Sconfitta che lascia l’amaro in bocca a La T Gema, che ha reagito nella gara contro Avellino. Andreazza: «Dobbiamo farci trovare pronti»
Coach Marco Andreazza analizza la sconfitta nel turno infrasettimanale contro la Halley Campania Avellino. Per il tecnico rossoblù sono stati decisivi i primi 20 minuti, in cui gli irpini hanno preso il largo. Rimane comunque l’ottima reazione di Montecatini nella seconda parte di partita, che Andreazza considera un punto da cui ripartire: «Avellino ha dato subito la prima spallata, dove si è scavato quel solco che ha condizionato tutta la partita. Sono stati bravi loro ad entrare in campo nonostante l’assenza dell’ultimo minuto di Mollura, un giocatore importante nello scacchiere di Avellino. Hanno trovato situazioni semplici visto il nostro approccio “soft” – continua Andreazza -, poi anche spinti dall’orgoglio abbiamo iniziato a giocare. La breve storia di questo campionato ci insegna che nel momento in cui abbiamo subito il primo svantaggio abbiamo abbassato la testa e non abbiamo reagito, questa volta è stato il contrario».
«Abbiamo capito quale fosse il quintetto da cavalcare per essere più umili, per provare ad opporci alla qualità tecnica di Avellino. Se Lupusor avesse messo quella tripla dall’angolo in fondo staremmo parlando di un passivo diverso, ma Avellino ha vinto con merito. La nota positiva della nostra gara è stata la reazione negli ultimi minuti».
«ABBIAMO UN NUCLEO ABITUATO A VINCERE, LA SCONFITTA DA FASTIDIO»
Questo periodo di adattamento alla Serie A2 non riguarda solamente gli aspetti tecnici e fisici. Per dei giocatori che hanno passato gran parte della propria carriera in Serie B Nazionale, giocando in squadre che puntavano alla vittoria, è difficile anche abituarsi ad arrivare in un campionato nuovo con aspettative diverse: «Abbiamo avuto un inizio shock vedendo il calendario – ironizza Andreazza -, tolte la Libertas e Pesaro abbiamo trovato tutte le contendenti. Abbiamo tenuto un nucleo storico che si deve rifare la mano in A2. Abbiamo giocatori abituati a vincere, Burini ha vinto qui, Strautmanis e D’Alessandro a Vigevano e Bargnesi con me a Livorno, la sconfitta fisiologicamente da fastidio. Non vogliamo piangerci addosso, vogliamo che queste sfide ci tornino utili nelle partite più “abbordabili”».
Uno sguardo anche alla sfida di Cento: «Ora è il turno di Cento, ma non è una gara da sottovalutare. Rimane una partita tra due squadre che, ad oggi, si equivalgono in classifica. Anche se la partita non dovesse avere esito positivo vogliamo vedere un miglioramento, questo è un campionato lunghissimo ma dobbiamo farci trovare pronti. Cento arriverà con la voglia di rifarsi dopo la pesante sconfitta contro Pistoia, quindi vediamo come andrà e cosa ci dirà il campo».
«ABBIAMO BISOGNO ANCHE DI HARRIS»
Se da una parte i rossoblù si godono la grande prestazione di Marquis Barnett, coach Andreazza pone un occhio anche su Jordan Harris. Il numero 1 rossoblù, infatti, non ha brillato in fase offensiva, quando invece, un americano come lui, dovrebbe avere molti punti tra le mani: «La buona prova di Barnett è indubbia, sta cercando di pulire il gioco in attacco e di essere sia la prima opzione che di creare per gli altri. I 30 punti sono una prestazione buona, anche al netto di 6 palle perse. Gli 0 punti di Harris sono un “problemino” che per ora possiamo cercare di correggere noi, deve essere un po’ più intraprendente. Per ora non è un grande problema perché è un ragazzo serio e sono sicuro che si impegnerà per risolvere la situazione, poi ovviamente quando andiamo in campo parlano anche i numeri».
«Oggi non mi sento di dare alcuna colpa ai miei playmaker, bisogna che chi gioca si prenda più responsabilità per sé stesso. Non voglio creare un caso, ma andando avanti abbiamo bisogno delle prestazioni anche di Harris, oggi è rimasto seduto nel finale perché D’Alessandro ha dato una bella impressione».
