Il Palasport Lino Oldrini è storicamente molto complicato per i toscani. Solo un successo per il Pistoia Basket a Varese dal ritorno in serie A
“Win or die”. Vincere o morire che, tradotto per il Pistoia Basket, significa retrocedere in A2. Della Rosa e compagni sono con le spalle al muro: devono vincere a Varese per sperare ancora nella salvezza. Servirà un’impresa in terra lombarda e non solo perché il distacco tecnico fra le due squadre si rispecchia perfettamente nei diciotto punti che ci sono in classifica fra l’Openjobmetis, in piena lotta per un posto playoff, e l’Oriora. Anche i precedenti non lasciano ben sperare, visto che dal ritorno in serie A, Pistoia ha festeggiato solo una volta al Palasport Lino Oldrini (dal 2018 “Enerxenia Arena”).
E’ successo nella stagione 2014-15, quando l’allora Giorgio Tesi Group è stata capace di imporsi per 67-71, grazie soprattutto al terzetto composto da Williams, Milbourne e Amoroso, e autore di 48 punti, e al finale in cattedra di Hall. Aperta e chiusa la parentesi, per il resto la trasferta a Masnago ha sempre rappresentato uno scoglio non indifferente per i toscani. Si parte dall’annata 2013-14, con il Pistoia Basket battuto 84-73, a causa di un pessimo terzo quarto da 31-14 di parziale in favore dei padroni di casa, trascinati dai 21 di Polonara e dai 18 di Banks. Inutile invece la buona prova di Wanamaker, migliore dei suoi con 18 punti, 5 rimbalzi e 4 assist.
Nell’aprile del 2016 ecco il peggior passo falso: 91-78 il finale di una partita sempre in mano ai locali, nonostante uno strepitoso Kirk da 31 punti. Ben più combattuta la sfida dell’anno successivo, con Varese vincente 75-70 e guidata dai 23 punti di un Dominique Johnson fondamentale per respingere la rimonta di Moore (21 punti, 6 rimbalzi e 4 assist) e compagni. Infine il k.o. più recente (81-73 al 40′), figlio in particolar modo di una pessima ultima frazione da parte di Pistoia: 28-14 il break piazzata da Varese, presa per mano da Wells (23 punti) e Avramovic (18).



