Il tecnico di Porretta Terme non è un integralista della tattica e ha sempre adattato il sistema di gioco alle caratteristiche della rosa
Il mercato è ancora lungo e molte caselle devono essere completate, ma una cosa sembra già abbastanza chiara: l’arrivo di Bisoli, ormai sempre più vicino alla panchina arancione, porterà inevitabilmente idee nuove e una diversa interpretazione del gioco. Chi conosce il tecnico emiliano sa bene che le sue squadre hanno sempre avuto alcune caratteristiche ben precise: organizzazione, intensità, equilibrio e grande attenzione alla fase difensiva. Ma come giocherà la Pistoiese 26/27? Prima di parlare di moduli, c’è una premessa da fare.
Pensare a Pierpaolo Bisoli come a un allenatore legato a un unico sistema di gioco sarebbe probabilmente un errore. Nel corso della sua carriera il tecnico originario di Porretta Terme ha sempre dimostrato una grande capacità di adattamento. Non è mai stato un integralista della tattica e in più occasioni ha spiegato che preferisce costruire la squadra attorno alle caratteristiche dei giocatori a disposizione piuttosto che imporre un modulo prestabilito. Le sue esperienze più importanti raccontano proprio questo. Al Sudtirol il marchio di fabbrica era un 4-4-2 estremamente organizzato e difficile da affrontare: 27 utilizzi di questo modulo in due stagioni ed è proprio lì che Bisoli ha raggiunto il suo miglior risultato recente, il sesto posto unito alle semifinali playoff nel 22/23.
Da quel momento però Bisoli ha abbandonato quasi completamente il 4-4-2, sperimentando una varietà insolita di moduli: 4-5-1 al Modena, 4-3-2-1 al Brescia, di nuovo 4-3-2-1 alla Reggiana. C’è poi anche il 3-5-2, che si può intendere quasi come un “modulo d’emergenza”. Questo infatti torna sistematicamente quando la situazione è difficile o la squadra è in difficoltà, come il Cosenza in zona play-out o il Brescia in zona retrocessione. C’è anche da dire che la frammentazione recente degli incarichi ha reso i dati difficilmente interpretabili. La maggior parte delle esperienze recenti sono state da subentrato: sette gare al Brescia, cinque al Modena (fine stagione), sei alla Reggiana.
In contesti così brevi, il modulo riflette spesso le necessità, più che rappresentare una scelta identitaria. Al di là dei numeri, però, le caratteristiche delle sue squadre sono rimaste pressoché identiche: difesa a quattro, compattezza, attenzione alla fase di non possesso, ricerca della verticalità e grande aggressività sulle seconde palle. Per questo motivo molto dipenderà dalla rosa che la Pistoiese riuscirà a costruire nelle prossime settimane.
4-2-3-1 e 4-3-3?
Osservando però i giocatori già confermati e i profili seguiti sul mercato, le soluzioni più probabili sembrano essere due: il 4-2-3-1 e il 4-3-3. Il primo permetterebbe di sfruttare al meglio un trequartista alle spalle della punta, ruolo che potrebbe essere affidato a Campagna o a un eventuale nuovo acquisto, magari ancor più incisivo in zona bonus. Il secondo, invece, consentirebbe di valorizzare maggiormente la qualità e la corsa del centrocampo, con Della Latta come vertice affiancato da Biagi e Rossi in una linea a tre. In entrambi i casi la base di partenza sarebbe una difesa a quattro, con gli under sugli esterni e i giocatori più esperti al centro del reparto. Una soluzione che sembra sposarsi perfettamente con le regole della Serie D e con le caratteristiche della rosa che la società sta costruendo. Più che il modulo, dunque, sarà l’identità a fare la differenza.
