La T Gema, D’Alessandro: «Dobbiamo rimanere sempre pronti»

Così il capitano de La T Gema sul periodo attuale dei rossoblù: «Non dobbiamo perdere la fiducia, è un processo che richiede costanza»

La T Tecnica Gema Montecatini sta attraversando un periodo difficile, ma che ha comunque lasciato intravedere dei buoni segnali da parte di tutta la squadra. Nonostante il record negativo, i termali hanno dimostrato un buon adattamento alla categoria seppur peccando di continuità nei 40 minuti. Proprio sul momento attuale dei rossoblù ha commentato Lorenzo D’Alessandro, giocatore alla sua terza stagione in maglia rossoblù e capitano della squadra: «Conosciamo il periodo attuale, stiamo combattendo in “trincea” con l’elmetto. Ogni giorno lavoriamo duramente per tornare al risultato utile. È stato un adattamento, anche a livello personale, tosto inizialmente – continua D’Alessandro -, dovevamo capire il nostro ruolo all’interno di un gruppo parzialmente rinnovato e dopo queste prime partite stiamo trovando la quadra».

UNA NUOVA DIMENSIONE

Non è un segreto che il ruolo di D’Alessandro sia stato uno dei più influenzati dall’arrivo degli americani Barnett e Harris. I minutaggi, visto il ruolo che i due stranieri ricoprono sul campo, sono calati, ma il capitano de La T Gema ha ora ben chiaro il suo compito: «Più partite giochiamo e più capiamo cosa ci viene chiesto. Nel mio caso, rispetto all’anno scorso, mi devo concentrare molto sulla difesa visto che molti punti passano da Barnett e Harris. Contro Avellino e Cento mi sono spesso ritrovato a prendere delle marcature difficili, ritengo che sia un ruolo che mi calza bene e con lo staff lavoriamo anche in funzione di questo. Nelle ultime partite – continua D’Alessandro – sto trovando anche maggiore continuità in attacco, grazie agli americani abbiamo più spazi per giocare da esterni. Mi sto evolvendo nel classico “3&D“, specialista della difesa e del tiro dall’arco».

«CAMBIARE L’IMPRINTING DELLA PARTITA»

Il ruolo principale di un capitano, in qualsiasi sport di squadra, è quello di essere un trascinatore. Non essendo sempre in campo come l’anno scorso, D’Alessandro sta imparando anche a gestire questo ruolo e a impattare al meglio la partita durante il minutaggio a lui concesso: «Rispetto all’anno scorso il mio ruolo è cambiato, questo è innegabile. Devo dare un impatto positivo e trasmettere serenità in campo. Avendo un minutaggio diverso non sempre posso farlo stando in campo, ma lo posso fare con l’approccio mentale, vedendo chi è in difficoltà e aiutando a cambiare l’imprinting anche da fuori. È un compito che devo imparare a fare sempre meglio».

«Da capitano – continua D’Alessandro – il messaggio che cerco di dare è che, se entro anche per pochi minuti, devo dare il massimo. Offensivamente può essere marginale, però l’approccio deve essere quello. Anche la comunicazione è una parte che ci manca e che dobbiamo fare meglio, io in primis da capitano devo guidare anche sotto questo aspetto».

100 VOLTE IN ROSSOBLÙ

Nel basket moderno non è semplice vedere dei giocatori raggiungere dei traguardi come quello che D’Alessandro e Burini hanno conquistato durante questa stagione. I due giocatori hanno raggiunto le 100 partite giocate con la maglia de La T Tecnica Gema. Un traguardo che i tifosi hanno ben pensato di festeggiare con una sorpresa per entrambi: «È stata una sorpresa gradita e inaspettata, ha fatto molto piacere sia a me che a Federico (Burini). Nel basket di oggi non è convenzionale vedere questo tipo di cose, per questo ne andiamo fieri. Personalmente Montecatini è la tappa migliore della mia carriera, non solo per la parte cestistica e per tutti i trofei che siamo riusciti a vincere, ma anche perché dietro a tutto questo c’è una vera e propria famiglia».

Il capitano de La T Gema è poi tornato a parlare del gruppo squadra: «Questo si riflette anche su chi fa parte dell’organico, chi è arrivato quest’estate è stato scelto non solo per le sue qualità cestistiche ma anche per quelle umane. Con gli italiani non abbiamo avuto la minima difficoltà a rapportarci, gli americani (Barnett e Harris) sono ragazzi che hanno uno stile di vita diverso da noi ma sono molto disponibili. A un certo livello l’approccio personale è diverso, siamo professionisti».

«SEGUIRE IL PIANO PARTITA»

Il vero problema durante queste prime partite della stagione per La T Tecnica Gema Montecatini è stata la gestione dei secondi venti minuti di gara. I rossoblù, nonostante le ottime qualità dimostrate contro squadre di alto livello, non sembrano riuscire a mantenere il ritmo per una partita intera. Andando verso una parte importante della stagione, D’Alessandro si è espresso anche sotto questo punto di vista: «Dobbiamo essere più precisi nel seguire quello che prepariamo durante la settimana. Abbiamo difficoltà nel rispettare per 40 minuti il piano partita, e sicuramente in parte è dovuto al fatto che il livello si è alzato con il cambio categoria, le altre squadre ci mettono una frazione di secondo ad adattarsi. Sembra una banalità, ma stiamo facendo fatica sotto questo aspetto e dobbiamo migliorare, e si vede perché si trasforma in alti e bassi».

«Queste sconfitte non ci devono togliere fiducia, se uno vede il nostro percorso abbiamo conquistato due punti nonostante un avvio di calendario difficile, anche se dispiace per l’occasione sprecata con Cento. Dobbiamo avere la fiducia e la capacità di non disunirci nonostante non stiamo facendo risultato e soprattutto dobbiamo arrivare pronti ai big match e agli scontri diretti, rimanere pronti è fondamentale. Sono cose che, sono sicuro, miglioreranno col tempo, nonostante il gruppo sia per gran parte quello dell’anno scorso abbiamo aggiunto delle nuove pedine e le stiamo integrando. È un processo che richiede tempo e costanza».

Riccardo Rizzuto
Riccardo Rizzuto
Classe 2004, attualmente studente alla facoltà di Scienze della Comunicazione all’Università di Firenze. Vivo il basket sin da piccolo con l’obiettivo di raccontarlo.


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