Il comune incarica uno specialista per valutare la struttura: si lavora sul modello della partnership pubblico-privata
La piscina comunale di via Cimabue a Montecatini è chiusa ormai da nove mesi e, mentre il Comune lavora alle ipotesi per il futuro dell’impianto, l’amministrazione ha scelto di affidarsi a un professionista esterno per fare il punto sulle condizioni della struttura.
L’obiettivo è duplice: da una parte ottenere una valutazione tecnica utile a esaminare le proposte legate alla possibile partnership pubblico-privata per la ristrutturazione e la gestione della piscina, dall’altra verificare con precisione quali interventi abbia effettivamente realizzato negli ultimi anni il precedente gestore.
A seguire la questione sarà l’ingegner Lorenzo Carbonari, professionista con studio a Firenze e una lunga esperienza nel settore degli impianti natatori. Carbonari si occupa anche delle omologazioni degli impianti per conto della Federazione Italiana Nuoto e dovrà analizzare lo stato attuale della piscina e delle opere realizzate negli ultimi anni.
A confermare l’incarico è l’assessore ai lavori pubblici Luca Bini. «L’ingegner Lorenzo Carbonari – spiega Bini – valuterà lo stato dell’arte dell’impianto. In questo modo avremo uno strumento valido per capire la fattibilità delle proposte legate alla partnership pubblico-privata e, allo stesso tempo, potremo verificare l’effettivo svolgimento dei lavori a cui era tenuto il precedente gestore. Questo ci permetterà di avere una maggiore forza contrattuale nei contenziosi in essere».
Il Comune guarda in particolare alla partnership pubblico-privata come possibile soluzione per il futuro della piscina. Si tratta di una forma di collaborazione di lungo periodo tra un’amministrazione e uno o più soggetti privati. Attraverso questo tipo di accordo, pubblico e privato mettono insieme risorse economiche, capitali e competenze per progettare, realizzare, finanziare e successivamente gestire infrastrutture o servizi destinati alla collettività.
