Pistoiese, Fondatori: «1.645 abbonati, un risultato straordinario. La città crede nel progetto»

L’ad arancione traccia un bilancio della crescita del club: «La Pistoiese è tornata al centro dell’attenzione e ha riacquistato credibilità». Dal lavoro di Taibi e Bisoli al sostegno degli sponsor, passando per infrastrutture e settore giovanile

Milleseicentoquarantacinque abbonamenti. Un numero che, per una Pistoiese impegnata in Serie D, assume un significato che va ben oltre il dato numerico. È da qui che Fabio Fondatori, amministratore delegato arancione, parte per fotografare il momento attraversato dalla società.

Un club che, all’inizio del terzo anno dall’insediamento della proprietà Iorio, prova a misurare la propria crescita non soltanto attraverso i risultati del campo, ma anche nel rapporto con la città, nell’organizzazione, nella comunicazione e nel marketing, negli sponsor e nelle strutture. «È un risultato straordinario, siamo contentissimi e ringrazio tutti gli abbonati. Rappresenta il terzo dato più alto della storia del club. È la testimonianza più evidente del sostegno della città – sottolinea Fondatori – Non ci aspettavamo un risultato così importante, anche perché Pistoia non è una città che per tradizione ha avuto grandi numeri. Proprio per questo siamo ancora più contenti, ma allo stesso tempo un dato del genere ci responsabilizza molto: significa che la città si aspetta cose importanti da noi».

A contribuire al risultato sono state anche le numerose convenzioni attivate dal club. «Quelle con Confcommercio, Confartigianato, Confagricoltura, Arci, CGIL, CISL, e col Pistoia Basket e Dany Basket sono andate benissimo. È un dato importante anche a livello simbolico perché, arrivati al terzo anno di presidenza Iorio, dimostra che la Pistoiese è tornata al centro dell’attenzione della città e ha riacquistato credibilità».

Il seguito ritrovato, secondo Fondatori, non può però essere separato dalle ambizioni mostrate sul piano sportivo. E qui l’ad assegna buona parte dei meriti al direttore generale dell’area sportiva Massimo Taibi: «Va dato merito a Taibi e ai suoi collaboratori per aver fatto una campagna acquisti che ha mandato un segnale importante alla città. Il risultato ottenuto con la campagna abbonamenti non deriva solo dalla crescita del brand Pistoiese: Taibi ha superato se stesso e ha allestito una rosa straordinaria con giocatori che è un piacere veder giocare con la maglia arancione».

Parole importanti anche per Pierpaolo Bisoli. Fondatori ne sottolinea le capacità professionali, ma soprattutto un aspetto meno visibile dall’esterno: «Abbiamo un allenatore eccezionale, un mister che possiede valori umani incredibili, oltre a essere un vero professionista. Faccio un esempio: dopo la partita di Crema ho visto Bisoli andare da Calia. Era un ex della partita e, non avendogli concesso nemmeno un minuto, gli ha chiesto scusa per non averlo fatto entrare. Penso sia rarissimo vedere un allenatore che ha fatto la serie a, da giocatore e da allenatore, che ha questo rispetto verso un ragazzo di 17 anni. Sono dettagli che fanno la differenza e che creano un clima di grande unione nello spogliatoio e nella società».

Il record degli abbonamenti è anche il risultato di un lavoro portato avanti fuori dal rettangolo verde. La Pistoiese negli ultimi anni ha investito sulla propria immagine e sul modo di comunicare con la città: «Noi abbiamo il presidente migliore del mondo. Una persona vera, sincera, innamorata della Pistoiese e un imprenditore internazionale. Quando hai una persona così al vertice il resto viene da sé. Poi c’è stato un grande lavoro di marketing e comunicazione, e non da oggi, anche per merito di Andrea Gherardini, responsabile della comunicazione e di Antonio Stillitano, direttore commerciale. Quest’anno abbiamo trovato i messaggi giusti e indovinato il senso dietro alla campagna abbonamenti. Non finisce qui però. La Pistoiese non è soltanto marketing, c’è sostanza. C’è una società fatta di persone, dai magazzinieri, ai manutentori, ai segretari, ai collaboratori e ai dirigenti, che mettono cuore e passione in tutte le cose che fanno».

Una crescita che riguarda anche l’organizzazione interna: «Siamo partiti dalle macerie e costruire è stato difficilissimo. In questi tre anni abbiamo ricostruito credibilità e autorevolezza intorno alla Pistoiese e oggi abbiamo una società solida. Iorio e Turci hanno portato un modello di efficienza amministrativa e operativa nella gestione. Negli ultimi mesi, comunque, abbiamo cercato di rivedere alcuni aspetti per migliorare la qualità. Il confronto quotidiano con chi ha fatto il professionismo ci ha stimolato». Un confronto che Fondatori considera prezioso proprio per evitare l’autocompiacimento. «Non bisogna mai pensare di essere arrivati. Ogni giorno imparo qualcosa da persone come Bisoli e Taibi e sono convinto che ci aiuteranno a crescere ulteriormente».

