La truppa di coach Andreazza si raduna davanti ai suoi tifosi. Capitan D’Alessandro: «Essere ad un livello più alto è uno stimolo in più»
Rispetto all’ultima volta in cui le porte del PalaTerme si erano aperte al pubblico, due mesi fa circa per gara-4 di finale playoff, l’atmosfera è un po’ diversa. La passione dei tifosi, circa un centinaio presenti nonostante orario e caldo estivo, è però sempre la stessa. Nuova stagione, nuova categoria e nuovi obiettivi; da lottare per raggiungere il sogno A2 si passa a lottare per difendere quel sogno appena realizzato.
La T Tecnica Gema Montecatini riparte verso la nuova avventura con l’inizio ufficiale delle operazioni di campo: la prima squadra si raduna per la prima volta agli ordini di coach Marco Andreazza per il primo allenamento di un 2026/27 comunque vada storico per il basket termale.
C’è un modo molto semplice per misurare quanto ampia sia l’attesa verso La T Gema nella seconda divisione nazionale. Basta vedere gli spalti, mai così gremiti per gli allenamenti agostani. C’è davvero voglia di assaporare la grande pallacanestro ed imprese ancora più mirabolanti, prima ancora però c’è curiosità per scoprire i volti degli ingressi in squadra. C’è anche molto sollievo e felicità tra gli appassionati rossoblù nel riaccogliere i tanti reduci del campionato da poco vinto in B Nazionale. Prima un paio di saluti ed abbracci con i tifosi e poi via, subito palla in mano per riprendere confidenza con i tabelloni di casa. Foto ufficiale di gruppo ed individuali per tutti, giocatori e dirigenti, nel mentre si fanno le prime conoscenze dei nuovi ingressi: la montagna Pellegrino, l’imponente Lupusor e soprattutto i due americani. Fin dal primo stretching gli occhi di tutti si fermano prevalentemente a fissare Harris e Barnett, su di loro saranno riposte molte delle speranze di salvezza di Montecatini.
L’IMPORTANZA DELLA PRESTAGIONE
La routine di lavoro per il primo allenamento non è stata troppo diversa da quella abitudinale. Riscaldamento, esercizi e primi schemi, niente partitella immediata cinque contro cinque ma questa è una prassi degli inizi. In casa La T Gema però il focus è già settato verso la prima amichevole contro la Fortitudo Bologna, nuovo prestigiosissimo avversario in campionato. Queste settimane di lavoro prestagionale giocheranno un ruolo chiave nella costruzione dell’annata termale, non soltanto per dare a tutto il roster una condizione fisica pressoché ottimale per fine settembre ma anche per abituarlo rapidamente al livello superiore. Non sorprende dunque vedere subito carichi di lavoro abbastanza alti già da adesso, sia sul profilo fisico che mentale.
«Noi siamo gli ultimi arrivati in questa categoria – spiega il capitano de La T Tecnica Gema, Lorenzo D’Alessandro – perciò dobbiamo prepararci perfettamente, non dobbiamo lasciare nulla al caso. Questo significa partire subito sul pezzo ad agosto, metterci un’intensità importante ed una progressione che sia ben calibrata alle nostre capacità. Siamo qui per questo, ogni giorno ed ogni allenamento saranno importantissimi. Essere ad un livello più alto è senza dubbio uno stimolo a fare di più. Per tutta l’estate ho pensato a come fare a ripresentarmi qui nel miglior modo possibile. Ci siamo guadagnati questo traguardo, ce lo siamo meritati e ora ce lo gustiamo dando il massimo per noi, per i nostri tifosi e la nostra società».
Se ai nostri microfoni capitan D’Alessandro rappresenta i ‘senatori’ dello spogliatoio, per il gruppo degli ultimi arrivati si è presentato Ion Lupusor: «Sono venuto qui a Montecatini perché è un progetto giovane, pieno di persone che hanno voglia di fare e di mettersi in gioco. Era un’opportunità che mi stimolava e l’ho colta. Coach Andreazza mi ha parlato molto bene della società, della città e del tifo, quindi non ci ho messo molto a decidere ed ho sposato l’idea. Qui incontro di nuovo anche il mio viceallenatore di quando ero all’Urania Milano, ovvero Cesare Riva (altra grande new entry, nda). Quella di oggi è stata l’occasione di conoscere il pubblico di Montecatini, oltre ai compagni. Abbiamo fatto un buon allenamento, i ragazzi hanno voglia di lavorare e sono più che disponibili: sarà un piacere giocare con loro».
