Andreazza verso la Fortitudo: «Partita difficile, a Bologna per provarci»

Coach Marco Andreazza ha presentato la sfida di sabato sera contro la Fortitudo Bologna: «Dobbiamo essere solidi nei momenti di difficoltà»

La T Tecnica Gema Montecatini si prepara ad affrontare la seconda trasferta di questo campionato. L’avversaria è, con ogni probabilità, la squadra più forte di tutto il campionato, la Fortitudo Bologna. I termali vengono da una prova difficile, dove i segnali mostrati sono stati ottimi ma Brindisi ha fatto vedere quali sono le qualità di una squadra che punta alla promozione. La sfida contro la “Effe” non sarà affatto semplice, ma Montecatini ha voglia di tentare un’altra impresa: «Affrontiamo un’altra partita complicata – spiega coach Marco Andreazza -, la squadra ha lavorato bene in vista di questa gara. Come ho detto più volte in questo inizio di campionato noi stiamo cercando di costruire qualcosa, questo match richiederebbe settimane di preparazione per arrivare, forse, pronto».

«Possiamo analizzarla anche dal punto di vista personale – continua il tecnico rossoblù -, perché giocare contro i migliori giocatori di questa categoria è sicuramente uno stimolo per i nostri ragazzi, per chi ha meno esperienza e per chi ha lavorato una vita in Serie B per poi giocare in un palcoscenico come il PalaDozza».

«A BOLOGNA PER PROVARCI»

Il calendario iniziale per La T Gema prevede 5 sfide (le 3 passate, e poi Fortitudo e Avellino) con un coefficiente di difficoltà molto alto. Marco Andreazza nelle varie conferenze stampa ha sempre parlato di un processo di crescita e di solidità. Mettersi a confronto con delle realtà già affermate in Serie A2 può essere sicuramente un vantaggio per il tecnico rossoblù: «I margini di miglioramento ci sono e ci saranno fino all’ultima giornata. Noi stiamo lavorando e stiamo costruendo una realtà, sapevamo di avere un inizio difficile nelle prime cinque gare e siamo stati bravi a portare via due punti da Sassari. A mio parere il margine di miglioramento è tanto, è ovvio che perdere a Bologna non sarebbe una tragedia ma non vogliamo scendere in campo con quell’atteggiamento. Vogliamo andare al Paladozza e provarci, sempre con umiltà».

«Troviamo una squadra fortissima, un ambiente elettrizzante e un allenatore preparato. Vediamo cosa dirà il campo e quali saranno le difficoltà che ci metterò davanti la partita nel corso dei 40 minuti. Nelle prime tre mi sarebbe piaciuto incontrare anche una delle nostre contender per misurarci con una realtà più alla nostra portata, ma queste considerazioni lasciano il tempo che trovano visto che di partite facili in questo campionato non ce ne sono. Dobbiamo fare fronte comune e cercare di essere più solidi nei momenti di difficoltà, consapevoli che domani ce ne saranno molti».

«PREPARARSI ALL’IGNOTO»

Dopo la sfida contro la Fortitudo, La T Gema si preparerà ad affrontare la sua prima infrasettimanale dell’anno contro Avellino, per poi tornare al PalaTerme contro Cento. Una partita, quella contro i campani, altrettanto difficile, sarà poco il tempo a disposizione di Andreazza e del suo staff per preparare la gara: «L’unica cosa che cambia è il tempo, lì si vedrà la capacità di sintesi e di concentrazione dei ragazzi nell’affrontare qualcosa di nuovo. Dovremo essere pronti contro l’ignoto, sarà un bel banco di prova per la nostra squadra».

«COINVOLGERE TUTTI»

La prova stellare di Barnett nella gara contro Brindisi ha messo in chiaro che è lui il principale terminale offensivo rossoblù. Ad ogni modo, per il coach de La T Gema, tutti devono essere coinvolti per arrivare al successo: «Non esistono salvatori della patria. Noi dobbiamo aumentare il livello di pericolosità di tutto il gruppo – spiega Andreazza -, Marquis (Barnett) ha delle qualità nel crearsi dei tiri fuori dal sistema, la chimica sta in quello e dobbiamo continuare a lavorare sotto questo aspetto. I possessi durano tendenzialmente 24 secondi, è ovvio che laddove il sistema non funziona è il giocatore di talento a creare un vantaggio. Stiamo lavorando per coinvolgere anche gli altri nelle prime opzioni, è una cosa di cui abbiamo bisogno».

Riccardo Rizzuto
Riccardo Rizzuto
Classe 2004, attualmente studente alla facoltà di Scienze della Comunicazione all’Università di Firenze. Vivo il basket sin da piccolo con l’obiettivo di raccontarlo.


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