La T Gema, Andreazza analizza la sconfitta: «Rimango soddisfatto dei ragazzi»

Coach Andreazza dopo la sconfitta nell’esordio: «Non dobbiamo perdere la fiducia, per 20 minuti abbiamo avuto il controllo»

Debutto amaro per La T Tecnica Gema Montecatini, che cade per 59-84 nell’esordio casalingo al PalaTerme contro la Dole Basket Rimini. I rossoblù hanno approcciato bene l’incontro, dimostrando di poter mantenere il ritmo della gara. Sicuramente Rimini ha peccato nella gestione dei primi venti minuti, ma la prestazione dei rossoblù rimane lodevole per l’atteggiamento dimostrato: «Rimini ha vinto con merito, ma noi non ci meritavamo di perdere di 25 punti. Conta il punteggio finale, ma non dobbiamo perdere la fiducia perché per venti minuti abbiamo avuto il controllo costringendo loro a giocare in una maniera a cui non sono abituati. Nel terzo quarto sono successe due cose, abbiamo messo meno energia in difesa, loro si muovevano troppo velocemente, e poi abbiamo sbagliato dei canestri facili che abbiamo concretizzato nel primo tempo. Come tutte le squadre di valore hanno poi avuto gioco facile contro la nostra difesa, che piano piano è calata».

«Sono soddisfatto del lavoro a rimbalzo, dato che indica che non ci siamo arresi. Dall’altra parte noto alcune palle perse regalate che hanno innescato i loro contropiedi, e anche i 12 tiri liberi sbagliati, di fronte ai 38 tirati, avrebbero fatto sì che il gap fosse meno distante».

«STASERA AVREMMO VINTO CON MOLTE SQUADRE»

Il secondo tempo ha decretato, sicuramente, quale delle due squadre in campo fosse la più attrezzata nel momento in cui il ritmo si è alzato: «Rimini è un termine di paragone fuorviante e fine a sé stesso. Per dire una sensazione che ho dentro di me, ma che non è ancora confermata, probabilmente oggi ne avremmo battute tante di squadre giocando così. È anche vero il contrario, perché se smetti di giocare non è detto che anche con le tue contender tu abbia vita facile. Noi dobbiamo essere solo concentrati su noi stessi e prendere i dati oggettivi che questa partita ci ha dato. Potremmo anche giocare sempre così e perdere sempre così, ricordo che tre settimane fa, nello scrimmage contro Bologna, è stata la replica di questa sera».

«Il nostro obiettivo non deve essere di giocare meglio, ma deve essere quello di giocare bene contro un certo tipo di squadre per avere la consapevolezza di poter vincere contro di quelle».

«LE PARTITE DURANO 40 MINUTI»

Una sconfitta dalla doppia faccia per La T Gema Montecatini, che ha visto i termali rimanere al passo nel primo tempo e crollare nel secondo. Coach Marco Andreazza, tuttavia, prenderà in considerazione tutti gli spunti per lavorare durante la settimana: «Prendo tutto quello che abbiamo visto perché le partite durano 40 minuti. Sicuramente il calo avuto è anche a causa dell’elevato dispendio di energie, quando giochi contro squadre fisicamente imponenti è normale. Stiamo anche cercando i nostri riferimenti, qualcuno lo abbiamo trovato mentre qualcuno sta vivendo un momento “sali e scendi”. Non siamo qui a gettare croci a nessuno alla prima giornata di campionato, assolutamente, sappiamo che siamo un gruppo serio e che lavorerà per migliorare».

«NON HO NULLA DA RIMPROVERARE AI MIEI RAGAZZI»

Nel secondo tempo Rimini ha alzato, necessariamente, l’intensità fisica. Questo ha portato al crearsi di alcune situazioni che hanno creato l’importante gap nel risultato: «Qualche situazione di mismatch è nata da scelte tattiche che abbiamo preparato durante la settimana e che si sono proposte stasera. Oltre ai mismatch ho visto qualche situazione difficile da contenere anche tra i pari ruolo, stiamo comunque parlando di giocatori che hanno giocato centinaia di partite in A2. Rimango soddisfatto della prestazione, non ho niente da rimproverare alla mia squadra stasera, se non essere stata, in alcune occasioni, troppo leggera negli appoggi, che ci avrebbero fatto rimanere in partita. Dobbiamo lavorare anche sui tiri liberi, quelli mancati vogliono dire tutto o niente. Il discorso falli è da tenere d’occhio, ma non ha influito sul risultato finale».

Riccardo Rizzuto
Riccardo Rizzuto
Classe 2004, attualmente studente alla facoltà di Scienze della Comunicazione all’Università di Firenze. Vivo il basket sin da piccolo con l’obiettivo di raccontarlo.


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