La Pro Patria proverà a tenere il passo della Pistoiese, Lentigione e Cittadella possono sorprendere. Occhio alle ‘varesotte’ e alla Pro Sesto
(da sinistra in alto in senso orario: Pro Patria, Cittadella Modena, Varese e Varesina)
LA FAVORITA: PISTOIESE
Lo abbiamo detto e scritto a più riprese in queste settimane: la Pistoiese parte con i favori del pronostico e il compito di trasformare ambizioni e investimenti in una promozione che lo scorso anno è sfuggita davvero pochissimo. Ed è vero anche nella stagione 25/26 avevamo inserito la Pistoiese in pole position, ma in quel caso la distanza con Desenzano e Piacenza sembrava davvero minima, come poi lo sviluppo dell’annata ha dimostrato, nel caso dei gardesani ovviamente. Per il 26/27 invece l’Olandesina parte avanti a tutti e solo una squadra sembra, sulla carta, poter provare a tenere il passo. La campagna acquisti ha portato in dote rinforzi dalla C come Lorenzo Saporetti, Luperini e Corazza (giusto per menzionarne uno per reparto), uniti alle più che importanti conferme in tutti i reparti. La scelta di Bisoli in panchina è la ciliegina su una torta che quest’anno è davvero gustosa.
LA RIVALE PRINCIPALE: PRO PATRIA
La Pro Patria è la principale nonché probabilmente unica, sulla carta, ‘anti-Pistoiese’. Il nuovo corso societario, dopo la retrocessione dalla Serie C, ha portato entusiasmo e investimenti mirati: la panchina è stata affidata a Mauro Zironelli, tecnico che ha già vinto la categoria col Mestre nel 2016/17, e a sua disposizione c’è una rosa costruita con esperienza e qualità in ogni reparto. Dal Desenzano sono arrivati il centrale Arpino e l’ala Baraye, protagonisti nella promozione dei gardesani, ma occhio anche a Benedetti e Dimarco, fratello dell’esterno dell’Inter. Tanto peso anche davanti, coi gol ‘promessi’ dall’argentino Barranco e dagli esterni Nanni e Siega, provenienti rispettivamente da Lentigione e Chievo. Il valore aggiunto porta la firma nientemeno che di Walter Sabatini, un dirigente che soprattutto a questi livelli non ha bisogno di presentazioni.
OBIETTIVO PLAYOFF: LENTIGIONE, CITTADELLA MODENA, PRO SESTO, VARESINA
Dopo le prime due squadre c’è un quartetto di outsider, le classiche squadre che possono rimanere in alto fino alle ultime settimane, creando non pochi grattacapi alle favorite. Lo sa bene il Lentigione, che pochi mesi fa è andato vicinissimo alla promozione, trovandosi in testa a sole quattro giornate dalla fine. Dodicesima stagione consecutiva in Serie D, una progressione quasi manualistica, quinto posto nel 2023/24, terzo nel 2024/25, secondo alle spalle del Desenzano nell’ultima annata, e la conferma di Ivan Pedrelli, tecnico che ha accompagnato passo dopo passo questa scalata. Come di consueto, il gruppo non è stato stravolto, ma sono state aggiunte le necessarie pedine in modo intelligente: Addiego Mobilio è un attaccante che fa la differenza, così come Mattia Mascanzoni, ex Progresso, chiamati a essere il faro di un attacco che aveva già il terzo miglior bottino realizzativo del torneo.
Il Cittadella Modena arriva da un buon settimo posto e si presenta con uno degli attacchi più importanti del Girone D. Mattia Gori, confermato per il terzo anno di fila, ha potuto contare su un gruppo rimasto in larga parte intatto e su un mercato che ha rivoluzionato solo il reparto offensivo: Matteo Cericola e Kamal Rizq, rispettivamente arrivati dall’Ancona e della Pistoiese, hanno il gol nel sangue, anche se molto dipenderà dalla condizione fisica di Gregoire Defrel, reduce da un biennio in Serie B ma che fino al 2024 giocava con regolarità in Serie A. Impossibile capire, per ora, il suo stato di forma, ma la sensazione è che possa essere una variabile impazzita. E sono comunque rimasti anche altri elementi di valore, come i centrali Boccaccini e Sabotic e i centrocampisti Mandelli e Dodaro.
