Pistoia Basket, la ricetta di Fiorello Toppo: «Difesa e aiuti per battere Reggio»

L’ex capitano del Pistoia Basket fa le carte alla decisiva sfida contro Reggio Emilia: «All’andata nel 2012 ci asfaltarono. Ma al ritorno abbiamo reso loro il favore»

Il noi con cui Fiorello Toppo parla del Pistoia Basket, ogni volta, emoziona. Sarà perchè quella coppa per il salto in A1 l’ha conquistata sul campo ed alzata al cielo. Quella serie A in cui lui, inspiegabilmente non ha mai giocato, ma che lo ha visto sempre in prima fila a tifare per la “sua” Pistoia attesa ora da una gara da dentro- fuori.

Ancora una volta contro Reggio Emilia, come tante volte ha fatto anche Toppo capitano. Tra vittorie, sconfitte e una notte magica. Forse una delle più belle gare dell’era Pistoia Basket, la rimonta vincente del 18 marzo 2012.

Cosa vuol dire per Fiorello Toppo, Pistoia- Reggio Emilia?

“Vuol dire ricordi di sfide sempre molto appassionate. Abbiamo cavalcato per anni la stessa onda. Loro sono andati un anno prima in A1, hanno avuto anni molto buoni anche disponendo di risorse più alte. Pistoia lo stesso è stata in grado di fare squadre interessanti, è stata brava nonostante un budget più basso. E’ bello giocare anche là, in un bel palazzetto caldo. Ma il nostro lo è di più”.

In quel marzo 2012, lo faceste scoppiare con la rimonta vincente passata alla storia per l’ultimo parziale da 24- 3…

“Me lo ricordo. Come mi ricordo bene che all’andata ci asfaltarono (con l’altrettanto famoso – 48, ndr). Al ritorno li abbiamo ricambiati. Ci tenevamo molto a fare una buona gara e mettemmo in campo più intensità di loro”.

Una gara molto importante che arriva dopo tante gare perse…

“La nostra vittoria del campionato è la salvezza. Quest’anno è andata così, ora non è il momento di analizzare la stagione. Per noi è sempre più dura rimanere in questa categoria ma i giocatori possono lasciare un buon ricordo anche conquistando la salvezza viste anche le avversarie con cui ce la giochiamo. Che sono squadre quotate”.

Cosa deve mettere in campo l’Oriora?

“Bisogna avere chiara la tattica, così da non impiegare mezzo secondo in più ma le cose devono venire automatiche. La difesa darà le maggiori chance di vincere la partita. Ma in gare così i valori dei giocatori si appianano, rispetto al resto del campionato in cui il talento può fare la differenza. Qui anche gli “operai” possono portare la gara da una parte o dall’altra. Con cose meno spettacolari ma fondamentali come gli aiuti e i rimbalzi”.

Elisa Pacini
Elisa Pacini
Innamorata delle parole, che sono centrali nella sua “dolcemente complicata” vita professionale. In primis per raccontare il basket e lo sport, dalle colonne de Il Tirreno (con cui collabora dal 2003) alle pagine web di Pistoia Sport (che ha contribuito a fondare). E poi come insegnante di italiano agli stranieri.


RISPONDI

Inserisci il tuo commento
Il tuo nome

LE ULTIME

Leggi anche

Lumos Pistoia, Schina indica la strada: «Impegno e sacrificio»

Il nuovo play biancorosso si presenta: «Il lavoro è la mia forza motrice». Il DS Sartori: «Lo avrei...

Pca Hitachi, settore giovanile al completo: una svolta storica

La Pca Hitachi fa l'en plein: definiti gli staff tecnici di Allievi, Allievi B, Giovanissimi e Giovanissimi B,...

Trofeo Lovari, ufficiali gli accoppiamenti per La T Gema e Lumos Pistoia

Dopo Bardalone La T Gema e la Lumos Pistoia avranno l'opportunità di incontrarsi di nuovo, prima dovranno superare...

Mercato basket minors, Pescia: 4 riconferme e 6 acquisti

Dalla Serie C alla Divisione Regionale 2: tutte le ufficialità e i rumors relativi alle formazioni pistoiesi protagoniste...