Nella sconfitta al ritorno in A2 hanno brillato gli americani de La T Gema, mentre è andato in sofferenza il gruppo storico ex-Serie B
La prima volta dopo 18 anni di Montecatini in Serie A2 non è del tutto da buttare, visto l’avversario che ha fatto visita ai rossoblù. La sconfitta però è stata molto dura nel punteggio, motivo per cui non ci sono molte sufficienze tra le file termali dopo il 59-84 imposto a domicilio dalla Dole Rimini. Sono voti che tengono conto anche dell’andamento a due facce de La T Tecnica Gema da grande squadra in partenza ed incolore nel finale. I più positivi sono stati certamente i due Usa, un Harris in grande crescita ed un Barnett con sprazzi di onnipotenza; rimandati invece i senatori, il gruppo dei reduci del titolo di Serie B si è trovato in difficoltà estrema nel momento in cui Rimini, alla prima accelerazione seria della serata, è scappata via definitivamente.
Jordan HARRIS 6,5: Uno dei protagonisti indiscussi del grande primo tempo rossoblù. Dal giocatore un po’ spaesato delle prime amichevoli siamo passati ad un leader ed un attaccante carismatico e variegato. Dai canestri di grande tecnica e verticalità (la schiacciata annullata a metà secondo quarto ha fatto alzare tutti sulla sedia) si è passati al poco o nulla dei secondi 20’, un po’ come tutto il resto della squadra. La buona notizia è che Harris ha fatto ‘l’americano’ per un buon pezzo di gara ed ha smentito chiunque avesse iniziato a dubitare di lui.
Federico BURINI 5: Il suo compito dovrebbe essere uno dei più delicati nelle gerarchie della nuova La T Gema, senza una guida in regia ordinata sarà molto dura fare la differenza. A parte qualche passaggio di una certa difficoltà, la sua presenza però si nota poco e questo è un problema. A ciò vanno poi aggiunti gli 0 punti complessivi e le 2 palle perse. Nelle amichevoli aveva impressionato, oggi è arrivata una bacchettata sui denti che potrà fargli solo del bene.
Mattia ACUNZO 5: Anche per l’ala campana il battesimo con la Serie A2 non va come sognato per lungo tempo. In 16 minuti di impiego il numero 4 non riesce a lasciare la sua impronta, tanto è vero che arriva al tiro in sole due occasioni (va a punto solo dai liberi). Va leggermente meglio in difesa, dove si sbatte affannosamente fermando e non fermando gli avversari. Da Acunzo ci si aspetta di più, non c’è dubbio però che il suo momento arriverà se giocherà con la sua proverbiale ‘cazzimma’. Per ora è rimandato
Ion LUPUSOR 6,5: Quando si dice ‘è l’ultimo ad essersi arreso’. È stata proprio l’ala moldava ex-Urania e Rieti ad essere la più continua dal primo all’ultimo possesso, ponendo sempre il proprio mattoncino sia in attacco che in difesa. 11 punti per lui, molti di questi giunti con giocate e movimenti di un’esperienza tipica di chi conosce la Serie A2 e che sa quello che serve per andare avanti. La sua importanza in squadra è già chiarissima; unico neo il pesante -24 di plus-minus.
Lorenzo D’ALESSANDRO 5,5: Nel caso del capitano il concetto del ‘si è visto poco’ va applicato anche al minutaggio. Solo 10’ minuti di partita per il bolzanino, il quale in questo lasso di tempo non trova il giusto flow per seguire il ritmo imposto da Rimini.
Andrea BARGNESI 5,5: Anche in serate difficili come questa il numero 12 se la cava tirando fuori personalità e sfrontatezza nell’attirare falli. Detto ciò, l’1/4 al tiro non può scagionarlo dalle responsabilità nel crollo di squadra del secondo tempo. È uno dei pochi stasera che si è messo in mostra, come faceva nelle serate di Serie B; però sarà lecito e soprattutto necessario attendersi qualcosa in più in futuro. Da rivalutare ad altro giudizio.
Lorenzo PASSONI 5,5: Quando entra in campo, alla bandiera rossoblù si chiedono semplicemente due cose. Non sono arrivate né un cambio di passo in difesa (negli ultimi due quarti, perché invece nei primi due qualcosa si era visto) né bombe da 3 punti.
Kristofers STRAUTMANIS 6: Rimini si è rivelata una squadra dinamica, con giocatori in grado di ricoprire più ruoli e più compiti. Le è forse mancata l’uomo forte sotto canestro ed è qui che entrato in scena il lettone. Ha preso tanti colpi e tanti ne ha dati, probabilmente non è riuscito a dominare l’area piccola come avrebbe potuto ma è stato tra quelli che ha fatto sussultare di più i cuori del PalaTerme
Francesco PELLEGRINO 5,5: In teoria ci sarebbe il lungo siciliano come indiziato numero uno a governare sotto le plance, fin da subito però sembra troppo lento ad attaccare il ferro e viene contenuto. Il suo rendimento sale nella parte centrale del match, poi è tra quelli che soffre più di tutti nel finale finendo con poche energie e poca lucidità. Per qualche lettura geniale ce ne sono troppe altre facilmente leggibili. Rimandato anche lui
Marquis BARNETT 7: Al contrario l’americano è l’unico promosso a voti pienissimi, sebbene pure lui perda la bussola tra terzo e quarto quarto. Il pubblico termale cerca un fenomeno ed i 16 punti del primo tempo, in particolare il modo con cui questi punti vengono prodotti, sono da fenomeno. Quella mostruosa stoppata in rincorsa su Denegri aveva fatto impazzire tutti i presenti, quel gioco da 4 punti in precario equilibrio sulla sirena dell’intervallo lungo aveva forse illuso in molti al colpaccio; invece resterà solo un’illusione
Coach Marco ANDREAZZA 6: Questo non è il tipo di sconfitte che può far vacillare le speranze e le certezze del sistema La T Gema, nemmeno se il passivo finale è di -25. Coach Andreazza lo sa ed è grazie a lui ed il suo staff se i rossoblù hanno avuto quell’impatto ad inizio gara. Evidentemente Montecatini non è ancora in grado di reggere il livello di intensità e di livello mentale degli ospiti, molto più elevato rispetto a quanto visto nelle amichevoli (compresa quella proprio contro Rimini, che ebbe un andamento abbastanza simile alla sconfitta odierna). Il sistema difensivo ha retto finché le rotazioni avversarie hanno dato un surplus di energia che al contrario La T Gema non ha trovato. In attacco, era quasi impossibile pensare dopo gli sfavillanti primi 20’ che la squadra non sarebbe arrivata oltre i 60 punti. Forse però è proprio da questi primi 20’ che bisogna ripartire in settimana, sulle buone spaziature trovate e sui pochi tiri puliti concessi ad una super-potenza come Rimini.