Anche la Pro Sesto, con Matteo Contini in panchina, si candida a un ruolo da terza incomoda. Il tecnico varesino, quasi 200 presenze in Serie A tra Parma, Napoli, Siena e Atalanta, ha già vinto la D da allenatore con la Pergolettese, e si trova tra le mani una rosa profondamente rinnovata rispetto allo scorso anno. Tra i pochissimi rimasti c’è il talentuoso trequartista Clerici, anche se è soprattutto il mercato in entrata a meritare menzione: ci sono due ex arancioni come Andrea Venturini e David Lordkipanidze, ex Piacenza, ma anche Costantino a guidare l’attacco insieme a Morello. Loro saranno i due esperti che dovranno affiancare i più giovani, e a loro volta nuovi innesti, Ragazzoni e Viscardi.
La Varesina vive una vera e propria rifondazione dopo tredici anni di gestione tecnica firmata Spilli. Il ds Andrea Scandola ha portato con sé Daniele Angellotti in panchina e diversi giocatori chiave dalla Pro Sesto: Polenghi, Pedone e Banfi sono profili che in Serie D possono spostare gli equilibri e che si conoscono già a vicenda. Come spesso accade in questi casi, l’aspetto più difficile, all’inizio, sarà far integrare tra loro i moltissimi ragazzi nuovi. Se questa missione riuscirà nel più breve tempo possibile, allora la squadra che gioca le sfide interne a Venegono Superiore potrebbe essere più di un’outsider.
DA META’ CLASSIFICA: CASATESE MERATE, VARESE, SANT’ANGELO
Tre squadre che non possono accontentarsi della salvezza, ma alle quali manca probabilmente qualcosa per sognare i playoff. Sfiorata la promozione lo scorso anno, la Casatese Merate riparte da Giuseppe Commisso, al quinto anno consecutivo sulla panchina lecchese, dopo un secondo posto conquistato però in un girone diverso da quello attuale. Una rosa ringiovanita, età media sotto i 23 anni, ma con punti fermi come capitan Mattia Isella e il bomber Macoumba Gningue El Hadji. In più, come detto, sono arrivati tanti elementi giovani, sia tra le quote che non.
Andrea Ciceri, confermato dopo aver raggiunto i playoff nella scorsa stagione, guida un Varese giovane e ancora in cerca della propria identità. Una delle certezze è un ex Pistoiese e si tratta di Matteo Barzotti, attaccante sempre difficile da contrastare. Ci sono però anche altri giocatori d’esperienza come il centrale Bruzzone e l’esterno offensivo Cogliati. Il precampionato del Varese ha mostrato carattere ma anche una fase difensiva da registrare, mentre resta da sciogliere il nodo dell’intesa a centrocampo tra Beretta e De Ponti, il primo neo acquisto, il secondo confermato, mai provati insieme.
Il Sant’Angelo incarna la continuità fatta squadra: undicesimo posto lo scorso anno, terzo piazzamento di fila attorno alla metà classifica. Il ds Vito Cera ha scelto un blocco di conferme e un giovane allenatore, Luca Di Lauri, cresciuto alla corte di Andreoletti al Padova in Serie B, per dare una scossa a una regolarità che negli ultimi anni non si è mai trasformata in qualcosa di più. In rosa non manca la qualità: dai centrocampisti Rao, Guerrini e Grandinetti fino agli attaccanti Toldo e Cominetti. Riusciranno i rossoneri a fare finalmente quello step in più?