Parallelamente, la Pistoiese sta dimostrando di possedere due importanti punti di forza sul piano commerciale: la capacità di consolidare nel tempo il rapporto con i propri partner e quella di attrarre aziende di primo piano anche al di fuori del territorio. «Da una parte riusciamo a convincere i nostri sponsor a investire nel progetto con continuità e con una prospettiva di lungo periodo, come testimoniano il rinnovo quinquennale di Vannucci Piante, autentico pilastro della Pistoiese, e quello pluriennale di ItalBroker. Dall’altra, il club esercita ormai una forte attrattiva che supera i confini territoriali: ne è una dimostrazione l’ingresso di Olivetti Coibentazioni, importante realtà internazionale con sede in Piemonte, che ha sottoscritto un accordo biennale ed è diventata Official Back Sponsor della prima squadra. Senza dimenticare il Consorzio Orange che in un anno e mezzo di vita ha già superato i 50 soci tra imprenditori e professionisti».

Il club, del resto, non è rappresentato soltanto dalla prima squadra. «Abbiamo la For Special, che conta più di 50 tesserati tra giovani e adulti e ha come presidente Stefano Carobbi, una persona che nonostante abbia vinto 2 coppe intercontinentali con il Milan ha una grandissima umiltà e umanità. Ci sono poi il femminile e il futsal, che stanno crescendo nella qualità e nelle ambizioni. Del Futsal si parla forse troppo poco, ma ci sono dirigenti molto bravi».

Uno degli obiettivi riguarda proprio il rapporto con le nuove generazioni. Fondatori conferma quindi un’iniziativa già promossa con ottimi risultati nelle ultime stagioni, che la società ha scelto di rinnovare anche quest’anno: «Proseguiamo nella nostra politica di apertura alle scuole calcio di tutta la provincia. I loro ragazzi saranno sempre nostri ospiti con biglietti gratis in occasione di tutte le partite casalinghe: le società potranno comunicarci entro il giovedì il numero di biglietti richiesti e possono portare al Melani quanti più bambini vorranno. A noi piacerebbe vedere lo stadio sempre più pieno e offrire un segnale concreto di vicinanza al territorio, affinché la Pistoiese torni a essere la squadra del cuore delle nuove generazioni». Un’iniziativa che rafforza il percorso intrapreso dal Club per ricostruire un senso di appartenenza capace di coinvolgere non soltanto chi già frequenta il Melani, ma anche i tifosi di domani.

Resta centrale il capitolo infrastrutture. Sul Melani, Fondatori riconosce i problemi strutturali dell’impianto, ma sottolinea i passi avanti compiuti sul terreno di gioco e nell’accoglienza: «Abbiamo curato meglio il campo e lavorato bene insieme al Comune. Dopo Eurogym il terreno aveva bisogno di essere sistemato a causa del palco che era stato montato e il Comune è stato bravo a imporre all’organizzazione il ripristino. Quando si lavora in sinergia si ottengono risultati e va dato merito anche all’organizzazione di Eurogym di aver mantenuto gli impegni. Anche il pozzo realizzato allo stadio ci ha dato una grossa mano».

I problemi, naturalmente, restano: «È evidente che ci siano criticità strutturali e che servirebbe una manutenzione straordinaria importante. L’impianto è di proprietà del Comune ma noi, piano piano, abbiamo comunque cercato di migliorare il Melani anche nell’accoglienza rendendolo più identitario, colorando di arancione e blu diverse zone dello stadio». Discorso differente per Pistoia Ovest, sul quale la società attende nuovi passaggi con l’amministrazione comunale: «Noi siamo pronti con il nostro progetto di centro sportivo aperto alla città. Aspettiamo di incontrare il sindaco e gli assessori interessati. Siamo d’accordo con il Sindaco sull’organizzare un incontro per parlare del progetto e ci aspettiamo che venga mantenuto quanto dichiarato, ossia che venga fatta l’asta del terreno entro dicembre».

L’analisi dell’amministratore delegato si allarga infine oltre i confini della Pistoiese. Tre anni trascorsi quotidianamente nel calcio dilettantistico gli hanno permesso di toccare con mano difficoltà che, a suo giudizio, stanno diventando sempre più profonde: «In questi anni mi sono reso conto che il mondo dilettantistico è sempre più in difficoltà. Il divario con il professionismo aumenta e i dilettanti sono sempre meno sostenuti e tutelati dal sistema». Fondatori individua alcune cause precise, a cominciare dall’abolizione del vincolo e dagli effetti della riforma dello sport. «Senza vicolo le società perdono il valore del lavoro di formazione che fanno perché i ragazzi possono cambiare società ogni anno. Poi la riforma dello sport dilettantistico ha obbligato le società a stipulare contratti per tante figure operative dai giocatori, ai tecnici, alla segreteria e al magazziniere e questo provoca un enorme aumento dei costi amministrativi. C’è un impoverimento del mondo dilettantistico, mentre il professionismo si prende tutta la torta delle risorse e tende a snobbare queste questioni».

