Le prossime due domeniche vedranno il Pistoia Basket impegnato al PalaCarrara con Sassari e Reggio Emilia: occorre una svolta per giocarsi fino in fondo la salvezza
All’andata le vittorie al PalaSerradimigni e PalaBigi illusero su quella svolta che, a nove gare dalla fine dei giochi, l’Oriora sta ancora cercando. Per questo, dopo l’ennesimo ko del Pistoia Basket a Cremona, le sfide interne con Sassari e Reggio Emilia diventano sfide decisive per giocarsi fino in fondo la salvezza. E salvare una stagione fin qui avara di gioie.
Perchè se la corsa salvezza è ancora aperta, anzi apertissima vista la classifica, è perchè le dirette avversarie hanno lo stesso “andamento lento” di Pistoia.
Ma salvarsi in corner e dopo le sconfitte, tirare un sospiro di sollievo vedendo le disgrazie altrui, è piuttosto rischioso e non può durare in eterno. Anche perchè, Pesaro a parte che può comunque sfruttare il vantaggio 2-0 con Pistoia, contro le altre due rivali nella lotta per la sopravvivenza in serie A, l’Oriora dovrà giocare in casa nel prossimo mese. Cinque giornate in cui sfiderà in casa Sassari, Reggio Emilia, poi andrà a Brescia e in casa della Virtus Bologna per arrivare allo scontro con Torino.
Un calendario che non ammette più rimandi, che impone una svolta.
Una svolta che, dalle gare contro Trieste e Cremona, quelle del “debutto” dell’Oriora 3.0, sinceramente si fa fatica ad intravedere. Certo davanti i biancorossi si sono trovati avversari più forti e quadrati, che assomigliano molto alla Pistoia rivelazione degli anni scorsi, per di più in un momento di forma e sintonia del colletivo evidente. In più i “nuovi” arrivati, Mitchell a parte, hanno grandi problemi di inserimento: Odum a livello fisico (anche se comunque due gare senza canestri per un giocatore che in fin dei conti ha preoccupano assai) e Crosariol a livello di riadattamento alla serie A. Senza contare che il rimpasto si è concretizzato a ridosso della ripartenza.
Il contento è critico ma, mai come in questo momento, contano i fatti. E quelli dicono che la scossa data dal mercato, non si è tradotta finora in campo. E basandosi sulle ultime due gare, con più di 90 punti subiti di media, la sudditanza dei lunghi al cospetto degli avversari, l’unico appiglio per il rush finale sembrano essere le invenzioni della coppia M&M. Mitchell e Mesicek, i fratelli diversi del terminal Oriora (15 tesserati senza contare i giovanissimi, numero record dal ritorno in serie A), un po’ anarchici, un po’ altalenanti, unici promossi della ripartenza dopo la sosta.
Una ciambella non così sicura a cui aggrapparsi per Ramagli che- prima di Cremona- aveva evidenziato la necessità di assumere un’identità difensiva che anche al PalaRadi è stata fantasma. E non solo nei nuovi ma anche nei “reduci” della rivoluzione di mercato. Nell’approccio che, ancora non va, dopo 21 giornate in cui la via crucis di risultati non ha portato a vedere una squadra in campo con l’elmetto, come si confà a chi lotta per la sopravvivenza.
Delle prossime nove gare, Pistoia ne giocherà 5 in casa dove non vince (sul campo) dal 6 gennaio, mentre fuori bisogna tornare al 25 novembre con il “sacco” di Reggio per trovare un sorriso. Esattamente un girone fa: segno evidente delle difficoltà mai risolte della stagione.
Vincere l’allergia al PalaCarrara è un altro degli obiettivi minimi ma obbligatori per Ramagli e i suoi. Perchè da via Fermi, passano le chance della salvezza. Una corsa al rallentatore per le 4 di fondo, accomunate non solo dal fatto di fare un campionato a sé rispetto al resto, ma dai pochi effetti finora sorditi dopo esser passate dal bisturi di mercato che a Reggio, Torino e Pesaro ha riguardato anche l’allenatore, oltre alla squadra.
Squadra e allenatore che, nelle prossime due gare, hanno davanti l’ennesima prova d’appello di una stagione dove un po’ incredibilmente la salvezza è ancora alla portata.



