Lumos Pistoia, un cantiere ancora aperto: con Torino netto passo indietro

I biancorossi steccano l’esordio alla Lumosquare: approccio negativo, difficoltà nell’intesa e poca fluidità in attacco. Difesa e conoscenza reciproca i tasti su cui battere

Risultato a parte, l’esordio con Livorno aveva fatto ben sperare. Al cospetto di una delle serie candidate alla promozione, la Lumos Pistoia aveva tenuto bene il campo, mettendo in piedi una difesa aggressiva e solida. Da buttare difatti vi era “soltanto” la cattiva gestione delle ultime azioni, costata la gara del Modigliani. Per questo motivo, la prima alla Lumosquare contro Torino avrebbe dovuto rappresentare l’occasione perfetta per completare la precedente prestazione e conquistare il primo successo stagionale in campionato. Il debutto di fronte ai tifosi biancorossi è stato al contrario il materializzarsi di un incubo ormai da tempo ricorrente e un netto passo indietro rispetto a quanto visto una settimana fa.

UN APPROCCIO “INACCETTABILE”

Le vittorie casalinghe sono diventate ormai un miraggio nelle ultime due stagioni e anche in questa annata l’inizio non è stato certo dei migliori. Per una squadra intenzionata a mantenere le avversarie sotto la soglia dei 70 punti (anche per le caratteristiche stesse del roster), subirne 30 soltanto nel primo quarto (49 all’intervallo lungo), è semplicemente “inaccettabile“, come ammesso dallo stesso coach Franco Ciani nel post gara. Pistoia ha approcciato la gara con poca intensità, rimanendo forse sorpresa da una Reale Mutua concentrata e estremamente precisa al tiro. Il match è presto scivolato tra le mani dei gialloblù, capaci di mantenere la barra dritta anche quando i biancorossi – trascinati da Filloy e Schina – sono riusciti a rimettere la testa avanti. Sul 61-58, la Lumos ha mancato del killer instinct necessario a chiudere la contesa e Torino ha inflitto un parziale di 9-0 risultato poi decisivo.

Il rammarico è elevato, sia per non esser riusciti ad affermarsi di fronte ai 2316 tifosi accorsi per la prima sfida casalinga di stagione, sia perché non si è riusciti ad approfittare di una situazione sulla carta favorevole. I piemontesi erano infatti ridotti all’osso, con una rotazione molto limitata: nove i giocatori a referto, ma Thiago Villar e l’ex Del Chiaro hanno totalizzato appena 14 minuti complessivi sul parquet. La differenza sostanziale si è vista soprattutto nel contributo delle due coppie di USA. Se da una parte Allen e Harvey sono rimasti un rebus irrisolvibile per la fragile difesa di Pistoia, dall’altra Ajayi e Walker non sono riusciti ad incidere, specialmente nel primo tempo. In termini prettamente numerici parliamo di 48 punti contro 26. Fronte italiani, bene Matteo Schina (19 punti e l’ultimo a mollare) e Ariel Filloy (autore del break più importante nel primo tempo). Ancora in ombra Leonardo Bettiol e Lorenzo Saccaggi, poco utilizzati invece Simone Zanotti e Aristide Mouaha.

LAVORARE PER CONOSCERSI

La sensazione dunque, nonostante le prime buone impressioni di Livorno, è che la Lumos sia ancora un cantiere aperto. I cambiamenti in estate sono stati molteplici, dalla panchina a gran parte del roster, e la conoscenza reciproca del gruppo non sembra ancora aver raggiunto un livello adeguato. L’intesa tra i singoli è apparsa ancora insufficiente, tanto in attacco quanto in difesa, dove troppe sono state le incomprensioni. Tante le difficoltà soprattutto nel tagliare fuori gli avversari, concedendo ben 15 rimbalzi d’attacco a Torino. Sull’altro lato del campo invece, Pistoia non è riuscita a costruire numerose azioni corali, affidandosi troppo spesso a giocate dei singoli, creando dal palleggio o in 1vs1 (vedi i soli 13 assist a fronte dei 23 dell’avversaria).

Una fragilità difensiva e un disordine offensivo sui quali lavorare duramente in palestra, perché il prossimo impegno metterà di fronte i biancorossi ad una delle sette squadre a punteggio pieno: la Real Sebastiani Rieti. Pur essendo ancora troppo presto per esprimere giudizi sommari su giocatori e staff tecnico, Pistoia dovrà ritrovare al più presto la via del gioco e del risultato, per lasciarsi definitivamente alle spalle i fantasmi delle ultime stagioni, che sembrano ancora aleggiare minacciosamente in via Fermi. Non può essere tempo di processi o decisioni forti in casa biancorossa dopo appena due giornate di campionato, deve però essere il momento per riflettere attentamente su cosa non sia andato fin qui e migliorare il più rapidamente possibile. La scorsa stagione insegna: rischiare di essere risucchiati sul fondo della classifica può complicare il cammino e rendere poi molto più impervio risalire verso la cima.


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