La nuova Pistoiese dovrà necessariamente ripartire da uno zoccolo duro costruito durante questa stagione: ecco chi potrebbe meritarsi la riconferma
È normale che la prima domanda, inevitabilmente, riguarda la panchina. Prima di parlare di mercato, riconferme e nuovi arrivi, la Pistoiese dovrà capire chi guiderà la squadra nella stagione 2026-27. Da quella scelta passeranno molte delle valutazioni sull’organico e sulla costruzione del nuovo progetto tecnico. Ciò che appare evidente, però, è che il club arancione si trova davanti a un bivio importante. Ma a prescindere da questo, la stagione appena conclusa ha lasciato in eredità una base interessante, ma anche alcune indicazioni che sarebbe opportuno non ignorare.
Un capitolo a parte riguarda gli under, che come ogni estate rappresenteranno uno dei temi più delicati nella costruzione della nuova rosa. Nicolas Giuliani, classe 2007, è stato una delle sorprese più positive della stagione arancione. Arrivato in prestito dal Pisa, ha saputo conquistarsi il posto da titolare dimostrando personalità, affidabilità e sicurezza ben oltre la sua età. Un portiere che, alla lunga, ha dato garanzie importanti e che ha mostrato margini di crescita notevoli. A fine stagione farà ritorno alla società nerazzurra e una sua permanenza a Pistoia appare complicata, anche se non impossibile. Molto dipenderà dai programmi del Pisa e dalla volontà delle parti di proseguire insieme.
Più difficile, invece, immaginare la riconferma delle altre quote viste quest’anno in arancione. Pellegrino ha lasciato buone impressioni, ma l’anno prossimo non sarà più under, al pari di Sciortino, che non ha trovato mai spazio. Tempre e Cuomo hanno ancora un’alta stagione da giovani, ma il primo è di proprietà dell’Empoli e tornerà al mittente, mentre il secondo ha mostrato qualche fragilità di troppo a livello fisico e indubbiamente su di lui dovranno essere fatte valutazioni approfondite. L’altra quota di proprietà è Costa Pisani, protagonista di una crescita costante nel corso dell’anno e autore anche di prestazioni importanti nel finale di stagione. Il suo nome, però, ha iniziato a circolare anche fuori dai confini della Serie D e alcune indiscrezioni parlano di un possibile interessamento del Verona e altri club professionistici.
Riguardo alla composizione della rosa, prima di azzardare dei nomi, c’è da fare una premessa. Lo scorso anno la Pistoiese si è ritrovata a gestire ben sedici over, un numero importante per la Serie D e che, alla lunga, ha creato inevitabilmente situazioni difficili da amministrare. Giocatori di valore costretti spesso a restare fuori, minutaggi ridotti e qualche malumore fisiologico. Aspetti che fanno parte del calcio, ma che in una categoria come la Serie D possono incidere più di quanto si pensi. Per questo motivo la sensazione è che la prossima squadra possa essere costruita con una rosa più snella e guardi all’inserimento di giovani di prospettiva, capaci di rappresentare un valore tecnico e non soltanto una necessità regolamentare.
Guardando all’organico attuale, alcuni nomi sembrano rappresentare una base credibile da cui ripartire. In difesa Bertolo e Gennari hanno garantito solidità, esperienza e affidabilità per gran parte della stagione. Quando sono stati bene fisicamente hanno formato una coppia centrale tra le più solide del girone. Accardi, soprattutto nel finale, ha dimostrato di poter essere una risorsa importante grazie alla sua duttilità e alla capacità di adattarsi a più ruoli. Ma rimarrà un altro anno con così poco minutaggio? Diverso il discorso per Venturini, che pur essendo un giocatore di valore non ha praticamente trovato spazio durante l’arco della stagione ed è pressoché certo il suo addio. Pellizzari, invece, stava crescendo e aveva dimostrato di poter essere una pedina importante anche per il futuro, ma il grave infortunio subito nei playoff ne condiziona inevitabilmente qualsiasi valutazione a breve termine.
A centrocampo Della Latta abbia spostato gli equilibri della squadra dal suo arrivo in poi, portando personalità, fisicità, qualità e leadership. È uno di quei giocatori che sembrano fatti apposta per una piazza come Pistoia e che sulla carta rappresentano una delle candidature più forti per una possibile riconferma, anche se la carta d’identità dice che le primavere sono 33, non più così poche. Non molto distante c’è Rossi. Forse meno appariscente, ma sempre pronto quando chiamato in causa. Ha garantito equilibrio, corsa e affidabilità, spesso partendo dalla panchina senza mai far mancare il proprio contributo.
Più delicata la situazione di Maldonado e Biagi. Due giocatori che nel corso della stagione hanno avuto momenti importanti e che in passato hanno dimostrato di poter fare la differenza. Nella fase finale del campionato, però, il loro impiego è diminuito sensibilmente. Le motivazioni precise restano all’interno dello spogliatoio, ma è evidente che qualcosa sia cambiato nelle gerarchie tecniche. Questo non significa necessariamente una separazione, ma impone delle riflessioni. E poi c’è Campagna che ha alternato prestazioni diverse dimostrando di possedere caratteristiche utili.
Davanti il discorso si fa ancora più interessante. Saporetti e Russo sono stati probabilmente i giocatori offensivi più continui della stagione, pur con le dovute differenze. Hanno prodotto gol, assist e prestazioni. Sono profili che ogni squadra vorrebbe avere e che rappresenterebbero una base importante per il futuro. Poi c’è Kamal Rizq. E forse proprio il finale di stagione ha fatto capire quanto sia mancato durante il periodo dell’infortunio. Non soltanto per i gol, ma per il lavoro che riesce a fare per la squadra. Tiene impegnate le difese, crea spazi, favorisce il gioco degli esterni e garantisce una presenza fisica che pochi altri attaccanti della categoria possiedono. Sulla carta un giocatore che meriterebbela riconferma, però, la sua permanenza in arancione appare tutt’altro che semplice.
Pinzauti merita un discorso a parte. Ha avuto momenti decisivi, soprattutto in Coppa Italia e in alcune gare del campionato, dimostrandosi un giocatore che ha sempre dato il proprio contributo quando chiamato in causa. E poi ci sono quei profili che difficilmente rimarranno a Pistoia: Di Nolfo, dopo il lungo recupero dal grave infortunio, ha avuto poco spazio, mentre Kharmoud, nonostante si sia rivelato importante in alcuni momenti della stagione, sembra essere arrivato al capolinea della sua avventura arancione. Stesso discorso per le altre due punte: Raicevic è apparso fuori condizione e non ha mai inciso, Montalto invece, tra labirintite e acciacchi vari, è rimasto spesso fuori dai convocati. Arrivederci e grazie.
Ovviamente, senza certezze sulla guida tecnica, è presto per parlare di conferme o addii. Molto dipenderà dalle scelte tecniche, dai programmi della società e dalle ambizioni dei singoli. Ma una cosa appare abbastanza chiara: se la Pistoiese vorrà ripartire con l’obiettivo di vincere il campionato, dovrà conservare un’ossatura forte. Della Latta, Rossi, Bertolo, Gennari, Saporetti, Russo e Rizq sono probabilmente i nomi che, sulla carta, rappresentano le fondamenta più solide da cui ripartire. Poi serviranno idee, equilibrio e scelte giuste. Perché la lezione lasciata dalla stagione appena conclusa è semplice ed è che in Serie D non basta avere tanti buoni giocatori ma serve costruire una squadra. E quella, più dei nomi, è la vera sfida che attende la Pistoiese dell’estate 2026.




