La Pistoiese sceglie Bisoli: un segnale chiaro sulle ambizioni del club

L’ex tecnico di Cesena e Sudtirol rappresenta più di una semplice scelta tecnica. Gli arancioni confermano la volontà di puntare alla Serie C

La scelta dell’allenatore è sempre il primo vero messaggio che una società lancia alla propria tifoseria. Ormai è chiaro: la panchina della Pistoiese verrà affidata a Pierpaolo Bisoli. E in tal senso, il segnale appare piuttosto chiaro. La società non ha alcuna intenzione di ridimensionare le proprie ambizioni dopo la delusione della passata stagione. Anzi. La mancata promozione ha lasciato amarezza, dubbi e inevitabili riflessioni, ma non ha cambiato la direzione del progetto.

Bisoli non è una scelta qualunque. Non è un allenatore emergente, né una scommessa. È un tecnico che porta con sé un bagaglio di esperienza costruito in anni di calcio professionistico, tra Serie A, Serie B (oltre 340 panchine) e piazze importanti. Un allenatore che ha vissuto pressioni, gestito spogliatoi di livello e ottenuto risultati significativi nel corso della sua carriera. Proprio per questo la sua eventuale nomina assume un significato che va oltre l’aspetto puramente tecnico. La Pistoiese avrebbe potuto scegliere una strada diversa. Magari un profilo più legato alla categoria, uno specialista della Serie D o un allenatore emergente da valorizzare.

Invece la sensazione è che abbia deciso di affidarsi a una figura forte, esperta e abituata a lavorare con obiettivi importanti. Un messaggio rivolto all’ambiente, ma anche al futuro spogliatoio. Perché il nome dell’allenatore incide inevitabilmente anche sul mercato. Un conto è presentarsi ai giocatori con un progetto tecnico ancora da definire. Un altro è farlo con un allenatore che, per curriculum e personalità, rappresenta già una garanzia. Naturalmente il nome da solo non basta e la stagione 25/26 lo ha dimostrato.

In Serie D non si vince con il budget, con i proclami o con i curriculum. Si vince costruendo una squadra equilibrata, capace di reggere la pressione e di mantenere continuità per nove mesi. Ma proprio per questo la scelta di Bisoli assume ancora più valore. Significa voler partire da una figura che conosce perfettamente cosa significhi lavorare sotto pressione e gestire aspettative elevate. Aspettative che a Pistoia esistono e continueranno a esistere, perché la maglia arancione porta con sé una storia che inevitabilmente alza il livello delle richieste.

Naturalmente, come accade ogni estate e in ogni piazza ambiziosa, la scelta non metterà tutti d’accordo. C’è chi avrebbe preferito Paolo Indiani, forte di un curriculum straordinario in Serie D e di una conoscenza quasi unica della categoria. Altri avrebbero magari immaginato profili diversi. È il calcio, e soprattutto è Pistoia, una piazza dove il dibattito non manca mai. Alla fine, però, la decisione spetta alla società. È la dirigenza che ha il diritto e il dovere di scegliere la strada da percorrere, assumendosi poi tutte le responsabilità del caso. Così come è giusto che siano i risultati a parlare.

Per questo motivo, forse, è ancora troppo presto per emettere sentenze. Siamo ai primi di giugno, il mercato deve ancora entrare nel vivo, la rosa deve essere costruita e la nuova stagione deve ancora iniziare. Le opinioni fanno parte del gioco, ma i giudizi andrebbero rimandati a quando ci saranno elementi concreti su cui basarsi. Perché nel calcio, come spesso accade, non sono i nomi a fare la differenza, ma il lavoro quotidiano, le scelte giuste e la capacità di trasformare le idee in risultati. Adesso arriverà il momento delle conferme, delle partenze e dei nuovi acquisti.

Sarà probabilmente questo il vero banco di prova per Taibi. Dopo un’annata nella quale non sono mancate situazioni che non hanno prodotto i risultati sperati, il direttore arancione avrà l’opportunità di correggere quanto non ha funzionato, ripartendo però da alcune basi che la società considera solide. Lo stesso presidente Sergio Iorio, nelle ultime uscite pubbliche, ha ribadito più volte la fiducia nei confronti dell’ex dirigente della Reggina, segnale di come il progetto tecnico non sia stato messo in discussione nonostante la mancata promozione.

Sarà il mercato a dire quanto la Pistoiese sarà realmente competitiva. Ma il primo tassello Massimo Taibi sembra averlo posizionato. E non è un tassello qualunque. Dopo una stagione chiusa con la delusione del campionato sfumato e dell’eliminazione playoff, la società aveva due strade: abbassare il profilo oppure rilanciare. La scelta di Pierpaolo Bisoli, se verrà confermata, racconta chiaramente quale delle due è stata imboccata.

Perché al di là dei nomi e delle strategie, il messaggio che arriva da via delle Olimpiadi sembra essere uno soltanto: la Pistoiese vuole riprovarci subito. E vuole farlo senza nascondersi. Adesso, però, sarà il campo a dover parlare. Perché le discussioni di giugno lasciano sempre il tempo che trovano. Le risposte vere arriveranno tra qualche mese, quando la nuova Pistoiese inizierà a prendere forma e a misurarsi con una Serie D che, ancora una volta, si preannuncia lunga, difficile e piena di insidie. Solo allora si potrà capire se la strada scelta sarà stata quella giusta.

Emiliano Nesti
Emiliano Nesti
Da sempre pretoriano della tribuna del “Melani”, ama il calcio e crede ancora che una palla a scacchi bianchi e neri possa dettare i versi della poesia d’amore più bella del mondo. Anima blucerchiata e al tempo stesso profondo conoscitore di tutto ciò che ruota intorno all’Olandesina, è a Pistoia Sport dal 2019 dove si diverte un mondo insieme a tanti giovani penne del giornalismo pistoiese.

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