Una stagione sotto le aspettative quella 2025/26 della Fabo Herons Montecatini. Cosa non ha funzionato tra le file rossoblù?
Senza tanti giri di parole, la stagione della Fabo Herons Montecatini non ha rispettato gli obiettivi prefissati a inizio campionato. Una stagione non da considerare del tutto fallimentare, con la vittoria della Supercoppa a settembre, ma proprio da quel momento tutti si sarebbero aspettati qualcosa di più da questa squadra. Un’annata altalenante a dir poco, con anche dei problemi e dei cambiamenti in corso d’opera. Possiamo pensare al cambio di guida tecnica, al ritorno al PalaTerme, ma tutto questo non può essere una giustificazione per quello che è stato degli Herons quest’anno. Abbiamo già delle notizie certe sulla prossima stagione: Meo Sacchetti non sarà più l’allenatore della Fabo, e Nicola Natali, posteriormente al suo ritiro dal basket giocato, sarà il nuovo Direttore Sportivo. Sarà un’estate di cambiamenti in casa Herons, o per lo meno di valutazioni. Il presidente Andrea Luchi, coadiuvato da tutta la società dovrà capire cosa aggiustare e da chi ripartire. Una domanda, però, sorge spontanea: cosa non è andato in questa stagione?
IL CAMBIO DI ALLENATORE
A inizio stagione, c’era volontà da parte della società di rispettare il contratto di Federico Barsotti, che prevedeva l’accordo per la stagione 2025/26. Una scelta ripagata all’inizio con la vittoria della Supercoppa, una prima luce in un’annata di ombre. A conti fatti, non possiamo comunque certo considerare negativo l’avvio della stagione degli Herons. Un record di 7 vittorie e 2 sconfitte nelle prime 9 partite è un grande risultato, peccato che subito dopo siano arrivati i primi problemi. A novembre la Fabo ha attraversato il periodo più buio di questa stagione, con una vittoria su sei giocate, cinque partite preziose che hanno pesato enormemente sul risultato di fine stagione. Contestualmente, il 20 novembre 2025, arriva l’ufficialità: Barsotti viene esonerato, Sacchetti è il nuovo allenatore. Un colpo che non ha cambiato molto le dinamiche a livello di vittorie sul campo nell’immediato, visto che l’avventura dell’ex CT è infatti iniziata con le due sconfitte contro Omegna e Vicenza. Nonostante la sua impronta con il tempo sia emersa, fu subito segno di come il vero problema della squadra fosse un altro.
LE DIFFICOLTÀ NEL TROVARE LA QUADRA
Il problema della Fabo quest’anno è stata l’intesa fra i giocatori. Non necessariamente a livello personale, ma sul campo si notava che qualcosa non fosse in ordine. Ci sono stati anche dei saluti e dei rinforzi in corso d’opera: a gennaio Benites e a febbraio Giombini hanno salutato la squadra e al loro posto sono arrivati degli ottimi rinforzi durante la stagione (Zugno a dicembre e Tsetserukou a fine gennaio). Tutti questi cambiamenti, hanno fatto sì però che il gruppo squadra non riuscisse mai a trovare una vera stabilità e questo è stato con ogni probabilità il più grande problema della stagione. Dobbiamo necessariamente parlare di un’altra narrativa, che potrebbe anche rivelarsi cruciale nello sviluppo della off-season rossoblù.
Le considerazioni da fare a livello tecnico sono molteplici, vanno analizzate le note positive, ma soprattutto quelle negative. Sicuramente, nella seconda parte di stagione, abbiamo visto una maggiore intensità difensiva e un’intesa più forte tra i giocatori della Fabo Herons, ma ciò non è bastato. Nelle note negative, va evidenziata la poca costanza a rimbalzo, un gioco troppo pendente verso Aukstikalnis e a tratti confusionario, ma sono problemi assolutamente risolvibili. A mancare sono state anche le percentuali sul tiro da 2, in alcuni casi gli Aironi (come nella serie contro Caserta), si sono trovati in difficoltà a ovviare a lunghi fisici come Radunic e Ly-Lee. Altro pilastro da tenere di conto è la poca costanza nei 40′ e le palle perse, ricordiamo gara-3 contro la Paperdi in cui gli Aironi hanno perso ben 19 palloni, di cui 11 nei primi 2 quarti.
