«La partita più importante che abbiamo giocato finora» conferma Ramagli. Che poi allenta la pressione: «Sarebbe stata decisiva a tre giornate dalla fine». La verità è che una vittoria contro Reggio Emilia sarebbe come mettere un piede nelle Serie A del prossimo anno
Dall’inizio della stagione Alessandro Ramagli approccia alla conferenza stampa pregara sciorinando numeri e informazioni sull’avversaria di turno del Pistoia Basket. Stavolta no. Stavolta si è messo a sedere e ha detto: «Quando progetti stagioni in cui lotti per la salvezza sai che devi prepararti a partite come questa. È il lato bello del nostro lavoro perché queste gare danno stimoli particolari. Non vale una finale scudetto perché è un momento della stagione caldo ma non caldissimo però vale un bel pezzo del campionato di entrambe».
Dettagli? No di certo! Se cambi strategia comunicativa alla vigilia di uno snodo cruciale dell’annata mandi un messaggio forte all’ambiente e a chi all’ambiente deve trasmettere informazioni.
E allora lo ripetiamo anche noi: alle 20.45 la OriOra si gioca la stagione e il suo futuro in Serie A. Mettersi alle spalle Reggio Emilia (ultima con 10 punti insieme a Pistoia) vorrebbe dire iniziare a credere davvero in una salvezza che mai come quest’anno è stata in bilico. «Se ci giochiamo la stagione? Fosse stata la terzultima giornata sì – risponde il coach biancorosso a domanda diretta – mancandone otto dico di no, però ne mette in palio una bella fetta. È la partita più importante che sia noi che Reggio Emilia abbiamo giocato fino ad oggi. Poi mancheranno sette gare e sono tante ma quella di domani, fin qui, è la più importante».
Del resto anche l’allenatore della Grissin Bon, Stefano Pillastrini ha rilasciato dichiarazioni simili per tranquillizzare i suoi, che dopo la batosta rimediata ad Avellino si sposteranno in Toscana senza Richard ma con un rientrante Aguilar: «A otto partite dalla fine del campionato, quella con Pistoia è sicuramente una partita molto importante – ha detto – con quatto squadre nel giro di due punti ha una valenza anche per la differenza canestri, ma non si può considerare “l’ultima spiaggia”. Sicuramente una vittoria aiuterebbe molto, è una grande occasione per fare un passo importante».
Il Pistoia Basket si presenta invece al completo e, si spera, in una condizione fisica migliore visto che già da diverse settimane staff tecnico e sanitario lavorano in sinergia per incrementare di pari passo il lato tecnico e atletico. In queste gare, però, vengono fuori altri valori, che non tutti hanno. E a questa squadra serve maledettamente un leader che la prenda per mano nei momenti delicati, come insegna la vittoria sfumata contro Sassari. «Chi è il leader? – spiega Ramagli -. Ce lo dirà il campo. È un rischio che corri quando cambi tanto a ridosso della fine del campionato, e sia noi che loro lo abbiamo corso. I giocatori esperti sono quelli che devono indirizzare il gruppo nelle giuste modalità di gioco. È questo il modo migliore per esercitare la leadership che va al di là dei 30 punti segnati».
«Per liberare la testa dei ragazzi abbiamo sottolineato già martedì che la partita si sarebbe giocata solo alle 20.45 di domenica e tutto il resto sarebbe stata una normale preparazione sennò correvamo il rischio di giocare la gara troppe volte, emotivamente parlando. Favoriti? Le partite che contano così tanto le giocano i presenti e non gli assenti o i futuri presenti, chi è favorita o meno conta poco perché devi aspettarti la versione migliore dei tuoi avversari».
«È importante – conclude “Rama” – che i giocatori esperti giochino nel modo giusto, che gli staff abbiano la giusta freddezza, che le tifoserie siano pronte a sostenere fino all’uomo momento: l’unione di queste componenti detterà la differenza tra chi vince e chi perde».