CERCASI SALVEZZA TRANQUILLA: CREMA, PAVIA, SOLBIATESE, PONTEDERA
Quattro squadre che vorranno mantenere la categoria, possibilmente senza soffrire troppo. Il Crema non è mai andato oltre l’undicesimo posto negli ultimi cinque anni e lo scorso anno si è salvato solo ai playout. Michele Piccolo, confermato in panchina, può però contare su un attacco d’esperienza guidato dal “Re” Giorgio Recino, quasi 300 gol in carriera, affiancato dal ritorno di Nicolò Pagano. Il Pavia, che il 3 novembre compirà 115 anni di storia, ha scelto Pablo Granoche per rilanciarsi dopo una salvezza sofferta ai playout. L’uruguaiano, reduce da una stagione stellare all’Oltrepò, ritrova come uomo simbolo Claudio Poesio, 39 anni e ora anche responsabile del settore giovanile biancazzurro, oltre a tanti giovani che hanno voglia di mettersi in mostra.
La Solbiatese torna in Serie D dopo quindici anni di assenza, ma lo fa senza timori reverenziali. Roberto Gatti, allenatore da undici promozioni in carriera, ha a disposizione un potenziale offensivo importante e un portiere di categoria superiore come Gianmarco Chironi. L’obiettivo dichiarato resta la salvezza, ma la sensazione diffusa è che la neopromossa possa concedersi qualche ambizione in più. Il Pontedera rappresenta la scommessa più radicale del torneo. Dopo quattordici anni di ininterrotto professionismo, i toscani ripartono dalla D con una rosa giovanissima, età media di poco inferiore ai 21 anni, e una fortissima componente internazionale. Sulla panchina l’ex attaccante del Catania Giuseppe Mascara, in attacco Tobias e Lorenzo Del Piero, rispettivamente figlio e nipote di Alex, e in porta Francesco Pio Gattuso, nipote dell’attuale tecnico della Lazio. E poi c’è l’ultimo arrivato: l’ex Cagliari e Roma Victor Ibarbo.
PER RIMANERE IN D: CASTELLANZESE, ARCONATESE, CORREGGESE, OLTREPO, TROPICAL CORIANO
Cinque squadre in questo gruppetto, l’ultimo ‘di merito’, in una categoria che implica ben quattro retrocessioni: sarà una lotta durissima. La Castellanzese arriva da un ripescaggio ottenuto dopo la retrocessione ai playout, la sua ottava stagione consecutiva in categoria. Francesco Bolzoni, ex giocatore anche della Pro Patria, guida una rosa profondissima e giovane, costruita inizialmente pensando a un campionato di vertice in Eccellenza e poi puntellata una volta arrivata la certezza della Serie D. Ritrovata la categoria dopo un solo anno di purgatorio, l’Arconatese ha dominato il proprio girone di Eccellenza con undici punti di vantaggio sulla seconda. Il vero valore aggiunto è Giovanni Livieri, premiato con la Panchina d’Oro la scorsa stagione, che può contare sull’esperienza di Francesco Luoni, passato anche dalla Serie B col Varese, e sui gol di Francesco Giangaspero, mentre saluta Dennis Scapinello, tornato alla Solbiatese.
La Correggese ha vissuto un’estate turbolenta: dopo l’addio lampo di Matteo Vullo, arrivato e ripartito in appena una settimana, la panchina è finita a Nicholas Rizzelli, reduce dal quarto posto in Eccellenza con la Pontenurese. Capitan Luca Siligardi, 38 anni e autentico veterano, sarà chiamato a guidare uno spogliatoio ampiamente rinnovato dopo una salvezza conquistata per un solo punto. L’Oltrepo ripartirà quasi da zero dopo il cambio societario che ha visto Luca Sarsano subentrare a Fabrizio Catenacci, e dopo un valzer di panchina lampo che ha portato ad Andrea Molinelli. Età media di 22 anni e 8 mesi, tanti giovani da valorizzare, e l’obiettivo dichiarato che resta un’unica parola: salvezza. Chiude il quadro il Tropical Coriano, ripescato dopo aver perso i playout proprio contro il Crema, in seguito alla rinuncia del Sangiuliano. Roberto Di Maio, all’esordio assoluto su una panchina di prima squadra, avrà il compito più difficile di tutti: trasformare in fretta un gruppo ancora tutto da scoprire in una squadra capace di reggere l’urto di un girone che non farà sconti a nessuno.
