Alajiki sbaglia tutto, Stefanini l’unico a salvarsi: le pagelle di gara-1

Pioggia di bocciature nella sonora sconfitta a Ruvo con cui Pistoia ha aperto i playout per restare in A2. Zanotti tra i peggiori

Gabriele STEFANINI 6: Peccato per il primo tempo negativo dove contribuisce alla fuga immediata di Ruvo, altrimenti staremmo parlando di una grande prova. Senza il suo spirito competitivo sarà durissima per tutta la serie, infatti lo Stefanini poco coinvolto nelle prime azioni contribuisce ad affossare nel primo quarto i biancorossi. Un paio di fulmini nel secondo tempo per provare ad accendersi, però le sue percentuali salgono a partita ormai compromessa. La sua crescita al tiro è un buon segnale per il futuro, alcune delle sue realizzazioni sono davvero pregevoli e soprattutto è il dato di 25 punti con 5/10 da 3 ad ispirare fiducia. Il suo apporto è imprescindibile: senza di esso, le percentuali di salvezza crollano.

Filippo GALLO 5,5: Difficile anche per lui emergere di fronte alla gigantesca differenza di cattiveria e personalità. Si butta in attacco all’arrembaggio, tranne qualche magia sporadica può poco. E’ comunque uno tra i pochi atleti ospiti che ci mette un minimo di cuore in entrambe le aree; se solo ci fossero insieme ad esse state un paio di triple risputate dal ferro sarebbe stato immensamente meglio per Pistoia. Con 12 punti a fine serata, questa gara-1 si piazza comunque tra le sue migliori performance stagionali.

Niccolò DELLOSTO 5: Entra per aiutare nella difesa su Smith, fallisce gravemente e va persino a regalare un canestro e fallo all’ex-Anumba. Prova a fermare Smith con le cattive ma è inutile, è persino più deleterio nel chiudere la porta sotto canestro facendo sembrare il buon Jerkovic un novello Jokic. Prende le misure con l’attacco ruvese nel finale di partita, ovvero quando i buoi sono scappati da un’ora abbondante. A ciò vanno aggiunti o punti in 15’ sul parquet: deve fare di più.

Lapo DROVANDI NE: Non entrato in campo

Cosimo FLAUTO 5,5: Viene inserito con il più semplice dei compiti richiesti ad un ragazzo delle giovanili, cioè spendere fallo quando serve. Ne commette cinque, non poteva fare altro.

Lorenzo SACCAGGI 5: Chi aveva negli occhi la prova commovente contro Brindisi di due settimane fa sperava che l’aria pugliese gli facesse bene. Peccato che nessuno avesse considerato la difficoltà del compito assegnato: marcare uno dei realizzatori più forti dell’intero campionato. Deve dettare i ritmi da subito in regia e si mette subito al lavoro. Il poco che crea passa assolutamente penombra rispetto all’impossibilità nel controllare Smith. Le cose per lui vanno persino peggio nel secondo quarto, infatti le chiavi della regia passano progressivamente nelle mani di Gallo. Chiude mettendo a referto qualche punto per il morale nel garbage time, condite però da altre palle perse. Bisogna studiare qualcosa per metterlo a suo agio in entrambe le aree, altrimenti questa serie sarà un incubo per lui.

Abraham GAI PIERALLINI NE: Non entrato in campo

Daniele MAGRO NE: Gela il sangue di tutti i tifosi pistoiesi con quella scavigliata, dopo soli 3’ di gioco mentre andava a rimbalzo in attacco. Rientra per qualche azione ma è claudicante e lo staff medico decide di non rischiarlo per i due quarti conclusivi. In una serie nella quale le rotazioni sono già corte in partenza, un eventuale guaio fisico di entità seria rischia di essere una mazzata pesantissima.

Karvel ANDERSON 5,5: Apre bene la serata da 3, un viatico che lo esalta e lo trasforma nel pistolero di cui l’Estra ha bisogno. I suoi canestri impossibili risulteranno una preghiera nel deserto ma il suo 5/6 al tiro da 3 del primo quarto tiene alta la bandiera pistoiese. Rifiata un attimo a cavallo tra le prime due frazioni e perde in parte la mano calda. Chiude la domenica pugliese in forte affanno, pagando dazio con un pesante -21 di plus/minus e 18 punti complessivi. Finché ha potuto ha fatto il suo, eppure, se avesse tenuto almeno metà del rendimento iniziale nel secondo tempo, Pistoia sarebbe forse potuta rientrare a contatto.

Simone ZANOTTI 4,5: Entra dalla panchina al posto di Magro. Parte subito male in difesa, nessun contributo in attacco se si escludono i falli offensivi. Avrebbe la possibilità di approfittare della poca mobilità del pari ruolo Borra, invece sono i centimetri di quest’ultimo a prevalere nel 99% dei casi. Non a caso, con un match-up a livello di tonnellaggio più favorevole, nel terzo quarto si attiva in attacco mentre sotto l’altro ferro è ancora un bagno di sangue. E’ uno dei massimi contribuenti nella sconfitta odierna e, con un Magro che probabilmente sarà a mezzo servizio nei prossimi giorni, questo rendimento poco appariscente desta molta perlpessità.

Samuel ALAJIKI 4,5: Totalmente nullo il suo avvio, ogni volta che tocca palla crea problemi tra controlli difficoltosi, infrazioni ed errori sotto canestro. Trova i primi punti dal campo dopo ben 12’ e la prima tripla dopo 14’, anche se l’immagine del primo tempo sono le troppe palle perse evitabili (la più brutta è lo sfondamento in attacco fuori da ogni logica su Anumba). Coach Strobl sceglie di aumentare le sue responsabilità nel secondo tempo, vista la situazione problematica dei lunghi, ed è leggermente più incisivo. Alla fine ci sono 13 punti per lui, frutto però di un non ottimo 4/12 dal campo. Se consideriamo che Ruvo ha Smith, Roseto ha Harrison e Cento ha Copeland, siamo totalmente al di sotto degli standard per uno straniero chiamato a spostare gli equilibri.

Coach Pete STROBL 5: Il dilemma era: far segnare solo Smith o far segnare tutti tranne il fenomeno dei pugliesi? La risposta è una via di mezzo che scontenta tutti. I proclami e gli avvisi ai naviganti sul difendere duro cadono nel vuoto, i 36 punti concessi nel primo quarto vanno ben oltre l’inaccettabile e non va tanto meglio chiudendo a 60 complessivi a fine primo tempo. Dopo l’intervallo lungo opta per una scelta drastica, tenendo sul parquet per svariati minuti un quintetto piccolo con cui, pur aumentando la produzione offensiva, si consegna all’avversario definitivamente. L’ultimo quarto è utile solo per sperimentare in ottica gara-2; la falla però non si può identificare in mancanza di schemi efficaci o di talento (anche se non si vedono nel roster pistoiese gli Smith o i Brooks), bensì in un ritmo ed uno spirito che è insufficiente per giocare partite dentro o fuori come questa. L’Estra Pistoia è una nave che sta imbarcando acqua da troppo tempo e, se nel giro di pochi giorni non si trovano le contromisure necessarie, il rischio di affondare è enorme.

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