AUKSTIKALNIS-CHINELLATO: IL GRANDE DILEMMA
Tra le cause delle difficoltà nel trovare una quadra è stata anche la relazione sul campo tra i due giocatori di riferimento: Lukas Aukstikalnis e Riccardo Chinellato.
L’ex Avellino è stato ingaggiato il 10 luglio del 2025, mentre il lituano il 16 luglio. Questi due colpi hanno portato entusiasmo nel popolo Herons, è obiettivamente difficile non essere ottimisti quando ingaggi due dei migliori giocatori della B Nazionale. Le cose però, non hanno preso la svolta che gli Herons speravano. Aukstikalnis è arrivato come la stella indiscussa della squadra, e anche il gioco si è spostato molto verso di lui. Molti tiri da 3 punti, spesso forzati, che potevano essere gestiti meglio dal lituano. Tutto ciò non toglie valore ad Aukstikalnis, che rimane un grande giocatore per la B Nazionale. Il tutto però, non si è sposato bene con le intenzioni di Riccardo Chinellato. Il numero 16, in un’intervista rilasciata a La Nazione, non ha nascosto di aver avuto delle difficoltà nel rapporto con Aukstikalnis. «A volte mi sono preso la briga di spiegargli dei movimenti per servirlo meglio, e con l’adrenalina ci sono state delle discussioni. Il mio carattere è questo, ma sono cose nate e finite sul campo», raccontò.
Quindi ora la domanda sorge naturale: i due, in campo, possono guidare la squadra all’ambita promozione in A2? Chinellato, durante i quarti di finale contro Caserta, ha dimostrato di essere il leader di questa squadra, sfornando anche una prestazione da 29 punti in gara-2. Aukstikalnis, dall’altra parte, non ha mostrato le sue solite qualità durante la post season, rimanendo nascosto e spesso assente. Sarà interessante vedere come si svilupperà questa vicenda in ottica mercato, gli Herons ripartiranno da uno dei due, o daranno fiducia a entrambi?
PLAYOFF CONQUISTATI, MA CHE FATICA
L’obiettivo iniziale di questa squadra era centrare la promozione in A2, a cui si era arrivati ad un passo nelle due annate precedenti. Tutto ciò, come sappiamo, non è andato secondo i piani, anche se ai playoff gli Herons hanno dimostrato il loro carattere. La post season termale parte contro Agrigento ai play-in, gli Aironi vincono e conquistano un posto ai quarti di finale contro la Paperdi Juve Caserta, anche se tutto ciò sarebbe stato evitabile vincendo a Lumezzane nell’ultima di regular season. Una Paperdi, quella del primo turno, che ha dimostrato di essere una delle squadre da battere nel tabellone 1. Non a caso, i bianconeri affronteranno Vigevano nella finale per la promozione in A2. Gli Herons sono riusciti a portare la serie a gara-5, dimostrando che la qualità di questa squadra è innegabile. Per gran parte della serie, è mancato l’apporto di Filippo Rossi, giocatore fondamentale nelle rotazioni rossoblù. Una corsa playoff non del tutto negativa se si pensa a come sia andata la stagione, ma che sarebbe potuta andare diversamente.
RIPARTIRE PER IL NUOVO ASSALTO ALL’A2
Non possiamo dire con certezza chi farà parte del roster la prossima stagione, poiché tanto – se non tutto – dipenderà da chi sarà il nuovo allenatore e dallo stile di gioco che vorrà adottare. Alcuni giocatori sono con ogni probabilità arrivati a fine ciclo, mentre per altri andrà trovata una soluzione. Senza dubbio nel roster attuale ci sono anche individualità di alto livello da cui poter ripartire per provare a facilitare la creazione di una squadra più coesa fin dall’estate e tentare così ancora una volta l’assalto all’A2.




