35° Rally della Valdinievole: tornano in pista gli anni Ottanta

Il percorso della 35° edizione del Rally della Valdinievole rispolvera tratti di “piesse” che fanno parte della storia del rallismo regionale e nazionale. Iscrizioni aperte fino al 10 maggio per la gara organizzata da Laserprom015

E’ nel pieno del periodo delle iscrizioni il 35° Rally della Valdinievole, previsto per il 18 e 19 maggio 2019, organizzato da Laserprom 015 in collaborazione con l’ACI Pistoia. Sino al 10 maggio sarà possibile iscriversi alla gara, che quest’anno propone un format come al solito interessante sotto il profilo logistico e sotto anche l’aspetto del percorso, andando a “rispolverare” anche tratti storici.

Rispetto all’edizione 2018, il rally varierà il programma di svolgimento, con al sabato prevista una sola prova speciale, un tratto che ricorda le sfide degli anni ottanta. Oltre a Larciano, sede della partenza e dell’arrivo (e del “quartier generale” dell’evento nelle strutture funzionali del Ready Center), vi sarà un sempre maggiore coinvolgimento della città di Lamporecchio, con un controllo a timbro nella ristrutturata piazza IV novembre, oltre che sede anche del riordinamento notturno tra il sabato e la domenica.

La gara interesserà poi la città di Pescia, nel cui territorio verrà disputata una prova speciale, anche in questo caso decisamente storica (anni ottanta/novanta), e conferma anche la collaborazione con Monsummano Terme, nella cui centrale Piazza Giusti avrà luogo il secondo ed ultimo riordinamento della domenica.

LE PROVE SPECIALI ISPIRATE AGLI ANNI OTTANTA

Sono nove, in totale, le prove speciali previste, per arrivare al chilometraggio complessivo di 82, 540 chilometri (288,200 la distanza totale), il massimo consentito dalla regola Federale per tale tipo di manifestazioni.

Quattro diversi tratti cronometrati che ritrovano il proprio status dagli anni ottanta, quando il “Valdinievole” muoveva i primi passi infiammando le sfide regionali; sfide che portarono la gara ad una celebrità nazionale già nel 1988, quando venne designata come finale della Coppa Italia, dopo soli tre anni di vita.

Eccole, le prove speciali, descritte una per una nelle loro particolarità:

PROVA SPECIALE N. 1-3-7 “Larciano” (varia la lunghezza)

Km. 12.240  (PS 1) –  Km. 5,700 (PS 3) – Km. 6,600 (PS 7)

Poco oltre dodici chilometri, sei dei quali ricalcano fedelmente la prova degli anni scorsi, con due spettacolari giri nel centro del paese, dosso altrettanto spettacolare in uscita dal centro e tratto in salita con strada molto stretta punteggiata da diversi tornantini; dal vecchio fine prova (che comunque sarà il fine prova delle prove 3/7 della domenica) inizia il tratto inedito o comunque tale da oltre vent’anni: si raggiunge la spettacolare inversione del San Baronto, che negli anni ’80-’90 si era un “must”, per percorrere i restanti quattro chilometri con passaggi molto stretti tra le case, alternati a tornantini in discesa; ultimo tratto la sede stradale si allarga notevolmente per “picchiare” a  gas spalancato verso il fine prova speciale. Prova difficile con numerose variazioni altimetriche e insidie dietro ogni curva. Da non sottovalutare.

PROVA SPECIALE N. 2-4 “Lamporecchio” 

Km. 11,950

Facilmente raggiungibile da più punti, ha tutto quello che si può chiedere a una prova speciale: percentuali quasi uguali di salita, pianura, discesa.  Si parte in salita, sede stretta e guidata dove è importante non perdere il ritmo date le numerose e pressoché continue destre-sinistre. Al termine della salita inizia il tratto “in costa”, pianeggiante e dove le medie si alzano: occorre cambiare ritmo: la strada provinciale è larga, ottimo fondo, curvature non pronunciate che invitano a “tenere giù”, ma con molta attenzione. Si arriva così alla spettacolare inversione di San Baronto, spettacolo puro. Qui inizia la parte forse più difficile della prova perché la discesa è di quelle che guardano in faccia l’equipaggio: la sede stradale è molto larga, invitante, un’autostrada, traiettorie da pista con ampi curvoni che riportano a soli due chilometri dal centro di Lamporecchio. Dopo una discesa così occorre davvero riprendere fiato.

PROVA SPECIALE N. 5-8 “Buggiano”

Km. 8,950

Qui siamo nel classico di sempre: probabilmente la prova speciale piu’ “vecchia” del Rally Valdinievole: sembra  strano, ma il tracciato è di quelli . . . “bugiardi”: quasi tutta salita, tornanti, inversioni, apparentemente una prova da fare nel massimo della pulizia di guida, quasi rilassati. Poi vai a vedere le medie e i migliori sfiorano i 90 Km/h. Vuol pur dire qualcosa: eppure l’inizio è stretto e non consente grandi acrobazie: si arriva quasi subito  all’inversione di Massa da dove comincia la parte più tecnica: per viaggiare forte l’equipaggio deve sapere interpretare al meglio quelle curve, quei tornanti, quelle traiettorie apparentemente docili, ma che docili non sono affatto. Una prova davvero completa, in grado di fare la differenza.

PROVA SPECIALE N. 6-9 “Vellano”

Km. 8,100

Viene reintrodotta dopo quattro anni un altra classica degli anni ’80/’90. Anche questa prova si può definire difficile da interpretare poichè il tratto più impegnativo è totalmente in discesa. Prendere un buon ritmo è essenziale, in quanto le curvature sono numerose e si susseguono rapidamente, spesso accennate e grazie anche alla sede stradale abbastanza ampia permettono di raggiungere velocità ragguardevoli. Vietato quindi sbagliare o rilassarsi. A metà dell’impegno cambia musica: inversione destra stretta alla fine della discesa e si viaggia velocemente lungo il fiume in sede stradale più stretta e punteggiata da curvature non troppo accentuate.


L’edizione del 2018 venne vinta da Cavallini-Manfredi (Skoda Fabia R5), al secondo posto giunsero Artino-Gabelloni (Skoda Fabia R5) ed a completare il podio ci pensarono Pinelli-Bugelli (Ford Fiesta R5), futuri Campioni regionali.   

Redazione PtSport
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