Particolare attenzione viene riservata alle scuole calcio, che Fondatori considera prima di tutto un presidio sociale: «C’è un dibattito sui costi delle rette che rischia di svilire il ruolo delle scuole calcio. Queste oggi rappresentano un’alternativa per tanti ragazzi che altrimenti rischiano di chiudersi in casa davanti ai social. Le scuole calcio e le società dilettantistiche sono presidi sociali, luoghi di aggregazione e di relazione, oltre che il serbatoio dal quale attinge il professionismo. I ragazzi hanno a disposizione istruttori preparati, strutture e servizi per fare sport e tutto questo ha un valore. Ma senza sostegni normativi e economici le società più deboli rischiano di sparire».

Da qui le due proposte che Fondatori ritiene meritevoli di attenzione nel dibattito nazionale: «Ci vogliono azioni concrete di sostegno al calcio dilettantistico anche attraverso una perequazione nella distribuzione dei diritti televisivi di Serie A e Serie B che destini una percentuale alle società che investono sul settore giovanile o nelle infrastrutture. L’altra proposta è contenuta in un disegno di legge attualmente in discussione in Parlamento che prevede un aiuto al calcio dilettantistico e giovanile senza soldi pubblici. Le scommesse sul calcio nei canali di Stato ammontano a 16 miliardi di euro. Il 2% significa oltre 200 milioni, molti di più dei 10 del Totocalcio. Soldi che potrebbero essere destinati alle scuole calcio e agli impianti sportivi. In questo modo si potrebbe fornire un sostegno concreto all’attività giovanile, per esempio attraverso agevolazioni sulle iscrizioni, con la liberazione di risorse che aumenterebbero gli standard di qualità degli impianti e degli allenamenti con benefici straordinari sul miglioramento tecnico dei ragazzi».

Più che una questione strettamente economica, per l’ad arancione si tratta di riequilibrare un sistema che oggi concentra risorse e tutele soprattutto nel vertice: «Sarebbero segnali di solidarietà all’interno del mondo del calcio. Bisogna sostenere le scuole calcio, non limitarsi a puntare il dito contro il costo delle rette. Oggi si privilegia il vertice della piramide rispetto alla base, ma è proprio la base a creare affetto, appartenenza e attaccamento al calcio. Credo sia arrivato il momento di ribaltare questa prospettiva e iniziare a tutelarla davvero».

Fabio Fondatori racconta dunque una Pistoiese che considera la crescita sportiva soltanto una parte del proprio percorso. Il campo rimane naturalmente il centro di tutto, ma l’obiettivo della società è provare a costruire intorno alla prima squadra un club più strutturato e radicato nella città, con l’ambizione dichiarata di farsi trovare pronto anche per categorie differenti.

Emiliano Nesti
Emiliano Nesti
Da sempre pretoriano della tribuna del “Melani”, ama il calcio e crede ancora che una palla a scacchi bianchi e neri possa dettare i versi della poesia d’amore più bella del mondo. Anima blucerchiata e al tempo stesso profondo conoscitore di tutto ciò che ruota intorno all’Olandesina, è a Pistoia Sport dal 2019 dove si diverte un mondo insieme a tanti giovani penne del giornalismo pistoiese.


RISPONDI

Inserisci il tuo commento
Il tuo nome

LE ULTIME

Leggi anche

Emozioni, sorrisi e Basket: la T Tecnica Gema fa festa a Buggiano

La T Tecnica Gema ha incontrato i ragazzi della Locomtiva: un'iniziativa che coinvolge sport e solidarietà Un pomeriggio all’insegna...

Pistoiese, Motti da record ma è sicuro: «Non sono all’apice, Bisoli motivatore»

L'attaccante della Pistoiese ha segnato in ogni partita di campionato fino ad ora: la sua intervista sul momento...

Serie D, vittoria a tavolino del Sant’Angelo: domenica sfida la Pistoiese

Il giudice sportivo ha dato ragione al Sant'Angelo assegnando la vittoria a tavolino contro la Correggese: respinto invece...

La nuova Prima Categoria 2026/27: così riparte il Casalguidi

Il d.s. Capecchi racconta i nuovi gialloblu, scesi dalla Promozione: «Crescere come squadra sarà il nostro obiettivo principale» La...