Futuro in bilico per Paolo Moretti, che ha parlato della sua breve esperienza bis in biancorosso al termine della gara persa con Avellino
«Non sono pentito di essere venuto qua e la partita che è stata vinta nelle ultime sei, anche se è veramente poco e forse poco significante in termine assoluto, ha fatto la differenza». Paolo Moretti nell’ultima conferenza stampa saluta simbolicamente Pistoia ma cercando di trasmettere immagini e simboli positivi, in mezzo alle macerie di questa stagione. «Vorrei fare dei ringraziamenti – ha detto Paolo Moretti – che ritengo doverosi. In primis alla società che mi ha chiamato in questo momento particolare della mia e della loro stagione. Mi ha dato fiducia, il compito complicato ma che mi ha dato la possibilità di tornare per sei settimane in una società e una città che mi ha dato tanto. Non era scontato, né banale. Vorrei ringraziare anche il pubblico e la città che mi hanno accolto bene: è stato un tuffo nel passato che mi ha dato la sensazione di aver seminato bene dal punto di vista dei rapporti umani, soprattutto per l’accoglienza avuta nella prima e nella seconda settimana».
Poi c’è l’analisi tecnica, quella di un miracolo non riuscito sul campo e di sei settimane pesanti in cui non è stato possibile curare un malato troppo grave.
«Le novità qualcosa hanno dato – ha spiegato ancora l’allenatore dell’OriOra – ma i riferimenti si creano con il tempo. Questo gruppo era faticosamente competitivo. Ho provato con varie scelte di gestioni: prima soft, poi diretto, poi con dichiarazioni ma paziente con battito flebile e encefalogramma abbastanza piatta. Questa squadra non ha le capacità di reagire alle difficoltà. Dal punto di vista tecnico questo è un gruppo che da quando è stato ritoccato ha fatto fatica».
Il futuro, ancora nebuloso, verosimilmente porterà ancora Moretti lontano da Pistoia. Per il momento l’OriOra dovrà riflettere con cura e ponderare le decisioni, con il coach che comunque non chiude la porta a priori: «Stasera torno a casa, dopo un anno saremo tutti e quattro insieme. Ho dato la mia disponibilità fino al 30 giugno se vorranno fare allenamenti e work-out. Però credo che per Pistoia la prima cosa sia guardarsi dentro, prendendosi del tempo per fare valutazioni. Io sono un allenatore che cerca opzioni di lavoro per il prossimo anno, quando ci saranno presupposti io ho il telefono aperto».



