La società ha rilanciato il progetto con una rosa costruita per competere. Ora anche la città è chiamata a fare la propria parte, a partire dalla campagna abbonamenti
Archiviato il ritiro, è già tempo di guardare oltre. La Pistoiese ha lavorato, ha iniziato a prendere forma sotto la guida di Pierpaolo Bisoli e il mercato, di fatto, è ormai completato. Dopo il campionato sfumato nella scorsa stagione, la società ha risposto con i fatti, costruendo una rosa competitiva e affidandola a un allenatore di grande esperienza. Adesso, però, la partita non si gioca soltanto sul campo. Tocca anche alla città fare la propria parte. Lo ha detto chiaramente Bisoli nel giorno della sua presentazione: società, squadra, stampa e tifoseria devono camminare nella stessa direzione. Non è una frase di circostanza. È un concetto semplice, ma fondamentale. Per vincere un campionato servono qualità, organizzazione, sacrificio e anche un ambiente capace di sostenere la squadra nei momenti difficili.
La società, fino a oggi, ha dato segnali importanti. Ha investito, ha scelto un allenatore esperto, ha costruito un organico profondo e competitivo. Il direttore generale dell’area sportiva Massimo Taibi, ha portato a Pistoia giocatori del calibro di Corazza, Motti, Contini e molti altri profili di esperienza, senza trascurare il lavoro svolto sugli under, individuando giovani già pronti per la categoria e con prospettive di crescita. Una rosa che dovrà poi dimostrare il proprio valore sul campo, ma che difficilmente può essere considerata inferiore a quella delle principali rivali.
Anche le prime settimane di lavoro sembrano andare nella direzione giusta. La squadra è rientrata ieri dal ritiro di Pievepelago, dove Bisoli ha iniziato a trasmettere la propria identità. Gli arancioni riprenderanno gli allenamenti già nel pomeriggio di oggi, martedì 4 agosto, al campo Turchi, dando continuità al lavoro svolto in Appennino. La prima amichevole contro il Carpi ha mostrato una squadra intensa, organizzata e con idee già abbastanza chiare. Naturalmente è ancora calcio d’agosto e nessuno può permettersi di trarre conclusioni affrettate. Adesso conta soltanto continuare a lavorare.
C’è però un aspetto sul quale anche la città può incidere concretamente. La campagna abbonamenti ha già superato quota 610 tessere nei primi dieci giorni di vendita. Un dato che assume ancora più valore se confrontato con quello della passata stagione, quando, nello stesso arco di tempo, gli abbonamenti erano circa la metà. E questo è un bel segnale. Ma può essere soltanto l’inizio. Pistoia, storicamente, non è mai stata una piazza da grandi numeri sugli abbonamenti. Eppure questa stagione può rappresentare un’occasione diversa. Non si tratta di sposare una causa a scatola chiusa o di rinunciare allo spirito critico. Quello dovrà sempre esistere. Si tratta, piuttosto, di accompagnare una squadra che oggi sembra avere tutte le intenzioni di riportare la Pistoiese dove merita.
Perché fare squadra significa anche questo. Non soltanto società, allenatore, giocatori, stampa e tifosi, ma anche le istituzioni. La questione degli impianti dovrà trovare risposte concrete: la Pistoiese ha dimostrato di voler investire e programmare, adesso servirà che anche l’amministrazione comunale accompagni questo percorso. Come hanno chiesto a gran voce il presiidente Sergio Iorio e l’Ad Fabio Fondatori in un’intervista rilasciata ai colleghi de La Nazione. Solo così un progetto ambizioso potrà avere basi solide per guardare davvero al ritorno tra i professionisti.
Il campo, come sempre, sarà l’unico giudice. Saranno i risultati a dire se il lavoro svolto dalla società sarà stato quello giusto. Ma fino a quel momento c’è una scelta che appartiene a tutti: quella di stare vicini alla squadra. Perché una promozione non si conquista soltanto con gli undici che scendono in campo. Si costruisce anche con una città capace di riconoscersi nei propri colori e di spingere nella stessa direzione. Ed è proprio questo il momento di farlo.
