Uno campione in Ncaa, l’altro nel baratro con Siena: il weekend agli antipodi dei Moretti

Mentre Moretti jr festeggia lo storico titolo (da protagonista) di Big 12 Conference con Texas Tech, Paolo vive le ore più buie con la Mens Sana, che rischia seriamente l’esclusione dal campionato

«In uno dei weekend più tristi della mia carriera sportiva di allenatore, una delle notti più emozionanti da padre».

Le parole più intense dopo la grande notte di Davide Moretti, trascinatore dei suoi Red Raiders di Texas Tech allo storico titolo di Big 12 Conference, arrivano da babbo Paolo. E inquadrano in un attimo lo strano weekend della Dynasty Moretti, una famiglia col basket nel sangue, dna cestistico di alta scuola passato da padre a figlio.

Che dopo settimane a tinte forti da una parte all’altra dell’Oceano, tanto esaltanti per Davide in corsa verso il titolo nella sua conference Ncaa, quanto difficili per Paolo alla guida di una Mens Sana in smobilitazione, ha visto le due situazioni esplodere in maniera opposta nelle stesse ore.

Ore in cui il “Moro” ha alzato la Coppa, trascinando i Raiders al primo storico titolo con un ventello contro Iowa State in tandem con Jarrett Culver al carrier high (31 punti). Una vittoria, la nona di fila, in cui Moretti jr è stato protagonista come in tutta la stagione in cui ha ripagato la fiducia datagli da coach Beard che ne ha fatto da inizio anno, uno dei pilastri del nuovo corso di Texas Tech.

Che dopo la fantastica cavalcata dell’anno scorso fino alle Top 8 Ncaa, è una delle squadre più attese della parte calda della stagione universitaria.

«Tanti sacrifici…ma mamma sono un campione di Big 12», ha scritto sui social Davide, commentando la “notte magica” dei Raiders che hanno interrotto il dominio di Kansas e hanno conquistato il titolo in quella che sembrava una stagione di transizione. Un titolo su cui sventola il tricolore, vista l’impronta forte e chiara del “Moro” con i 20 punti segnati nella gara decisiva, frutto di un sontuoso 4/6 dall’arco e 4/4 ai liberi in 37′ di utilizzo. Numeri che insieme agli 11,7 punti a gara in quasi 31′ di utilizzo medio (sforando il 60% da tre nell’ultimo mese), attestano la crescita di Davide alla seconda stagione nel campionato universitario americano.

«Contro le avversità, noi abbiamo sempre lottato insieme. Non ho parole per descrivere come sono felice» ha dichiarato l’esterno ventunenne, che nel quasi settennato del babbo coach della prima squadra in via Fermi è cresciuto. Facendosi apprezzare nelle giovanili per quel fiuto per il canestro, quell’intelligenza cestistica già evidente in un ragazzino magrolino e riccioluto che in campo ha sempre saputo il fatto suo. Non a caso con lui sono arrivati lo scudetto Under 17, il tricolore sfiorato con l’Under 19, nella stagione in cui a anni ha esordito in serie A a nemmeno 17 anni con la maglia del Pistoia Basket addosso. Dimostrando che non è il cognome che ti apre le porte, ma il talento.

Quel talento che ha fatto di Paolo un giocatore e poi un allenatore stimato. A cui il popolo senese si era attaccato come unico appiglio ad una situazione societaria andata peggiorando e ora sull’orlo del baratro. Da grande professionista, nelle ultime settimane è rimasto in quella Siena che dopo averlo lanciato nelle giovanili, sembrava il posto ideale per il rilancio in panchina, prima che si concretizzasse l’incubo della crisi societaria arrivata al peggiore degli epiloghi in queste ore. Il suo esempio a cui si era attaccata l’intera piazza bianconera, mentre i giocatori via via lasciavano la città del Palio tra mancati pagamenti e promesse non mantenute dal club, non sembra esser bastato.

Lo staff tecnico ha deciso, dopo settimane in trincea cercando di salvare il salvabile sperando di aiutare il club ad evitare la scomparsa della società, di non presentarsi in campo nella trasferta di Legnano. Incassando il k.o. a tavolino ma soprattutto facendo capire che in casa Mens Sana le nuvole nere non sono affatto diradate. Lunedì scorso è scaduto il termine della morosità per il mancato pagamento dei cinque lodi resi esecutivi il 16 dicembre e ora l’ennesima penalizzazione è dietro l’angolo. Ma se Siena non pagherà la quinta rata Fip, all’orizzonte ci sarà l’esclusione dal campionato e la liberazione dei tesserati. Vanificando la “resistenza” di Paolino la peste e di quelli che in questi mesi hanno continuato a fare il proprio lavoro nonostante tutto.

 

Elisa Pacini
Elisa Pacini
Innamorata delle parole, che sono centrali nella sua “dolcemente complicata” vita professionale. In primis per raccontare il basket e lo sport, dalle colonne de Il Tirreno (con cui collabora dal 2003) alle pagine web di Pistoia Sport (che ha contribuito a fondare). E poi come insegnante di italiano agli stranieri.

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