Le parole di Mattia Acunzo a La Nazione: «La Fortitudo è una delle squadre più forti. Al PalaDozza ho ricordi bellissimi»
Due sconfitte interne e un successo esterno a Sassari: questo il ruolino di marcia de La T Gema nelle prime tre giornate di Serie A2. E sabato i rossoblu saranno attesi da un’altra trasferta difficilissima, al PalaDozza contro la Fortitudo Bologna. Un luogo che riporta alla mente ricordi dolcissimi, legati alla conquista della Coppa Italia nel marzo 2025. Il passato però è passato e la memoria di quella sera dovrà servire da spinta per affrontare l’impegno contro la Effe, come ha ricordato Mattia Acunzo sulle colonne de La Nazione.
«Tornare al PalaDozza riporta inevitabilmente la mente a quella sera. Fu un momento fantastico, anche se in quell’occasione mi infortunai: sono cose che nello sport capitano, ma i successi rimangono in bacheca. Da allora però tanto è cambiato e sono veramente felice della crescita che ha fatto il club in questo anno e mezzo. Veniamo da un biennio stupendo e anche a livello personale c’è stata una svolta: quando ho firmato per La T Gema provenivo da una retrocessione dalla B Nazionale, oggi sono a giocare in Serie A2. Sulla partita dico che sarà durissima, la Fortitudo è tra le squadre più forti di questo campionato e soprattutto in casa sono veramente difficili da sfidare».
Acunzo ha poi parlato sia dell’impatto con la nuova categoria che del proprio rendimento personale. «Il livello di questa A2 è molto alto, c’è una differenza importante sia tecnica che fisica rispetto alla Serie B. Per quanto mi riguarda sto cercando di mettermi, come sempre, a disposizione della squadra, sapendo che per reggere l’urto serve essere più ‘cattivi’: alla prima distrazione gli avversari ti puniscono. Dopo la promozione sono cambiate anche le richieste del coach, che vuole che in attacco apra maggiormente il campo per Barnett e Harris. Ma come dico sempre faccio quel che serve alla squadra, anche giocare da centro come è successo in emergenza nella scorsa partita. I nuovi compagni? Mi hanno fatto tutti un’ottima impressione. Guardo da vicino soprattutto Pellegrino e Lupusor, cerco di imparare da giocatori di qualità come loro. Ma anche i due americani si sono subito trovati fin da subito bene nello spogliatoio».
