Lumos Pistoia, difficoltà offensive e poco spirito combattivo: urge una svolta

Tre sconfitte in altrettante giornate, il secondo peggior attacco della A2 e un’identità ancora da trovare. Domenica nuova occasione per rialzare la testa

Di partenze segnate da strisce negative, non ne è certo nuovo il Pistoia Basket. Ed anzi, ripensando a quanto accaduto in storiche stagioni di massima serie come la 2013/14 e la 2023/24, iniziare il campionato così fa quasi “ben sperare”. Furono persino quattro in entrambe le occasioni i KO di fila per le squadre di Paolo Moretti e Nicola Brienza, in annate poi marchiate a fuoco nella storia del club. L’auspicio è che anche coach Franco Ciani possa riuscire a risollevare una squadra che ad oggi, nonostante lavori insieme da agosto, non sembra ancora avere un filo conduttore nel suo esprimersi in campo.

ALLARME ATTACCO

Chiudendo il discorso sulle strisce negative agli inizi di una stagione, per ritrovare una partenza da tre sconfitte consecutive in seconda serie, dobbiamo invece tornare alla Legadue 2007/08, quando la neopromossa Pistoia ebbe bisogno della quarta gara per sbloccarsi. Anche quella stagione comunque, proseguì in maniera positiva, con i biancorossi giunti settimi ed eliminati al primo turno playoff da Reggio Emilia. Tornando ai giorni nostri ed analizzando la sfida di Rieti, la sensazione è quella di avere di fronte una squadra ancora una volta inconcludente, poco aggressiva e per niente lucida nei momenti clou della partita.

Anche al PalaSojourner, la Lumos ha incassato troppi punti nel primo tempo (45) per un roster basato sulla difesa e che, finora, non sembra avere così tanti punti nelle mani. Le maggiori bocche da fuoco sono rimaste piuttosto all’asciutto, con Caleb Walker sicuramente più in palla in terra laziale ma ancora non al livello atteso. Proprio qui risiedono le maggiori difficoltà dei biancorossi in queste prime uscite. Pistoia ha il secondo peggior attacco del campionato con appena 69.7 punti di media segnati a gara, davanti alla sola Gemini Mestre (67.3). Che la squadra fosse stata improntata più sul proteggere il ferro che sull’attaccarlo era chiaro fin dal principio, certo però uno scatto da un punto di vista offensivo è lecito aspettarselo. La Lumos fatica tremendamente nel costruire azioni corali, dovendo troppo spesso affidarsi a scorribande solitarie. Altra statistica che fa drizzare le antenne non può che essere la percentuale da oltre l’arco. Il 4/22 dai 6,75 (18%) è un altro dato allarmante, che certifica Pistoia come peggior squadra del campionato in questo fondamentale con appena il 23% totale (16/69) di realizzazione da tre.

In generale poi, a mancare è stato il mordente necessario per azzannare la partita nei momenti di crisi di Rieti. Pistoia era stata peraltro brava a reagire anche sotto di 12 lunghezze, ricucendo con pazienza lo svantaggio fino al -1. È stato in quel momento che ai biancorossi è mancata la cattiveria agonistica necessaria per mettere le mani sulla partita. La confusione nelle azioni finali ha al contrario confortato i padroni di casa, capaci di prendere nuovamente il largo e chiudere la contesa.

TRA ASSENZE E INGENUITÀ

Sicuramente gli acciacchi fisici non hanno aiutato coach Ciani, costretto poi a dover rinunciare nel corso della gara anche ad Ajayi (espulso) e Bettiol (cinque falli). Senza Capitan Saccaggi e con sia Benetti che Mouaha a mezzo servizio, Pistoia non arrivava a Rieti certo in uno stato psicofisico ottimale e le ingenuità dei due suddetti lunghi biancorossi hanno accorciato ancor più le rotazioni. Due membri di un reparto da cui in una partita come questa ci si aspettava tanto, tanto di più. Coach Fabrizi ha infatti dovuto rinunciare oltre al lungodegente Jerkovic anche a Bartoli, difatti affrontando la Lumos senza i due numeri 4 del roster.

Sembrava dunque la serata giusta per vedere finalmente prove migliori da parte di Bettiol e Ajayi, ma così non è stato. Al netto dell’uscita anzitempo dal parquet, entrambi fino a che erano stati in campo non erano riusciti ad incidere granché sulla gara. Ancora troppo morbido il centro veneto, mentre lo statunitense continua a peccare nelle scelte difensive. Migliori risultati sono arrivati poi con l’utilizzo di Zanotti da pivot, in generale tra i più positivi di questo complicatissimo inizio di campionato. Pistoia non è riuscita a sfruttare il netto vantaggio in area (ben 13 i rimbalzi offensivi catturati), dovrebbe avrebbe potuto e dovuto sfruttare meglio le mancanze reatine.

Segnali confortanti sono arrivati da Benetti, tra i più intensi, e dal solito Filloy, i cui ingressi dalla panchina cambiano sempre l’equilibrio della gara. Passo indietro da registrare per Schina, mentre si attende ancora un sussulto da Pollone. Inevitabile infine aspettarsi di più da Walker, sì stavolta più prolifico ma ancora con tanti errori dal campo.

NUOVA OCCASIONE IN CASA

Ma pur essendo molte più le cose negative da evidenziare rispetto alle positive, non può e non deve trovare spazio il disfattismo totale. È vero, le attese sulla stagione appena iniziata erano parecchie. Roster costruito rapidamente con tanti nomi di rilievo in mano ad un coach di enorme esperienza e riconosciuta bravura nel panorama nazionale. Dopo tre giornate invece, la squadra non decolla, raccoglie solo sconfitte e soprattutto sembra mancare di spirito combattivo. Il tempo però è dalla parte dei biancorossi, con ancora 35 giornate da disputare e i grandi margini di crescita di questo gruppo.

Tra una settimana c’è una nuova ghiotta occasione per sbloccarsi, stavolta davvero da non sbagliare. Alla Lumosquare infatti domenica arriverà la neopromossa Vigevano, come i biancorossi ancora senza vittorie dopo le prime tre giornate. La fiducia in coach e squadra resta ma i risultati non potranno farsi attendere ancora molto. Per Pistoia urge ritrovare una vittoria, invertire il trend e rilanciarsi con ritrovata serenità in questa A2 fin qui così turbolenta.


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