, ma piuttosto la volontà di cementare il gruppo alla vigilia della partita più importante dell’anno. Resta comunque una scelta che, nel complesso, lascia più di qualche perplessità a chi scrive. Perché la conferenza stampa non è solo un rituale. È un momento di confronto, di comunicazione, di rispetto verso chi segue la squadra. Saltarla una volta può essere comprensibile, due anche. Quando rischiare di diventare un’abitudine, inevitabilmente, qualche domanda nasce. Senza fare processi, ma con la necessità di sottolineare un aspetto: in una piazza come Pistoia, il rapporto tra squadra, società e ambiente passa anche da questi momenti.
Detto questo, il campo resta. E la partita pure. Desenzano–Pistoiese, anche se il sogno primo posto si è complicato, mantiene un valore importante. La matematica non ha ancora scritto la parola fine, ma è evidente che oggi la gara assume un altro significato. Quello di consolidare la miglior posizione possibile in ottica playoff. Il secondo posto, in questo senso, può fare la differenza. Garantirebbe il fattore campo e un vantaggio non banale nel percorso post-season. Un cammino lungo, complicato, che non dà certezze, ma che resta l’unica strada percorribile per continuare a sperare.
Sul campo, poche indicazioni. Lucarelli dovrebbe proseguire con il consueto 4-3-3, con Giuliani tra i pali, linea difensiva formata da Costa Pisani, Gennari, Bertolo e Tempre. A centrocampo Della Latta, Maldonado e Biagi, mentre in avanti spazio a Saporetti e Russo sugli esterni, con Pinzauti riferimento centrale. Dall’altra parte, il Desenzano dovrebbe rispondere con un 4-2-3-1: Fratti in porta, difesa con Parlato, Arpino, Bakayoko e Andreis; in mediana Gori e Bovolon, con Baraye, Antonelli e Procaccio alle spalle della punta Barwuah, in ballottaggio con Gagliano. Una partita vera, tra due squadre che hanno lottato fino in fondo. Ma che, inevitabilmente, si giocherà in un clima diverso, senza tifosi arancioni e senza parole alla vigilia.