Le squadre di Bisoli hanno sempre avuto organizzazione, intensità e solidità come punti di riferimento. E la sensazione è che anche la nuova Pistoiese verrà costruita seguendo questi principi. Partendo dalla porta, il primo tassello è già stato sistemato. Nicolas Giuliani, classe 2007 di proprietà del Pisa, sarà ancora il numero uno arancione. Una conferma importante per una squadra che potrà contare su un portiere giovane ma già affidabile per la categoria. Davanti a lui si sta delineando una linea difensiva che potrebbe mescolare esperienza e gioventù. Al centro, infatti, il tandem composto da Gennari e Lorenzo Saporetti garantirebbe fisicità, leadership e conoscenza della categoria. Due giocatori che, per caratteristiche, sembrano sposarsi perfettamente con il calcio di Bisoli. Pronto, all’occorrenza, anche Accardi, che può di fatto ricoprire tutte le caselle del reparto arretrato.
Sulle corsie laterali, invece, spazio agli under. A destra è già arrivato Antonio Gomez, classe 2008 cresciuto tra Barcellona,Las Palmas e Monza. Sul versante opposto si avvicina Nicola Caccia, esterno mancino classe 2007 che, nonostante la giovane età, può già vantare oltre sessanta presenze in Serie D con la maglia della Virtus Ciserano Bergamo. Attenzione però anche a Tommaso Lagomarsino. Il classe 2006 proveniente dal Mestre può agire da terzino e rappresenta una soluzione particolarmente interessante per duttilità e minutaggio già accumulato in categoria. Tra le quote potrebbe trovare spazio anche Federico Ribello. Centrale classe 2006 cresciuto nella Spal e reduce dall’esperienza con il Cesena Primavera, è un profilo che garantisce prospettiva e qualità e potrebbe rappresentare una valida alternativa nel reparto arretrato, soprattutto nel caso di impiego di retroguardia a tre.
In mezzo al campo il discorso appare ancora più interessante. Della Latta sembra destinato a diventare uno dei punti fermi della squadra. La sua esperienza, la capacità di dare equilibrio e la leadership mostrata nella seconda parte della scorsa stagione lo rendono una pedina fondamentale. Accanto a lui potrebbe trovare spazio Biagi, giocatore che abbina corsa e dinamismo o Rossi, che rappresenta una soluzione affidabile e già perfettamente inserita nell’ambiente. Davanti alla coppia di centrocampo si apre invece una delle questioni più intriganti del mercato arancione.
Il ruolo di trequartista potrebbe essere affidato a Campagna, che nell’ultima stagione ha dimostrato di possedere qualità tecniche e visione di gioco interessanti. Non è però escluso che la società possa intervenire sul mercato per inserire un giocatore con caratteristiche più specifiche per quel ruolo. Sugli esterni offensivi la sensazione è che la Pistoiese possa ripartire da due certezze. Da una parte Federico Russo, reduce da una stagione importante e ancora sotto contratto. Dall’altra Simone Saporetti, giocatore che con Lucarelli ha mostrato tutto il proprio potenziale e che sembra destinato a restare uno dei riferimenti offensivi della squadra.
Resta poi il capitolo centravanti. La permanenza di Kamal Rizq appare tutt’altro che scontata e l’attaccante marocchino sembra ad un passo dalla Cittadella Vis Modena. Per questo motivo il mercato offensivo sarà uno dei temi più caldi delle prossime settimane. I nomi usciti nelle ultime ore – come riportato dai colleghi de La Nazione – sono quelli di Edoardo Marzierli e Matteo Motti, due attaccanti che conoscono bene la categoria e che rappresenterebbero profili importanti per una squadra costruita per stare ai vertici. Naturalmente è ancora presto per parlare di formazione definitiva. Molto dipenderà dalle ultime operazioni di mercato e dalle indicazioni che arriveranno direttamente da Bisoli.
Massimo Taibi sta lavorando per creare un gruppo che dovrà unire esperienza, gioventù, qualità e fame di riscatto. Il mercato è ancora lungo e le sorprese non mancheranno, ma la sensazione è che la strada sembra essere stata tracciata.
(foto da modenacalcio.com)



